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Senza efficiente linea ferroviaria ionica, Calabria condannata a perenne arretratezza

Senza efficiente linea ferroviaria ionica, Calabria condannata a perenne arretratezza

Pubblicato il: 28 Aprile 2021

“Di tutto mi pare si parli, riguardo al nuovo piano dei Trasporti in particolare ferroviari da realizzare grazie ai soldi in arrivo con il Recovery Fund, fuorché di potenziamento della fatiscente linea ionica. Il problema dei problemi relativamente alla mobilità su strada ferrata in Calabria che, se non affrontato e risolto una volta per tutte, resterà ancora, nell’occasione credo purtroppo per sempre, uno dei maggiori punti di debolezza della regione. Che rischia quindi seriamente di restare divisa longitudinalmente in due parti con un versante in cui si potrà contare su alta velocità e treni alimentati a idrogeno e l’altro viceversa fermo a una condizione propria della metà del secolo scorso. Una sciagura insomma”. Si è espresso così, in termini al solito schietti e duri, il presidente di Tesoro Calabria, Carlo Tansi, tornato a occuparsi in un comunicato stampa della tratta ferroviaria della costa bagnata dallo Ionio. Un tema che gli sta particolarmente a cuore. Su cui spiega: “Ascolto taluni tronfi esponenti della vecchia classe politica calabrese che ancora una volta tentano, senza ritegno, di mettere il cappello su qualcosa di buono in predicato di farsi. Si tratta però di uno dei tanti ambiti rispetto a cui non solo non dovrebbe rivendicare il benché minimo merito quanto tacere per i ritardi, anzi i disastri, che si sono protratti e accumulati nel tempo anche grazie alla loro insipienza. Eppure, invece di stare zitti, hanno pure l’impudenza di fare grancassa – ha continuato lo stesso geologo alla testa del popolo arancione insieme al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris – festanti per i fondi che l’Europa ci ha destinato sì in ragione delle devastanti conseguenze dell’imperversare del Covid, ma anche in virtù dei nostri ritardi e dell’arretratezza a cui ci hanno appunto finora condannato dei politici locali nella migliore delle ipotesi incapaci e fannulloni”. Il candidato Tansi è infine tornato sulla differenza tra parte tirrenica e ionica, chiosando: “Lungi da me alimentare ulteriori guerre tra poveri o introdurre rinnovati elementi di divisione in una terra bellissima ma martoriata anche dalle sciocche battaglie di campanile. Resta però il fatto che i miliardi di euro europei, in relazione a cui il governo italiano sarà chiamato a fare il miglior uso possibile con un impiego ragionato e pianificato in modo certosino mediante il piano nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr, ndr), dovranno essere destinati in misura significativa per il trasporto su linea ferrata dell’area ionica calabrese. Altrimenti, in una regione dove in una sua metà ci si sposterà ancora a bordo dei ‘treni a vapore’ o su una strada tristemente nota per essere quella della… morte come la 106 ovvero ancora saranno dismessi aeroporti come il Sant’Anna di Crotone, ossia come se si fosse in un Paese sfruttato del terzo mondo e non in una regione fra le più paesaggisticamente apprezzabili, non si potrà ambire ad alcuna crescita. E il tanto agognato e da tutti sbandierato sviluppo socioeconomico continuerà a rimanere una chimera. Un’eterna promessa per tenere la gente buona e ferma al guinzaglio dei potenti

Trasporti: la Calabria divisa in due è perdente

Trasporti: la Calabria divisa in due è perdente

Pubblicato il: 7 Aprile 2021

Ricordate la vecchia lavagna delle elementari di un bel po’, ormai, di anni fa? Parlo di quella con i gessetti ‘farinosi’ divisa in due parti, su cui scrivere i nomi degli scolari buoni e dei loro compagnelli cattivi, da una riga bianca centrale tirata da un alunno, magari il capoclasse, o più spesso dall’insegnante. Una netta, e simbolica, linea di demarcazione, insomma, simile alla segnatura immaginaria che percorre logitudinalmente la Calabria fra i lati tirrenico e ionico. Il primo collegato in maniera ampia e soddisfacente con autostrada, ferrovia e aeroporto di Lamezia. Il secondo invece rimasto all’epoca delle diligenze con la Statale 106 meglio conosciuta, in modo sinistro ma purtroppo meritato alla luce dell’inaccettabile numero di vittime mietute, come la ‘Strada della Morte’ e treni alimentati a combustibile fossile viaggianti lungo una rete di binari risalente in gran parte addirittura all’immediato Dopoguerra. Finita qui, che pure non è certo poco? Neanche per idea. C’è persino di più, considerato come il divario, già di per sé abbastanza marcato sulla base di quanto peraltro premesso, fra la molto più ‘servita’ parte Ovest e la zona Est al contrario abbandonata al suo destino, una sorte assai grama, sia addirittura destinato ad aumentare. E di parecchio, per giunta. Fermo restando che è mia ferma intenzione bandire ogni forma di campanilismo, responsabile delle insopportabili forme di nanismo economico e culturale da cui è afflitta la realtà calabrese tenuta radente al suolo da una pesante zavorra. Al di là di tutto, va detto che ai lauti finanziamenti del Recovery Fund è infatti stato programmato il superfluo raddoppio della galleria Cosenza-Paola, denominata Santomarco, per un costo di svariate centinaia di milioni di euro, ancora una volta sul Tirreno, che arricchirà ulteriormente, come si vocifera da queste parti, qualche illustre politico cosentino presente, sotto mentite spoglie, in una società a cui sarà affidato lo stesso ‘mega-progetto’ mentre non si segnalano progetti per la sempre più isolata e dimenticata fascia ionica. A cui manca un collegamento veloce in grado di connettere le estese aree del comprensorio reggino, della locride, del soveratese, del catanzarese, del crotonese, con le ultime tre notoriamente connesse alle città di Catanzaro e Crotone, fino ad arrivare al grosso centro urbano di Corigliano-Rossano, alla Puglia e alla Lucania. Senza contare lo stato di abbandono in cui versa l’aeroporto della città di Pitagora, da tempo depotenziato in modo quasi totale, tra l’altro unitamente a quello di Reggio. Scenario intollerabile, che non deve però alimentare ‘guerre fra poveri’ bensì, lo ribadisco, viceversa far lavorare tutte insieme le persone perbene alla ricerca del rafforzamento della nostra amata regione nel suo complesso. Perché la Calabria, e sembra persino banale ma ahimè nient’affatto scontato dirlo, ha bisogno di progredire in modo uniforme. Non certo a due velocità. Bisogna in altri termini pensare al migliore futuro del sistema Calabria nel suo complesso. Basti ad esempio riflettere sul fatto che, a ognuno di noi, spostarsi da qui a Roma costi più del doppio di quanto non sia necessario spendere per un veneto o un milanese analogamente diretti da casa loro alla capitale. È il motivo per cui in cima alle priorità del movimento arancione, accanto a Lavoro e Sanità, troverà posto il delicato e strategico tema della Mobilità. Senza la cui migliore efficienza possibile non ci può essere crescita e sviluppo di un qualunque territorio.