Tag: Tesoro Calabria

Tesoro Calabria categorico: Stop all’Odissea dei tirocinanti

Tesoro Calabria categorico: Stop all’Odissea dei tirocinanti

Pubblicato il: 7 Aprile 2021

È arrivata all’ultimo atto, dopo innumerevoli promesse mancate e tante vicissitudini, l’annosa vicenda della stabilizzazione dei tirocinanti  calabresi. Che vedono finalmente un bagliore di luce, dopo un lungo periodo di buio profondo,  caratterizzato  da  numerose, ma purtroppo vane, promesse ricevute dalla classe politica alla guida della Regione. L’esercito di lavoratori ‘pseudo-apprendisti’ dislocati in diversi settori è ancora oggi considerato tale, malgrado ognuno di loro abbia acquisito un importante bagaglio professionale degno di un contratto da dipendente a tutti gli effetti del rispettivo ambito tanto nel privato quanto nel pubblico. Ed è ciò che è emerso dalla discussione intrapresa da Tesoro Calabria con gli stessi tirocinanti. I quali non sono inquadrati in un formale rapporto, né autonomo né subordinato, avendo invece quale unico scopo il medesimo apprendistato. Parliamo della preparazione necessaria ad aumentare le chance per l’ingresso nel mondo del lavoro. Il problema concreto  riguarda, però, il periodo successivo. Perché, una volta esaurita la fase della formazione peraltro più volte prorogata, non è stata mai concessa l’opportunità di uno sbocco occupazionale in forma stabile con una tutela garantita e un’adeguata  retribuzione. Eppure è noto come alcuni di loro siano stati utilissimi sia in ambito pubblico quanto nel privato in enti e addirittura ministeri come Giustizia, Miur e Mibact, che li hanno per così dire ospitati e in favore di cui prestano tuttora in modo proficuo, e ormai da lungo tempo, un’attività mascherata da tirocinio senza una paga commisurata all’impegno profuso. Motivo per cui, l’obiettivo è adesso di dimenticare le tante promesse da marinaio ricevute nel corso degli anni da tutti i partiti e gli schieramenti calabresi fra cui figura come ovvio l’attuale classe politica che si vanta di essersi spesa moltissimo per risolvere tale problematica. Peccato che si sia trattato di parole belle, ma vuote, a fronte di nessun risultato concreto raggiunto. Uno spot elettorale, insomma, che si è stanchi di ascoltare. Ebbene, dopo quanto sopportato, le delusioni patite in quantità industriale potranno essere finalmente cancellate soltanto se l’attuale giunta regionale si attivi seriamente sul nostro fronte. Viviamo infatti un particolare momento storico, da un lato per la triste emergenza pandemica in corso e dall’altro per la spaventosa mole di finanziamenti europei che arriveranno a breve anche alla Calabria attraverso il Recovery Fund. Ed allora non ci sono più scuse! Occorrono progetti adeguati affinché una tranche delle risorse presto ricevute siano destinate alla definitiva sistemazione dei tirocinanti, intavolando trattative ad hoc con il Governo e prospettando delle tangibili soluzioni quali ad esempio quelle tese a incoraggiare le assunzioni mediante consistenti sgravi fiscali in favore dei privati che si determinano a contrattualizzarli in modo definitivo. Stessa cosa dicasi per la parte pubblica, riconoscendo un altissimo punteggio di base dovuto all’abilitazione conseguita e attestata dalla  Regione, che dovrà bandire un concorso per facilitarne l’accesso nella Pa. In ogni caso inequivocabile dovrà questa volta essere l’indirizzo che la governance calabrese è chiamata ad adottare nei confronti dei tirocinanti con la consapevolezza di avviare una mirata azione  in grado di cogliere l’opportunità della copertura economica della loro stabilizzazione e la necessità di non privarsi della preparazione acquisita da queste migliaia di donne e uomini.  

Seconda Pasqua funestata dal Covid non ci abbatte. Calabria vicina a svolta

Seconda Pasqua funestata dal Covid non ci abbatte. Calabria vicina a svolta

Pubblicato il: 3 Aprile 2021

Seconda Pasqua di clausura a causa della pandemia da Covid che ci deprime un po’ tutti. E come potrebbe essere altrimenti, considerato che il Coronavirus ha sconvolto le vite di ognuno di noi con la sua scia di morte, paura, rinunce e crisi economica? Un mix terribile che ci ha impedito di svolgere le più svariate attività, come ad esempio le più importanti quali l’esercizio, libero e democratico, del diritto di voto alle più frivole, ma allo stesso tempo ricreative e ritempranti, come una semplice cena in compagnia degli amici o una lunga passeggiata al mare o in montagna senza limiti di sorta. Purtroppo, però, per noi calabresi questa situazione insopportabile è, come se non bastasse il resto, arrivata ai limiti della tollerabilità, dal momento che le tante inefficienze e inadempienze della ‘catena di comando’ regionale hanno acuito i problemi già di per se stessi gravissimi proprio per effetto dell’imperversare del Sars-Cov-2. Un virus che uccide molta gente, ma in grado di separare tutti. Persino stretti congiunti e amici fraterni che chiunque di noi vorrebbe invece abbracciare. Una voglia che aumenta esponenzialmente durante una festa Santa e altamente simbolica come la Pasqua. E appunto il suo avvento di domani, mi induce per una volta a desistere dall’indulgere alla polemica politica, suggerendomi invece di lanciare un messaggio di speranza e formulando i più fervidi auguri a tutti voi. Donne e uomini di questa stupenda terra, un Tesoro di Calabria, che sono certo vivrà presto giorni migliori e una lunga stagione di riscatto per riuscire finalmente a togliersi di dosso quella vergognosa etichetta di Cenerentola del Sud Italia, del Paese e d’Europa per diventare viceversa una locomotiva quantomeno dell’intero Mezzogiorno e non solo.

Non sto più nella pelle per l’arresto boss Pelle. La Calabria per decollare deve liberarsi di questa gentaglia

Non sto più nella pelle per l’arresto boss Pelle. La Calabria per decollare deve liberarsi di questa gentaglia

Pubblicato il: 31 Marzo 2021

Pare che il terribile Covid almeno un unico effetto positivo lo abbia prodotto: l’arresto di ‘Ciccio Pakistan’, al secolo Francesco Pelle, andatosi a curare proprio dal Coronavirus in una clinica di Lisbona durante il periodo in cui si era dato alla macchia in terra lusitana. Una delle migliori notizie degli ultimi tempi, mi sento quindi subito di commentare. E non solo per la Calabria bensì per l’Italia e forse il mondo intero. Stiamo infatti parlando di quello che gli organi di stampa hanno senza mezzi termini definito un superlatitante malgrado la relativamente giovane età e soprattutto la condizione di persona priva dell’uso delle gambe in seguito a un ferimento riportato alla schiena durante un non pienamente riuscito attentato subìto. Un boss tanto efferato quanto potente, che richiama alla mente una delle guerre di ‘ndrangheta fra le più lunghe e sanguinarie della storia di Cosa Nostra calabrese in stile Il Padrino. Mi riferisco, come ovvio, alla faida di San Luca, pretestuosamente iniziata un Carnevale di circa 30 anni fa per uno scherzo ritenuto troppo offensivo: un lancio di uova, interpretato come uno sgarro o uno sberleffo nell’arcaico e tribale codice mafioso, da cui era partito tutto ovvero un’incontrollata escalation criminale sfociata nell’omicidio della giovane Maria Strangio, uccisa in un agguato teso al marito il giorno di Natale del 2006, e nella successiva strage di Duisburg di Ferragosto ossia otto mesi dopo. Un episodio così drammatico e cruento, con tante vittime mietute in mezzo alla strada, da destare scalpore a livello planetario. Ecco dunque che emerge lo spessore criminale di un soggetto il quale, neppure ancora 45enne, ha già sulle spalle una condanna definitiva all’ergastolo per associazione a delinquere di stampo mafioso e omicidio. Pena estrema che aveva eluso dopo essersi dato alla fuga, malgrado la condizione di grande invalidità da cui è afflitto, mentre era gravato dall’obbligo di dimora a Milano. Adesso, però, non è più uccel di bosco grazie a una brillante operazione coordinata dalla Procura di Reggio e dal suo capo Giovanni Bombardieri che in riva allo Stretto sta conducendo una battaglia coraggiosa e nobile come quella portata avanti a Catanzaro, e per competenza in materia di ‘ndrangheta nel resto della regione a eccezione proprio della provincia reggina, da un magistrato del calibro di Nicola Gratteri. Si tratta di due servitori dello Stato uniti, insieme ad altri loro colleghi di alto profilo, nello sforzo immane di disarticolare la temibile Piovra calabrese a cui, nei limiti del suo ruolo, Tesoro Calabria, e io in sua rappresentanza, starà sempre a fianco, strenuamente a difesa della legalità e dell’onestà

Regionali, Tansi: il rinvio del voto a dopo l’estate sarebbe una lesione della democrazia

Regionali, Tansi: il rinvio del voto a dopo l’estate sarebbe una lesione della democrazia

Pubblicato il: 3 Marzo 2021

E’ diventata assolutamente intollerabile, sotto il profilo costituzionale e politico, la situazione amministrativa in cui versa, ormai da cinque mesi, la nostra Regione governata da un presidente facente funzioni, Nino Spirlì, e da una giunta provvisoria, i quali dovrebbero secondo legge limitarsi ad attività ricomprese entro gli stretti limiti degli “affari correnti” e che invece continuano a spacciare per ordinaria amministrazione l’elargizione di prebende, incarichi e nomine di chiaro stampo clientelare, nell’assordante silenzio di tutti i consiglieri. Soprattutto di quelli che, anche in regime di ‘prorogatio’ e in attesa di nuove elezioni, dovrebbero assolvere alla delicata funzione dell’opposizione democratica.

L’emergenza sanitaria legata alla pandemia in atto ha giustificato il differimento delle elezioni dallo scorso 14 febbraio al prossimo 11 aprile e si potrebbe persino comprendere, sempre per gli stessi motivi, un ulteriore spostamento della data per il ritorno alle urne entro la fine della primavera ventura, ma non oltre perché se si arrivasse all’estate o addirittura al cosiddetto ‘semestre bianco’ ciò costituirebbe un oltraggio alle più elementari regole di gestione della cosa pubblica. Non può infatti sfuggire al Governo Draghi, unica autorità legittimata a differire ulteriormente le Regionali, che la proroga del regime di ordinaria amministrazione in capo a un Esecutivo decaduto a causa della morte del precedente governatore eletto, penalizzerebbe oltremodo la regione più povera d’Italia. Che non potrebbe programmare né utilizzare le risorse del Recovery Fund e pianificare ogni altra attività finalizzata allo sviluppo socio-economico e alla salvaguardia di un territorio martoriato dal dissesto idrogeologico, dall’inquinamento ambientale e da una rete infrastrutturale assolutamente inadeguata alle esigenze di mobilità e sicurezza interna.

Auspichiamo allora che il Premier, anziché dar seguito alle richieste di alcuni settori del quadro politico allo stato dominante, che in Calabria presentano evidenti difficoltà di organizzazione e proposta, voglia confermare l’11 aprile come data del voto o, quantomeno, se il pericolo Covid lo richiedesse, fissarne una nuova entro la prossima primavera, ripristinando nella nostra regione le regole di gestione democratica garantite dalla Costituzione”.

Sanità Calabria: truccati i bilanci nel triennio 2015 – 2016

Sanità Calabria: truccati i bilanci nel triennio 2015 – 2016

Pubblicato il: 23 Febbraio 2021

Antonio Belcastro, Massimo Scura e Saverio Cotticelli sono stati INTERDETTI dai pubblici uffici per 12 mesi. Accusati di aver truccato i bilanci questi INCAPACI sono stati finalmente allontanati. Le notizia sulla Sanità cosentina, con le relative inchieste e i provvedimenti assunti dall’autorità giudiziaria ci offrono solo uno spaccato della crisi sanitaria in cui purtroppo versa l’intera regione. Solo nel periodo tra il 2010 e il 2016 in Calabria sono stati tagliati 3900 posti di lavoro.

Calati in modo drastico pure i posti letto. Una diminuzione da 9.915 a soli 5.874 in una manciata di anni recenti (un taglio del 40.8%). E che dire poi dei 18 ospedali chiusi, in ossequio alla logica di un risparmio del tutto presunto, con decine di zone e località, anche grandi, lasciate sguarnite. Prive insomma di reparti di alta specializzazione e di un Pronto Soccorso .

La Calabria merita COMPETENZA e CONCRETEZZA.

La nostra deve tornare ad essere una regione libera. #puniamoliconilvoto

Non è vero che la “Calabria è perduta”, la Calabria può ancora farcela

Non è vero che la “Calabria è perduta”, la Calabria può ancora farcela

Pubblicato il: 9 Febbraio 2021

Il 24 novembre 2017 al Senato della Repubblica, è stato assegnato alla Protezione Civile della Calabria il prestigioso “Premio Nazionale Italia Nostra – Zanotti Bianco” .È stato assegnato ai suoi uomini, alle sue intelligenze che quotidianamente svolgono con onestà e capacità un lavoro difficile tra mille ostacoli sbattendo il muso contro un sistema marcio che ha come unico scopo salvaguardare se stesso. La motivazione del premio è racchiuso in queste parole che rappresentano la Calabria migliore: “Coraggiosi funzionari delle Istituzioni che hanno operato con efficacia, spesso in solitudine, a difesa del Patrimonio culturale naturale paesaggistico del Paese. Tra queste personalità, cui vanno riconoscenza e gratitudine per aver contribuito a far accrescere nei cittadini la fiducia nelle Istituzioni. Al dott. Carlo Tansi, Direttore della Protezione Civile della Calabria “per impegno, competenza e coraggio. Ha ristrutturato la Protezione civile, una volta carrozzone clientelare, resistendo ad indebite pressioni e denunciandole alla magistratura”.

Non è vero che la “Calabria è perduta”, la Calabria può ancora farcela.

Questi sono FATTI.

Le parole le lascio ai POLITICANTI che dimostrino ciò che hanno fatto per la Calabria .

Carlo Tansi

La posizione di Tansi sui tirocinanti calabresi

La posizione di Tansi sui tirocinanti calabresi

Pubblicato il: 23 Gennaio 2021

Nessun futuro roseo per i 6.522 tirocinanti calabresi, purtroppo. Niente di nuovo all’orizzonte verrebbe quindi da esclamare. Almeno a giudicare dall’immobilismo di cui sono preda, in virtù anche e soprattutto della pandemia in atto. Una terribile emergenza, quest’ultima. Che tuttavia non serve a giustificare i circa nove anni precedenti durante cui tali svariate migliaia di lavoratori sono state tenute in un limbo con la classe dirigente, di ieri e di oggi, indifferente. Anzi, forse persino colpevole nel relegarle a una vita grama fatta di ansia e incertezza. Senza contare che la formula del tirocinio ha una scadenza naturale fissata dopo un anno dalla sua attivazione. Ecco allora che se lo si blocca si tengono ‘appesi’ più del dovuto i destinatari. E io, proprio con loro, ho assunto un impegno preciso, pur sapendo di non essere in lizza per un incarico di Governo, organo a cui compete la maggior parte delle scelte in merito. Ma anche la Regione gioca come ovvio un ruolo, peraltro nient’affatto secondario, in questa delicata partita e, lo ripeto, io ho intenzione di spendermi in ogni modo per inserire la contrattualizzazione dei tirocinanti nel progetto di Tesoro Calabria di amministrazione del territorio. Sarà in sostanza parte del nostro programma. Perché parliamo di un esercito di persone rientrante nella categoria dei cosiddetti ‘lavoratori ex mobilità in deroga’ che prestano servizio, ben oltre il tirocinio formativo, negli enti pubblici e privati e nelle sedi distaccate dei vari dicasteri: Giustizia, Miur, Mibac e così via. La loro attività, inoltre, è ormai ritenuta fondamentale per il funzionamento delle stesse strutture. Sebbene ciò, molte sono state le promesse di stabilizzazione ricevute nel tempo. Ahimè, però, sempre rivelatesi da marinaio. Nessuna Giunta, avvicendatasi al vertice della Cittadella, ha infatti finora mosso un dito sul piano della concretezza per aiutarli. Forse perché conviene a parecchi ‘rappresentanti del popolo’ disporre di un ampio bacino elettorale sempre ‘caldo’ al quale attingere. E intanto più di seimila madri e padri di famiglia, ma anche tante donne e uomini singoli, seguitano a svolgere un’attività professionale senza diritto alla retribuzione, dal momento che i 500 euro lordi al mese percepiti dai diretti interessati non possono certo essere considerati alla stregua di uno stipendio degno di tal nome, non solo in termini contributivi ma pure previdenziali. Come se non bastasse, a tutto ciò si somma, da circa 12 mesi, lo tsunami Covid che rende difficile, se non addirittura impossibile, la ripartenza per alcuni mentre la pone a forte rischio per altri. Si tratta dunque di soggetti privi di tutele, pure sotto il profilo del rischio contagio da Coronavirus, ma in particolare dell’assenza di adeguato riconoscimento economico per come premesso. Rendo infine noto che presto mi occuperò anche degli ex Lsu-Lpu e dei percettori di mobilità in deroga, che meritano attenzione.

Carlo Tansi Presidente

Tansi incontra i suoi 65 Candidati per discutere l’eventuale alleanza con De  Magistris: “Aperto a qualsiasi soluzione per il bene della Calabria”

Tansi incontra i suoi 65 Candidati per discutere l’eventuale alleanza con De Magistris: “Aperto a qualsiasi soluzione per il bene della Calabria”

Pubblicato il: 17 Gennaio 2021

La coalizione Carlo Tansi Presidente e le tre liste a supporto – Tesoro Calabria, Calabria Libera e Calabria Pulita – è un organismo democratico formato da un gruppo di persone con cui condividere tutte le decisioni e le strategie del movimento civico. Ecco perché qualche ora fa Carlo Tansi, in qualità di candidato a presidente alla Regione Calabria, ha incontrato in videoconferenza 65 dei 72 candidati nelle tre liste della coalizione (7 erano assenti giustificati) e i soci fondatori del movimento civico Tesoro Calabria, per discutere sul tema: “Apertura ad una eventuale alleanza, per la corsa alla presidenza della Regione Calabria, con il sindaco di Napoli Luigi De Magistris”. Dopo lunga e approfondita discussione animata da uno spirito costruttivo e collaborativo, i Candidati si sono espressi determinandosi, a larga maggioranza, in modo positivo, ritenendo che una alleanza con De Magistris non può che arricchire, in termini di valori, affinità e intenti, la coalizione Carlo Tansi Presidente. Gran parte dei partecipanti hanno espresso la volontà che debba rimanere, comunque, imprescindibile la candidatura alla Presidenza della Regione Calabria, di Carlo Tansi, leader e fondatore del movimento civico Tesoro Calabria. I candidati, hanno motivato tale volontà partendo dal presupposto che, la loro adesione alla candidatura, l’ impegno nella raccolta firme e la loro presenza sul territorio, tra la gente, nasce dalla profonda fiducia e garanzia che nutrono per Carlo Tansi, che vedono come unico garante del cambiamento, tanto auspicato, e assolutamente necessario per una Calabria si spera, ancora più ” Arancione”. Solo tre dei partecipanti, hanno invece dichiarato che la candidatura alla presidenza tra i due leader, può scaturire dopo una attenta valutazione da approfondire. La coalizione Carlo Tansi Presidente resterà in ogni caso – senza pregiudizi, né idee preconcette – aperta a qualunque soluzione che possa portare a vincere le elezioni regionali con persone credibili e competenti. Andare avanti da soli non giova a nessuno se si vuole vincere e amministrare la regione, per fare emergere tutte le sue potenzialità inespresse. A tal fine è necessario fuggire da ogni tentativo di accordi con il sistema marcio della politica calabrese e incentivare alleanze puramente civiche con soggetti in grado di favorire finalmente il decollo della Regione più bella d’Italia, la nostra Calabria.

L’Aeroporto di Crotone Affossato da una classe politica inefficiente

L’Aeroporto di Crotone Affossato da una classe politica inefficiente

Pubblicato il: 10 Gennaio 2021

La cancellazione in serie dei voli in partenza e in arrivo all’aeroporto di Crotone, peraltro ormai ciclica e quindi ricorrente, segna il definitivo fallimento della classe politica regionale. Un gruppo dirigente tutto sommato composto da pochi soggetti, sempre gli stessi da decenni e molti dei quali per giunta intercambiabili, che ha permesso l’affossamento di un’infrastruttura di cui Dio solo sa quanto ci sarebbe bisogno. E invece niente. Tre quarti almeno, e parlo del 75% circa, dei viaggiatori, se non pure di più, della Calabria centrale e settentrionale sono dunque costretti a riversarsi su un’unica aerostazione, quella di Lamezia Terme, con il Tito Minniti della più lontana Reggio che si fa viceversa carico della residuale restante parte. Ma tutto ciò mortifica un’intera regione, che per mille ragione ha un’impellente necessità di collegamenti facili e veloci con il resto d’Italia e d’Europa, e soprattutto il territorio crotonese. Un contesto, quest’ultimo, assai depresso sotto il profilo economico e sociale, persino ancor di più della realtà che lo circonda in cui non si è saputo, o forse voluto, difendere il Crotone Airport e tante altre strutture chiave. Ecco allora che dalla città di Pitagora, così come dall’intera fascia ionica, e non solo, area reggina esclusa come premesso, imbarcarsi per Milano, Bologna o altre importanti località del Nord non risulta affatto facile. Anzi, tutt’altro. E poi ci stupiamo se la Calabria conta zero nello scacchiere nazionale ed è vittima di un isolamento che la relega agli ultimi posti nelle varie classifiche. Una tendenza ultra-negativa che si può invertire soltanto con l’azione della buona Politica, quella con la P maiuscola, finora assente. Un lassismo ascrivibile all’incapacità di far bene; alla subalternità rispetto a certi potentati del Nord Italia e al perseguimento di interessi particolari.

Il mio programma di Governo per la Calabria che costruiremo insieme.

Il mio programma di Governo per la Calabria che costruiremo insieme.

Pubblicato il: 30 Dicembre 2020

Garantire ai Calabresi i diritti negati, superare la rassegnazione alla marginalità e ridare alla Calabria il ruolo di crocevia del Mediterraneo. Care Calabresi, cari Calabresi ,quelle che seguono sono solo le idee-forza e le linee-guida sulla base delle quali ho deciso di impegnarmi in qualità di candidato a presidente della Calabria in vista delle prossime elezioni regionali. Mi rendo conto che riformare la nostra regione non è un compito facile e, soprattutto, deve essere il frutto di un impegno corale e inclusivo. Per questo per costruire tutti insieme il nostro programma per il cambiamento mi rivolgo a tutti voi, Calabresi e non, per avere il vostro contributo, in termini di idee, suggerimenti e stimoli. Ognuno di voi potrà inviarmi un contributo scritto (all’email segreteria@carlotansipresidente.it ) che potrò aggiungere al mio programma, per migliorarlo. E’ arrivato il momento di agire per rovesciare l’amaro destino che appare assegnato alla Calabria e ai Calabresi, divenuti ostaggio di una casta, un ceto di potere politico, affaristico, mafioso e immorale responsabile della rovina che conosciamo. Abbiamo il dovere di agire per bloccare la triste emorragia di giovani che abbandonano la nostra Terra, che sembra destinata al completo spopolamento, ed evitare di sprofondare definitivamente nel baratro. Ora o mai più. Ascoltando i cittadini di ogni ordine e ceto, analizzando il contesto sociale ho capito qual è il vero problema di noi Calabresi: ci sono stati negati i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione Italiana e dallo Statuto della Regione. Sono quei diritti elementari alla base di qualsiasi programma di sviluppo e senza i quali una terra non può assicurare un futuro decoroso ai propri figli: i diritti al lavoro, alla salute e all’assistenza sociale, alla sicurezza del territorio e alla salvaguardia del territorio e del mare, alla mobilità, allo studio, all’acqua pubblica, a fare impresa. Negli ultimi anni, politici ed amministratori hanno indicato la causa delle condizioni di degrado della Calabria nella diffusa mancanza di legalità e nella criminalità organizzata. E’ vero, la criminalità pervade a vari livelli la Regione, nonostante gli sforzi che producono incessantemente le forze dell’ordine e la magistratura; ma è evidente che sia stata molto spesso utilizzata dagli stessi politici ed amministratori come alibi, per giustificare la loro incapacità a far fronte ai nostri atavici problemi, ciò per mantenere lo “status quo” che consente loro di rimanere da decenni sulla cresta dell’onda “ancorati” al potere. Il problema della criminalità esiste, deve essere messo in primo piano nell’agenda del governo regionale, tuttavia non è sufficiente per giustificare le lungaggini burocratiche-amministrative, le negligenti indecisioni della classe politica e l’incapacità di programmare con serietà e competenza lo sviluppo di una terra bellissima e dalle grandi potenzialità. Sono queste le condizioni che hanno portato, nel corso dei decenni di amministrazione regionale, ad una progressiva erosione dei diritti fino alla loro completa negazione. Una terra senza diritti è una terra marginale. Una periferia destinata all’asfissia. La mancanza dei diritti genera mancanza di opportunità e stagnazione. Se i Calabresi mi conferiranno il mandato per governare la Regione, con la partecipazione di coloro che credono in questa terra bellissima, mi batterò ad oltranza – come un leone – per garantire a noi tutti questi sacrosanti diritti negati. Per le palesi incapacità della nostra classe politica, la Calabria da storico crocevia commerciale e culturale del Mediterraneo, è diventata una moribonda periferia. La Calabria può e deve risollevarsi. Deve tornare ad essere crocevia tra le varie anime di quel continente liquido che è il Mediterraneo. E questo potrà avvenire solo attraverso un programma di governo regionale fortemente innovativo che saprà utilizzare le opportunità e le risorse che offre un territorio bellissimo e ricchissimo, ma inespresso, che da anni definisco “Tesoro Calabria, un paradiso da difendere e valorizzare”. Un programma integralmente strutturato, pensato e realizzato dai Calabresi migliori e di buona volontà – prima che abbandonino la nostra Terra e primeggino in ogni parte del Pianeta. Il riscatto della Calabria si attua solo stabilendo una netta e forte discontinuità con le cattive pratiche politiche e amministrative che hanno l’hanno spinta verso il degrado e la marginalità. Si può e si deve fare. Occorre mettere al centro del progetto di rinascita non solo i diritti, ma anche la lotta incessante e determinata contro la ‘ndrangheta e l’illegalità diffusa, la trasparenza, la giustizia sociale, la partecipazione, la solidarietà, la lotta serrata alla povertà. Occorre promuovere la Calabria migliore, quella che lavora, quella che studia, quella che ha coraggio, quella che ha passione, quella che merita. Sono fortemente convinto che lo sviluppo della Calabria debba essere basato sulle nostre immense risorse storiche e più autentiche – l’agricoltura e la pastorizia, il mare, l’ambiente, la cultura e il turismo – che dovranno essere adeguatamente incentivate da una innovazione tecnologica che garantiranno le nostre blasonate università e centri di ricerca, e sostenuto dai fior di laureati e dalle maestranze di alto livello che le stesse università e le scuole formano. Solo così si potrà bloccare l’emorragia di giovani dalla nostra Terra. Per ottenere questo risultato, la prima cosa che farò da presidente della Regione Calabria è la radicale riforma dell’organizzazione degli uffici regionali, attraverso una drastica riduzione del numero dei dipartimenti e delle unità della Regione. Diminuendo il numero delle scrivanie dei burocrati, diminuiscono moltissimo i tempi per l’approvazione delle pratiche perché si riducono i nuclei di potere della burocrazia; diminuendo il numero di scrivanie, si riducono contemporaneamente le assurde spese di incentivazioni previste per i dirigenti a capo dei dipartimenti. Ottimizzando e professionalizzando la struttura burocratica regionale, oltre a migliorarne l’efficienza si sottrarrà anche la classe dirigente regionale dall’opprimente condizionamento della politica. Si dovrà puntare anche sulle tante professionalità di cui la Calabria può essere fiera, compresi quei dirigenti, funzionari e dipendenti di cui traboccano gli uffici regionali, ma che sono state mortificate da quello sparuto manipolo di soggetti manovrati dalla politica che ha dato loro quelle posizioni di importanza strategica per la gestione clientelare della Regione che va avanti da decenni a tutela delle caste di potere. Sulle attività dei nuovi macro-dipartimenti dovranno essere concentrati i flussi economici dei fondi europei – finora sperperati in mille rivoli per alimentare le varie reti di clientele politiche attraverso fantomatici e inconsistenti progetti spesso incompatibili con il nostro territorio – che dovranno finanziare invece macro-progetti strategici, essenziali e vitali per la nostra regione; tutto questo in armonia con le attività degli assessori regionali che, oltre a dover possedere curricula di tutto rispetto, dovranno avere deleghe strettamente inerenti con le tematiche dei dipartimenti. La lotta che ci aspetta non è facile: combattere la corruzione e il malaffare, che hanno preso da tempo aspetti palesemente criminali; distruggere e ricostruire la burocrazia regionale con criteri di razionalità ed efficienza, tagliandone gli sprechi e aumentandone l’efficienza; recidere tutti i cordoni ombelicali tra la politica, certi dirigenti e funzionari regionali e le caste di potere imprenditoriali; riformare profondamente la Sanità, atto non più eludibile; dotare la regione di quelle infrastrutture di cui ha bisogno e tutelare il mare, il territorio e l’ambiente; “imporre” quell’innovazione tecnologica di cui non si può più fare a meno in nessun settore. Solo così sarà possibile rilanciare l’economia e creare occasioni di lavoro. Per trasformare in risorse i tanti tesori inespressi della nostra Terra, e dare così prospettive di un futuro nuovo e dignitoso ai nostri figli, voglio circondarmi delle migliori professionalità e dei Calabresi più capaci, politici compresi; desidero la collaborazione costruttiva della gente che ama la nostra Terra. Voglio costruire una Calabria con i Calabresi migliori, che valorizzi i suoi figli nella nostra Terra e in piena meritocrazia; che non li costringa a scappare altrove per vedere riconosciuti i propri meriti e diritti. I migliori non devono più assistere allo spettacolo penoso offerto dagli incapaci ai posti di comando. Solo così Calabria il valore del “reddito di cittadinanza” potrà essere superato con il concetto di “lavoro di cittadinanza”. Sono pronto a camminare assieme a tutte le persone oneste e di buona volontà perché tutti insieme distruggeremo quel sistema di potere perverso che ha bloccato il decollo della regione più bella e ricca d’Italia. Tutti insieme potremo mettere a frutto e valorizzare la grande potenzialità e potremo tornare ad essere quel che eravamo: la porta sud dell’Europa. Grazie. Carlo Tansi