Tag: Tesoro Calabria

Le diffamazioni della stampa asservita ci dicono che siamo sulla buona strada

Le diffamazioni della stampa asservita ci dicono che siamo sulla buona strada

Pubblicato il: 28 Aprile 2021

La mia, ma anche quella di Tesoro Calabria nel suo complesso, non vuole essere una difesa d’ufficio, che nemmeno ci servirebbe potendo noi camminare a testa altissima, bensì la rivendicazione della condivisione di un percorso di coalizione unitario e all’insegna della legalità al fianco di una persona perbene. E parlo di un candidato a governatore che evidentemente, al pari del nostro Movimento, inizia a fare paura ai parrucconi a cui va ascritta la becera colonizzazione per decenni di una delle regioni più belle d’Italia: la nostra amata terra. Si tratta, ed è fin troppo chiaro, del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, nei giorni scorsi oggetto, così come io stesso, di un modo di fare informazione tendenzioso, fuorviante e chiaramente orientato da una parte, ad opera del Corriere della Calabria, evidentemente sceso in campagna elettorale accanto ai soliti riferimenti politici, a cui addebitiamo la diffusione dell’ennesima fake news su di noi. Ribadiamo allora il concetto che se succede questo il timore dei rivali, soprattutto di alcuni, sta crescendo. E di parecchio. È l’unico motivo per cui ci siamo ritrovati a leggere un articolo che ha diffuso una notizia falsa e strumentale peraltro alla base del conferimento al mio avvocato, l’ottimo professionista Nicola Mondelli, del mandato a querelare e procedere alla richiesta di risarcimento danni, morali e materiali, nei confronti di chi ha scritto il pezzo e del direttore della testata. E preciso, fin d’ora, che il ricavato del risarcimento sarà devoluto a favore di associazioni di volontariato operanti nel sociale a difesa dei più deboli, perché ho sempre pensato come dal male possa e debba nascere il bene. È fin troppo evidente infatti che in Tribunale non potrà non essere appurata e attestata la verità, facendo io oltretutto presente che il sindaco di Montalto Uffugo (“Il comune di Tansi”, nds) alle prossime Regionali sarà candidato con il centrodestra e quindi mio avversario politico. Ma, allora, mi si spieghi di quale presunto accorduni stiamo ragionando? Certo, non sarebbe un patto sconvolgente in astratto. Ma io non lo siglerei. Mai. E il motivo è perché mi sottopongo ogni mattina a un accurato esame di coscienza a differenza di chi invece esercita il delicato mestiere di giornalista senza comportarsi allo stesso modo prima di scrivere baggianate del genere. Come premesso, però, il Corriere della Calabria non è nuovo a tali sortite, tant’è vero che durante il mio triennio alla guida della Prociv regionale era solito attaccarmi con frequenza quasi quotidiana. Forse in virtù del fatto che con un’azione incisiva avevo toccato strani interessi. Colgo dunque l’occasione anche per ribadire in conclusione, semmai ce ne fosse bisogno, come la città metropolitana di Napoli e de Magistris, che ha la responsabilità di governarla, nel 2020, al contrario di tante altre amministrazioni locali di grandi e medie realtà italiane, abbia utilizzato procedure corrette e improntate alle migliori prassi. Al punto che la suoi colleghi di grandi città italiane gli hanno chiesto aiuto e consiglio su vari argomenti delicati fra cui l’emergenza rifiuti. Ma questa è un’altra storia, mentre noi intendiamo limitarci a stigmatizzare un fatto molto grave. Una menzogna che non merita un’ulteriore smentita, non essendoci alcunché da precisare rispetto, lo ripeto, a una panzana. Cos’altro dunque aggiungere a riguardo, se non che qualifica chi l’ha veicolata. L’unica cosa vera qui è infatti che il lavoro di de Magistris è stato trasparente ed egualitario, di conseguenza soltanto meritevole di elogi. Perché Napoli con lui ha cambiato volto passando dall’essere una metropoli caotica, sporca e disordinata, a una realtà degna degli standard mitteleuropei. Ma, se la Calabria è diventata l’ultima regione d’Europa, è dovuto anche a una certa stampa locale, che continua a distorcere le notizie a fini elettorali appiattita o, talvolta, persino alla mercè dei poteri forti ovvero troppo legata alla pubblicità di maxifinanziatori. La maggioranza dei calabresi lo ha tuttavia ormai capito e sa che anche questa è malapolitica da eliminare con il voto democratico. E noi lo gridiamo come membri di uno schieramento che deve rispondere a tono, unito e solidale. Un gruppo sano che qualcuno cerca di infangare, atterrito poiché dopo oltre 30 anni noi riusciremo a sovvertire il sistema messo in piedi dai loro amici rei di aver tarpato le ali alla regione più bella d’Italia: la nostra Calabria.

Tesoro Calabria categorico: Stop all’Odissea dei tirocinanti

Tesoro Calabria categorico: Stop all’Odissea dei tirocinanti

Pubblicato il: 7 Aprile 2021

È arrivata all’ultimo atto, dopo innumerevoli promesse mancate e tante vicissitudini, l’annosa vicenda della stabilizzazione dei tirocinanti  calabresi. Che vedono finalmente un bagliore di luce, dopo un lungo periodo di buio profondo,  caratterizzato  da  numerose, ma purtroppo vane, promesse ricevute dalla classe politica alla guida della Regione. L’esercito di lavoratori ‘pseudo-apprendisti’ dislocati in diversi settori è ancora oggi considerato tale, malgrado ognuno di loro abbia acquisito un importante bagaglio professionale degno di un contratto da dipendente a tutti gli effetti del rispettivo ambito tanto nel privato quanto nel pubblico. Ed è ciò che è emerso dalla discussione intrapresa da Tesoro Calabria con gli stessi tirocinanti. I quali non sono inquadrati in un formale rapporto, né autonomo né subordinato, avendo invece quale unico scopo il medesimo apprendistato. Parliamo della preparazione necessaria ad aumentare le chance per l’ingresso nel mondo del lavoro. Il problema concreto  riguarda, però, il periodo successivo. Perché, una volta esaurita la fase della formazione peraltro più volte prorogata, non è stata mai concessa l’opportunità di uno sbocco occupazionale in forma stabile con una tutela garantita e un’adeguata  retribuzione. Eppure è noto come alcuni di loro siano stati utilissimi sia in ambito pubblico quanto nel privato in enti e addirittura ministeri come Giustizia, Miur e Mibact, che li hanno per così dire ospitati e in favore di cui prestano tuttora in modo proficuo, e ormai da lungo tempo, un’attività mascherata da tirocinio senza una paga commisurata all’impegno profuso. Motivo per cui, l’obiettivo è adesso di dimenticare le tante promesse da marinaio ricevute nel corso degli anni da tutti i partiti e gli schieramenti calabresi fra cui figura come ovvio l’attuale classe politica che si vanta di essersi spesa moltissimo per risolvere tale problematica. Peccato che si sia trattato di parole belle, ma vuote, a fronte di nessun risultato concreto raggiunto. Uno spot elettorale, insomma, che si è stanchi di ascoltare. Ebbene, dopo quanto sopportato, le delusioni patite in quantità industriale potranno essere finalmente cancellate soltanto se l’attuale giunta regionale si attivi seriamente sul nostro fronte. Viviamo infatti un particolare momento storico, da un lato per la triste emergenza pandemica in corso e dall’altro per la spaventosa mole di finanziamenti europei che arriveranno a breve anche alla Calabria attraverso il Recovery Fund. Ed allora non ci sono più scuse! Occorrono progetti adeguati affinché una tranche delle risorse presto ricevute siano destinate alla definitiva sistemazione dei tirocinanti, intavolando trattative ad hoc con il Governo e prospettando delle tangibili soluzioni quali ad esempio quelle tese a incoraggiare le assunzioni mediante consistenti sgravi fiscali in favore dei privati che si determinano a contrattualizzarli in modo definitivo. Stessa cosa dicasi per la parte pubblica, riconoscendo un altissimo punteggio di base dovuto all’abilitazione conseguita e attestata dalla  Regione, che dovrà bandire un concorso per facilitarne l’accesso nella Pa. In ogni caso inequivocabile dovrà questa volta essere l’indirizzo che la governance calabrese è chiamata ad adottare nei confronti dei tirocinanti con la consapevolezza di avviare una mirata azione  in grado di cogliere l’opportunità della copertura economica della loro stabilizzazione e la necessità di non privarsi della preparazione acquisita da queste migliaia di donne e uomini.  

Seconda Pasqua funestata dal Covid non ci abbatte. Calabria vicina a svolta

Seconda Pasqua funestata dal Covid non ci abbatte. Calabria vicina a svolta

Pubblicato il: 3 Aprile 2021

Seconda Pasqua di clausura a causa della pandemia da Covid che ci deprime un po’ tutti. E come potrebbe essere altrimenti, considerato che il Coronavirus ha sconvolto le vite di ognuno di noi con la sua scia di morte, paura, rinunce e crisi economica? Un mix terribile che ci ha impedito di svolgere le più svariate attività, come ad esempio le più importanti quali l’esercizio, libero e democratico, del diritto di voto alle più frivole, ma allo stesso tempo ricreative e ritempranti, come una semplice cena in compagnia degli amici o una lunga passeggiata al mare o in montagna senza limiti di sorta. Purtroppo, però, per noi calabresi questa situazione insopportabile è, come se non bastasse il resto, arrivata ai limiti della tollerabilità, dal momento che le tante inefficienze e inadempienze della ‘catena di comando’ regionale hanno acuito i problemi già di per se stessi gravissimi proprio per effetto dell’imperversare del Sars-Cov-2. Un virus che uccide molta gente, ma in grado di separare tutti. Persino stretti congiunti e amici fraterni che chiunque di noi vorrebbe invece abbracciare. Una voglia che aumenta esponenzialmente durante una festa Santa e altamente simbolica come la Pasqua. E appunto il suo avvento di domani, mi induce per una volta a desistere dall’indulgere alla polemica politica, suggerendomi invece di lanciare un messaggio di speranza e formulando i più fervidi auguri a tutti voi. Donne e uomini di questa stupenda terra, un Tesoro di Calabria, che sono certo vivrà presto giorni migliori e una lunga stagione di riscatto per riuscire finalmente a togliersi di dosso quella vergognosa etichetta di Cenerentola del Sud Italia, del Paese e d’Europa per diventare viceversa una locomotiva quantomeno dell’intero Mezzogiorno e non solo.

Non sto più nella pelle per l’arresto boss Pelle. La Calabria per decollare deve liberarsi di questa gentaglia

Non sto più nella pelle per l’arresto boss Pelle. La Calabria per decollare deve liberarsi di questa gentaglia

Pubblicato il: 31 Marzo 2021

Pare che il terribile Covid almeno un unico effetto positivo lo abbia prodotto: l’arresto di ‘Ciccio Pakistan’, al secolo Francesco Pelle, andatosi a curare proprio dal Coronavirus in una clinica di Lisbona durante il periodo in cui si era dato alla macchia in terra lusitana. Una delle migliori notizie degli ultimi tempi, mi sento quindi subito di commentare. E non solo per la Calabria bensì per l’Italia e forse il mondo intero. Stiamo infatti parlando di quello che gli organi di stampa hanno senza mezzi termini definito un superlatitante malgrado la relativamente giovane età e soprattutto la condizione di persona priva dell’uso delle gambe in seguito a un ferimento riportato alla schiena durante un non pienamente riuscito attentato subìto. Un boss tanto efferato quanto potente, che richiama alla mente una delle guerre di ‘ndrangheta fra le più lunghe e sanguinarie della storia di Cosa Nostra calabrese in stile Il Padrino. Mi riferisco, come ovvio, alla faida di San Luca, pretestuosamente iniziata un Carnevale di circa 30 anni fa per uno scherzo ritenuto troppo offensivo: un lancio di uova, interpretato come uno sgarro o uno sberleffo nell’arcaico e tribale codice mafioso, da cui era partito tutto ovvero un’incontrollata escalation criminale sfociata nell’omicidio della giovane Maria Strangio, uccisa in un agguato teso al marito il giorno di Natale del 2006, e nella successiva strage di Duisburg di Ferragosto ossia otto mesi dopo. Un episodio così drammatico e cruento, con tante vittime mietute in mezzo alla strada, da destare scalpore a livello planetario. Ecco dunque che emerge lo spessore criminale di un soggetto il quale, neppure ancora 45enne, ha già sulle spalle una condanna definitiva all’ergastolo per associazione a delinquere di stampo mafioso e omicidio. Pena estrema che aveva eluso dopo essersi dato alla fuga, malgrado la condizione di grande invalidità da cui è afflitto, mentre era gravato dall’obbligo di dimora a Milano. Adesso, però, non è più uccel di bosco grazie a una brillante operazione coordinata dalla Procura di Reggio e dal suo capo Giovanni Bombardieri che in riva allo Stretto sta conducendo una battaglia coraggiosa e nobile come quella portata avanti a Catanzaro, e per competenza in materia di ‘ndrangheta nel resto della regione a eccezione proprio della provincia reggina, da un magistrato del calibro di Nicola Gratteri. Si tratta di due servitori dello Stato uniti, insieme ad altri loro colleghi di alto profilo, nello sforzo immane di disarticolare la temibile Piovra calabrese a cui, nei limiti del suo ruolo, Tesoro Calabria, e io in sua rappresentanza, starà sempre a fianco, strenuamente a difesa della legalità e dell’onestà

Regionali, Tansi: il rinvio del voto a dopo l’estate sarebbe una lesione della democrazia

Regionali, Tansi: il rinvio del voto a dopo l’estate sarebbe una lesione della democrazia

Pubblicato il: 3 Marzo 2021

E’ diventata assolutamente intollerabile, sotto il profilo costituzionale e politico, la situazione amministrativa in cui versa, ormai da cinque mesi, la nostra Regione governata da un presidente facente funzioni, Nino Spirlì, e da una giunta provvisoria, i quali dovrebbero secondo legge limitarsi ad attività ricomprese entro gli stretti limiti degli “affari correnti” e che invece continuano a spacciare per ordinaria amministrazione l’elargizione di prebende, incarichi e nomine di chiaro stampo clientelare, nell’assordante silenzio di tutti i consiglieri. Soprattutto di quelli che, anche in regime di ‘prorogatio’ e in attesa di nuove elezioni, dovrebbero assolvere alla delicata funzione dell’opposizione democratica.

L’emergenza sanitaria legata alla pandemia in atto ha giustificato il differimento delle elezioni dallo scorso 14 febbraio al prossimo 11 aprile e si potrebbe persino comprendere, sempre per gli stessi motivi, un ulteriore spostamento della data per il ritorno alle urne entro la fine della primavera ventura, ma non oltre perché se si arrivasse all’estate o addirittura al cosiddetto ‘semestre bianco’ ciò costituirebbe un oltraggio alle più elementari regole di gestione della cosa pubblica. Non può infatti sfuggire al Governo Draghi, unica autorità legittimata a differire ulteriormente le Regionali, che la proroga del regime di ordinaria amministrazione in capo a un Esecutivo decaduto a causa della morte del precedente governatore eletto, penalizzerebbe oltremodo la regione più povera d’Italia. Che non potrebbe programmare né utilizzare le risorse del Recovery Fund e pianificare ogni altra attività finalizzata allo sviluppo socio-economico e alla salvaguardia di un territorio martoriato dal dissesto idrogeologico, dall’inquinamento ambientale e da una rete infrastrutturale assolutamente inadeguata alle esigenze di mobilità e sicurezza interna.

Auspichiamo allora che il Premier, anziché dar seguito alle richieste di alcuni settori del quadro politico allo stato dominante, che in Calabria presentano evidenti difficoltà di organizzazione e proposta, voglia confermare l’11 aprile come data del voto o, quantomeno, se il pericolo Covid lo richiedesse, fissarne una nuova entro la prossima primavera, ripristinando nella nostra regione le regole di gestione democratica garantite dalla Costituzione”.

Sanità Calabria: truccati i bilanci nel triennio 2015 – 2016

Sanità Calabria: truccati i bilanci nel triennio 2015 – 2016

Pubblicato il: 23 Febbraio 2021

Antonio Belcastro, Massimo Scura e Saverio Cotticelli sono stati INTERDETTI dai pubblici uffici per 12 mesi. Accusati di aver truccato i bilanci questi INCAPACI sono stati finalmente allontanati. Le notizia sulla Sanità cosentina, con le relative inchieste e i provvedimenti assunti dall’autorità giudiziaria ci offrono solo uno spaccato della crisi sanitaria in cui purtroppo versa l’intera regione. Solo nel periodo tra il 2010 e il 2016 in Calabria sono stati tagliati 3900 posti di lavoro.

Calati in modo drastico pure i posti letto. Una diminuzione da 9.915 a soli 5.874 in una manciata di anni recenti (un taglio del 40.8%). E che dire poi dei 18 ospedali chiusi, in ossequio alla logica di un risparmio del tutto presunto, con decine di zone e località, anche grandi, lasciate sguarnite. Prive insomma di reparti di alta specializzazione e di un Pronto Soccorso .

La Calabria merita COMPETENZA e CONCRETEZZA.

La nostra deve tornare ad essere una regione libera. #puniamoliconilvoto

Non è vero che la “Calabria è perduta”, la Calabria può ancora farcela

Non è vero che la “Calabria è perduta”, la Calabria può ancora farcela

Pubblicato il: 9 Febbraio 2021

Il 24 novembre 2017 al Senato della Repubblica, è stato assegnato alla Protezione Civile della Calabria il prestigioso “Premio Nazionale Italia Nostra – Zanotti Bianco” .È stato assegnato ai suoi uomini, alle sue intelligenze che quotidianamente svolgono con onestà e capacità un lavoro difficile tra mille ostacoli sbattendo il muso contro un sistema marcio che ha come unico scopo salvaguardare se stesso. La motivazione del premio è racchiuso in queste parole che rappresentano la Calabria migliore: “Coraggiosi funzionari delle Istituzioni che hanno operato con efficacia, spesso in solitudine, a difesa del Patrimonio culturale naturale paesaggistico del Paese. Tra queste personalità, cui vanno riconoscenza e gratitudine per aver contribuito a far accrescere nei cittadini la fiducia nelle Istituzioni. Al dott. Carlo Tansi, Direttore della Protezione Civile della Calabria “per impegno, competenza e coraggio. Ha ristrutturato la Protezione civile, una volta carrozzone clientelare, resistendo ad indebite pressioni e denunciandole alla magistratura”.

Non è vero che la “Calabria è perduta”, la Calabria può ancora farcela.

Questi sono FATTI.

Le parole le lascio ai POLITICANTI che dimostrino ciò che hanno fatto per la Calabria .

Carlo Tansi

La posizione di Tansi sui tirocinanti calabresi

La posizione di Tansi sui tirocinanti calabresi

Pubblicato il: 23 Gennaio 2021

Nessun futuro roseo per i 6.522 tirocinanti calabresi, purtroppo. Niente di nuovo all’orizzonte verrebbe quindi da esclamare. Almeno a giudicare dall’immobilismo di cui sono preda, in virtù anche e soprattutto della pandemia in atto. Una terribile emergenza, quest’ultima. Che tuttavia non serve a giustificare i circa nove anni precedenti durante cui tali svariate migliaia di lavoratori sono state tenute in un limbo con la classe dirigente, di ieri e di oggi, indifferente. Anzi, forse persino colpevole nel relegarle a una vita grama fatta di ansia e incertezza. Senza contare che la formula del tirocinio ha una scadenza naturale fissata dopo un anno dalla sua attivazione. Ecco allora che se lo si blocca si tengono ‘appesi’ più del dovuto i destinatari. E io, proprio con loro, ho assunto un impegno preciso, pur sapendo di non essere in lizza per un incarico di Governo, organo a cui compete la maggior parte delle scelte in merito. Ma anche la Regione gioca come ovvio un ruolo, peraltro nient’affatto secondario, in questa delicata partita e, lo ripeto, io ho intenzione di spendermi in ogni modo per inserire la contrattualizzazione dei tirocinanti nel progetto di Tesoro Calabria di amministrazione del territorio. Sarà in sostanza parte del nostro programma. Perché parliamo di un esercito di persone rientrante nella categoria dei cosiddetti ‘lavoratori ex mobilità in deroga’ che prestano servizio, ben oltre il tirocinio formativo, negli enti pubblici e privati e nelle sedi distaccate dei vari dicasteri: Giustizia, Miur, Mibac e così via. La loro attività, inoltre, è ormai ritenuta fondamentale per il funzionamento delle stesse strutture. Sebbene ciò, molte sono state le promesse di stabilizzazione ricevute nel tempo. Ahimè, però, sempre rivelatesi da marinaio. Nessuna Giunta, avvicendatasi al vertice della Cittadella, ha infatti finora mosso un dito sul piano della concretezza per aiutarli. Forse perché conviene a parecchi ‘rappresentanti del popolo’ disporre di un ampio bacino elettorale sempre ‘caldo’ al quale attingere. E intanto più di seimila madri e padri di famiglia, ma anche tante donne e uomini singoli, seguitano a svolgere un’attività professionale senza diritto alla retribuzione, dal momento che i 500 euro lordi al mese percepiti dai diretti interessati non possono certo essere considerati alla stregua di uno stipendio degno di tal nome, non solo in termini contributivi ma pure previdenziali. Come se non bastasse, a tutto ciò si somma, da circa 12 mesi, lo tsunami Covid che rende difficile, se non addirittura impossibile, la ripartenza per alcuni mentre la pone a forte rischio per altri. Si tratta dunque di soggetti privi di tutele, pure sotto il profilo del rischio contagio da Coronavirus, ma in particolare dell’assenza di adeguato riconoscimento economico per come premesso. Rendo infine noto che presto mi occuperò anche degli ex Lsu-Lpu e dei percettori di mobilità in deroga, che meritano attenzione.

Carlo Tansi Presidente

Tansi incontra i suoi 65 Candidati per discutere l’eventuale alleanza con De  Magistris: “Aperto a qualsiasi soluzione per il bene della Calabria”

Tansi incontra i suoi 65 Candidati per discutere l’eventuale alleanza con De Magistris: “Aperto a qualsiasi soluzione per il bene della Calabria”

Pubblicato il: 17 Gennaio 2021

La coalizione Carlo Tansi Presidente e le tre liste a supporto – Tesoro Calabria, Calabria Libera e Calabria Pulita – è un organismo democratico formato da un gruppo di persone con cui condividere tutte le decisioni e le strategie del movimento civico. Ecco perché qualche ora fa Carlo Tansi, in qualità di candidato a presidente alla Regione Calabria, ha incontrato in videoconferenza 65 dei 72 candidati nelle tre liste della coalizione (7 erano assenti giustificati) e i soci fondatori del movimento civico Tesoro Calabria, per discutere sul tema: “Apertura ad una eventuale alleanza, per la corsa alla presidenza della Regione Calabria, con il sindaco di Napoli Luigi De Magistris”. Dopo lunga e approfondita discussione animata da uno spirito costruttivo e collaborativo, i Candidati si sono espressi determinandosi, a larga maggioranza, in modo positivo, ritenendo che una alleanza con De Magistris non può che arricchire, in termini di valori, affinità e intenti, la coalizione Carlo Tansi Presidente. Gran parte dei partecipanti hanno espresso la volontà che debba rimanere, comunque, imprescindibile la candidatura alla Presidenza della Regione Calabria, di Carlo Tansi, leader e fondatore del movimento civico Tesoro Calabria. I candidati, hanno motivato tale volontà partendo dal presupposto che, la loro adesione alla candidatura, l’ impegno nella raccolta firme e la loro presenza sul territorio, tra la gente, nasce dalla profonda fiducia e garanzia che nutrono per Carlo Tansi, che vedono come unico garante del cambiamento, tanto auspicato, e assolutamente necessario per una Calabria si spera, ancora più ” Arancione”. Solo tre dei partecipanti, hanno invece dichiarato che la candidatura alla presidenza tra i due leader, può scaturire dopo una attenta valutazione da approfondire. La coalizione Carlo Tansi Presidente resterà in ogni caso – senza pregiudizi, né idee preconcette – aperta a qualunque soluzione che possa portare a vincere le elezioni regionali con persone credibili e competenti. Andare avanti da soli non giova a nessuno se si vuole vincere e amministrare la regione, per fare emergere tutte le sue potenzialità inespresse. A tal fine è necessario fuggire da ogni tentativo di accordi con il sistema marcio della politica calabrese e incentivare alleanze puramente civiche con soggetti in grado di favorire finalmente il decollo della Regione più bella d’Italia, la nostra Calabria.

L’Aeroporto di Crotone Affossato da una classe politica inefficiente

L’Aeroporto di Crotone Affossato da una classe politica inefficiente

Pubblicato il: 10 Gennaio 2021

La cancellazione in serie dei voli in partenza e in arrivo all’aeroporto di Crotone, peraltro ormai ciclica e quindi ricorrente, segna il definitivo fallimento della classe politica regionale. Un gruppo dirigente tutto sommato composto da pochi soggetti, sempre gli stessi da decenni e molti dei quali per giunta intercambiabili, che ha permesso l’affossamento di un’infrastruttura di cui Dio solo sa quanto ci sarebbe bisogno. E invece niente. Tre quarti almeno, e parlo del 75% circa, dei viaggiatori, se non pure di più, della Calabria centrale e settentrionale sono dunque costretti a riversarsi su un’unica aerostazione, quella di Lamezia Terme, con il Tito Minniti della più lontana Reggio che si fa viceversa carico della residuale restante parte. Ma tutto ciò mortifica un’intera regione, che per mille ragione ha un’impellente necessità di collegamenti facili e veloci con il resto d’Italia e d’Europa, e soprattutto il territorio crotonese. Un contesto, quest’ultimo, assai depresso sotto il profilo economico e sociale, persino ancor di più della realtà che lo circonda in cui non si è saputo, o forse voluto, difendere il Crotone Airport e tante altre strutture chiave. Ecco allora che dalla città di Pitagora, così come dall’intera fascia ionica, e non solo, area reggina esclusa come premesso, imbarcarsi per Milano, Bologna o altre importanti località del Nord non risulta affatto facile. Anzi, tutt’altro. E poi ci stupiamo se la Calabria conta zero nello scacchiere nazionale ed è vittima di un isolamento che la relega agli ultimi posti nelle varie classifiche. Una tendenza ultra-negativa che si può invertire soltanto con l’azione della buona Politica, quella con la P maiuscola, finora assente. Un lassismo ascrivibile all’incapacità di far bene; alla subalternità rispetto a certi potentati del Nord Italia e al perseguimento di interessi particolari.