Tag: carlo tansi elezioni calabria 2021

I miei auguri di buon primo Maggio alla Regione più povera d’Europa

I miei auguri di buon primo Maggio alla Regione più povera d’Europa

Pubblicato il: 1 Maggio 2021

Da questa mattina sto ricevendo molti auguri di buon primo Maggio, la festa dei lavoratori. Ringrazio tutti, naturalmente, ma mi chiedo, da calabrese, se questa festa, dedicata a chi ha combattuto per il diritto al lavoro ed a un lavoro dignitoso, sia effettivamente la festa dei calabresi. Ogni anno l’ISTAT fa una fotografia del Paese e delle Regioni italiane, sulla produttività, sullo stato di ricchezza e di benessere, sui servizi sanitari, sull’occupazione, ecc. I dati ISTAT riguardanti la Calabria che ora vi leggo, mi hanno tolto la voglia di augurare buon primo Maggio ai miei conterranei.- Il tasso di occupazione tra il 2014 e il 2019 é del 42%, ma la situazione ultimamente è drasticamente peggiorata con la pandemia COVID19. La perdita di posti di lavoro dall’inizio della pandemia è un’emorragia ancora in atto: si è registrata una perdita netta di 19.302 lavoratori occupati, che attualmente sono 531.220.- I disoccupati oggi sono 146.087. – Gli “inattivi” – cioè le persone che non lavorano e non sono alla ricerca di un’occupazione – sono 577.798, con una diminuzione di 8.915 unità dall’inizio pandemia. – Le “forze di lavoro potenziali” – cioè le persone che non cercano attivamente un lavoro ma sono disponibili a lavorare – sono 177.085, con una diminuzione di 12.387 unità dall’inizio pandemia. A completare questo desolante quadro, si aggiungono anche altri indicatori:- il numero dei lavoratori che hanno iniziato un nuovo lavoro fuori regione sono 15.988, pari al 15% circa del totale dei nuovi avviamenti;- i calabresi che vanno a lavorare fuori regione con il titolo universitario sono 4.636, pari al 29,00% circa dei laureati. A questo quadro desolante siamo arrivati grazie ai politici disonesti, di destra e di sinistra, che ci hanno governato in questi ultimi vent’anni. Grazie agli amministratori e colletti bianchi collusi con la ndrangheta che hanno trasformato la nostra regione in terra di povertà e di conquista .Ma soprattutto siamo arrivati a questo quadro desolante grazie ai calabresi omertosi e ignavi che ritengono che cambiare le sorti della Calabria non sia affare loro. Calabresi, le cose cambiano solo se ognuno di noi decide che è arrivato il momento di cambiare. Non sperate che qualcuno, che ha già dimostrato di non volerlo fare, decida per voi. Buon Primo Maggio

Senza efficiente linea ferroviaria ionica, Calabria condannata a perenne arretratezza

Senza efficiente linea ferroviaria ionica, Calabria condannata a perenne arretratezza

Pubblicato il: 28 Aprile 2021

“Di tutto mi pare si parli, riguardo al nuovo piano dei Trasporti in particolare ferroviari da realizzare grazie ai soldi in arrivo con il Recovery Fund, fuorché di potenziamento della fatiscente linea ionica. Il problema dei problemi relativamente alla mobilità su strada ferrata in Calabria che, se non affrontato e risolto una volta per tutte, resterà ancora, nell’occasione credo purtroppo per sempre, uno dei maggiori punti di debolezza della regione. Che rischia quindi seriamente di restare divisa longitudinalmente in due parti con un versante in cui si potrà contare su alta velocità e treni alimentati a idrogeno e l’altro viceversa fermo a una condizione propria della metà del secolo scorso. Una sciagura insomma”. Si è espresso così, in termini al solito schietti e duri, il presidente di Tesoro Calabria, Carlo Tansi, tornato a occuparsi in un comunicato stampa della tratta ferroviaria della costa bagnata dallo Ionio. Un tema che gli sta particolarmente a cuore. Su cui spiega: “Ascolto taluni tronfi esponenti della vecchia classe politica calabrese che ancora una volta tentano, senza ritegno, di mettere il cappello su qualcosa di buono in predicato di farsi. Si tratta però di uno dei tanti ambiti rispetto a cui non solo non dovrebbe rivendicare il benché minimo merito quanto tacere per i ritardi, anzi i disastri, che si sono protratti e accumulati nel tempo anche grazie alla loro insipienza. Eppure, invece di stare zitti, hanno pure l’impudenza di fare grancassa – ha continuato lo stesso geologo alla testa del popolo arancione insieme al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris – festanti per i fondi che l’Europa ci ha destinato sì in ragione delle devastanti conseguenze dell’imperversare del Covid, ma anche in virtù dei nostri ritardi e dell’arretratezza a cui ci hanno appunto finora condannato dei politici locali nella migliore delle ipotesi incapaci e fannulloni”. Il candidato Tansi è infine tornato sulla differenza tra parte tirrenica e ionica, chiosando: “Lungi da me alimentare ulteriori guerre tra poveri o introdurre rinnovati elementi di divisione in una terra bellissima ma martoriata anche dalle sciocche battaglie di campanile. Resta però il fatto che i miliardi di euro europei, in relazione a cui il governo italiano sarà chiamato a fare il miglior uso possibile con un impiego ragionato e pianificato in modo certosino mediante il piano nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr, ndr), dovranno essere destinati in misura significativa per il trasporto su linea ferrata dell’area ionica calabrese. Altrimenti, in una regione dove in una sua metà ci si sposterà ancora a bordo dei ‘treni a vapore’ o su una strada tristemente nota per essere quella della… morte come la 106 ovvero ancora saranno dismessi aeroporti come il Sant’Anna di Crotone, ossia come se si fosse in un Paese sfruttato del terzo mondo e non in una regione fra le più paesaggisticamente apprezzabili, non si potrà ambire ad alcuna crescita. E il tanto agognato e da tutti sbandierato sviluppo socioeconomico continuerà a rimanere una chimera. Un’eterna promessa per tenere la gente buona e ferma al guinzaglio dei potenti

Tansi lancia il gruppo Giovani di Tesoro Calabria e propone un assessorato regionale tutto per loro

Tansi lancia il gruppo Giovani di Tesoro Calabria e propone un assessorato regionale tutto per loro

Pubblicato il: 28 Aprile 2021

Si è formalmente costituito ieri, attraverso un webinar molto partecipato, il Gruppo Giovani di Tesoro Calabria, in realtà è attivo già da lungo tempo. Sarà coordinato da Gennaro Chirillo di Gizzeria, laureando in ingegneria civile. Si tratta di una componente fondamentale per un movimento civico che guarda al futuro e vuol trarre grande energia dal contributo delle nuove generazioni. Il tasso di intelligenza ed entusiasmo che questa folta schiera di ragazze e ragazzi ha apportato, ci ha come ovvio positivamente contagiato e rafforzato il nostro convincimento nel proporre una sorta di manifesto della futura attività governativa. L’idea che stiamo per proporre ai calabresi è finalizzata a rompere gli schemi con il passato. E a chi ci accusa di andare alla ricerca della trovata originale o sensazionalistica a ogni costo, rispondiamo che alla Calabria basterebbe una neanche poi tanto lunga serie di progetti sensati per sistemare molte cose. Nell’occasione la proposta è tanto semplice quanto rivoluzionaria. Si parla dell’istituzione di un Assessorato ai Giovani. Proposta già avanzata, una decina di giorni fa, unitamente a Rosella Cerra, candidata nelle liste di Tesoro Calabria circoscrizione centro. Un organismo naturalmente affidato a un giovane con intorno una struttura composta da coetanei o quasi. Una sfida, lo sappiamo. Ma necessaria per far sì che della linfa vitale della nostra terra non si discuta soltanto per riempirsi la bocca e lucrare un po’ di voti. Il solito cliché a cui i vecchi marpioni della ‘politica politicante’ si aggrappano per cercare di mettere fieno in cascina in campagna elettorale salvo poi fare marameo”. Ha esordito così il leader di Tesoro Calabria Carlo Tansi in un comunicato stampa in cui ha sottolineato l’importanza di una delega conferita ai giovani per i giovani. Tasto su cui il geologo prestato alla politica ha battuto: “Non possiamo accettare che i grandi cervelli e le più genuine passioni della stagione più ruggente della vita della nostra terra siano vittime di inganno o al massimo oggetto di baratto dei cacciatori di consensi di lungo corso. Atteggiamenti truffaldini che innalzano la già intollerabilmente alta soglia di emigrazione professionale. Una partenza verso altri lidi d’Italia, d’Europa e in non pochi casi addirittura del mondo, che arricchisce gli altri e impoverisce noi. E attenzione che non ragioniamo solo in termini economici. No, non è affatto così, perché qui c’è prima di tutto un patrimonio umano che stiamo inesorabilmente dilapidando. E non da ieri o avantieri, bensì da decenni. È infatti dagli anni Settanta-Ottanta, che dalla Calabria non si parte con la valigia di cartone. Ma nemmeno unicamente per la mancanza di lavoro in generale. Semmai – ha proseguito Tansi – proprio per l’assenza della chance di valorizzare i tantissimi elementi più altamente scolarizzati. Che, beninteso, non valgono più di quelli meno qualificati. Il concetto, al contrario, è che i primi possono generare ricchezza, sviluppo e quindi opportunità, per loro ma anche e soprattutto per i secondi. Basti pensare all’emergere delle cosiddette start-up che quasi sempre non producono solo lavoro per gli ideatori di un progetto, ma anche per chi poi lo deve portare a esecuzione e per il relativo indotto generato. Un positivo effetto trascinamento, se mi consentite l’espressione di enorme portata e inestimabile valore. C’è poco da dire”. Il presidente di Tesoro Calabria ha dunque le idee chiare sulla tematica giovanile e conclude la nota, asserendo: “Ci batteremo insieme non per imporre l’idea che è già ampiamente condivisa nel Movimento e nella coalizione, bensì per darle compiutezza e completa attuazione. La nostra amata regione deve ripartire anche da questo, considerato come senza soluzioni anche facili, lo ribadiamo, ma finora apparse lontane anni luce dalla realizzazione per incapacità o persino peggio per mancanza di interesse da parte della classe dirigente, non ripartiremo. Mai. E senza il sostegno della componente più… verde del nostro tessuto sociale appare molto difficile parlare di speranze. Ragion per cui, nel chiudere, riaffermiamo la volontà di dare amplissimo spazio al folto gruppo dei ragazzi del Movimento, che con noi sarà protagonista in modo effettivo e non soltanto per una questione di pura facciata

Le diffamazioni della stampa asservita ci dicono che siamo sulla buona strada

Le diffamazioni della stampa asservita ci dicono che siamo sulla buona strada

Pubblicato il: 28 Aprile 2021

La mia, ma anche quella di Tesoro Calabria nel suo complesso, non vuole essere una difesa d’ufficio, che nemmeno ci servirebbe potendo noi camminare a testa altissima, bensì la rivendicazione della condivisione di un percorso di coalizione unitario e all’insegna della legalità al fianco di una persona perbene. E parlo di un candidato a governatore che evidentemente, al pari del nostro Movimento, inizia a fare paura ai parrucconi a cui va ascritta la becera colonizzazione per decenni di una delle regioni più belle d’Italia: la nostra amata terra. Si tratta, ed è fin troppo chiaro, del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, nei giorni scorsi oggetto, così come io stesso, di un modo di fare informazione tendenzioso, fuorviante e chiaramente orientato da una parte, ad opera del Corriere della Calabria, evidentemente sceso in campagna elettorale accanto ai soliti riferimenti politici, a cui addebitiamo la diffusione dell’ennesima fake news su di noi. Ribadiamo allora il concetto che se succede questo il timore dei rivali, soprattutto di alcuni, sta crescendo. E di parecchio. È l’unico motivo per cui ci siamo ritrovati a leggere un articolo che ha diffuso una notizia falsa e strumentale peraltro alla base del conferimento al mio avvocato, l’ottimo professionista Nicola Mondelli, del mandato a querelare e procedere alla richiesta di risarcimento danni, morali e materiali, nei confronti di chi ha scritto il pezzo e del direttore della testata. E preciso, fin d’ora, che il ricavato del risarcimento sarà devoluto a favore di associazioni di volontariato operanti nel sociale a difesa dei più deboli, perché ho sempre pensato come dal male possa e debba nascere il bene. È fin troppo evidente infatti che in Tribunale non potrà non essere appurata e attestata la verità, facendo io oltretutto presente che il sindaco di Montalto Uffugo (“Il comune di Tansi”, nds) alle prossime Regionali sarà candidato con il centrodestra e quindi mio avversario politico. Ma, allora, mi si spieghi di quale presunto accorduni stiamo ragionando? Certo, non sarebbe un patto sconvolgente in astratto. Ma io non lo siglerei. Mai. E il motivo è perché mi sottopongo ogni mattina a un accurato esame di coscienza a differenza di chi invece esercita il delicato mestiere di giornalista senza comportarsi allo stesso modo prima di scrivere baggianate del genere. Come premesso, però, il Corriere della Calabria non è nuovo a tali sortite, tant’è vero che durante il mio triennio alla guida della Prociv regionale era solito attaccarmi con frequenza quasi quotidiana. Forse in virtù del fatto che con un’azione incisiva avevo toccato strani interessi. Colgo dunque l’occasione anche per ribadire in conclusione, semmai ce ne fosse bisogno, come la città metropolitana di Napoli e de Magistris, che ha la responsabilità di governarla, nel 2020, al contrario di tante altre amministrazioni locali di grandi e medie realtà italiane, abbia utilizzato procedure corrette e improntate alle migliori prassi. Al punto che la suoi colleghi di grandi città italiane gli hanno chiesto aiuto e consiglio su vari argomenti delicati fra cui l’emergenza rifiuti. Ma questa è un’altra storia, mentre noi intendiamo limitarci a stigmatizzare un fatto molto grave. Una menzogna che non merita un’ulteriore smentita, non essendoci alcunché da precisare rispetto, lo ripeto, a una panzana. Cos’altro dunque aggiungere a riguardo, se non che qualifica chi l’ha veicolata. L’unica cosa vera qui è infatti che il lavoro di de Magistris è stato trasparente ed egualitario, di conseguenza soltanto meritevole di elogi. Perché Napoli con lui ha cambiato volto passando dall’essere una metropoli caotica, sporca e disordinata, a una realtà degna degli standard mitteleuropei. Ma, se la Calabria è diventata l’ultima regione d’Europa, è dovuto anche a una certa stampa locale, che continua a distorcere le notizie a fini elettorali appiattita o, talvolta, persino alla mercè dei poteri forti ovvero troppo legata alla pubblicità di maxifinanziatori. La maggioranza dei calabresi lo ha tuttavia ormai capito e sa che anche questa è malapolitica da eliminare con il voto democratico. E noi lo gridiamo come membri di uno schieramento che deve rispondere a tono, unito e solidale. Un gruppo sano che qualcuno cerca di infangare, atterrito poiché dopo oltre 30 anni noi riusciremo a sovvertire il sistema messo in piedi dai loro amici rei di aver tarpato le ali alla regione più bella d’Italia: la nostra Calabria.

Regione, il Consiglio di ieri rappresenta uno spettacolo indecente

Regione, il Consiglio di ieri rappresenta uno spettacolo indecente

Pubblicato il: 21 Aprile 2021

Poco prima che le telecamere di Report mandassero in onda l’ennesimo servizio sul caos vaccini in Lombardia, in Calabria ovvero dove le cose non vanno molto meglio su questo fronte, e su tanti ulteriori aspetti, si svolgeva un consiglio regionale vergognoso. Sì, e io non esito a dirlo. Anzi, lo ribadisco senza alcuna remora. Considerato come sia andata in scena un’altra farsa personale del reggente Nino Spirlì, che ormai pensa forse più agli aspetti folkloristici della posizione di grande prestigio, ma anche di altrettanta delicatezza, da lui occupata per cui è ripreso dalla stampa nazionale e soprattutto caricaturato dal brillante comico-imitatore Maurizio Crozza. La questione, tuttavia, è che qui non si discute delle scelte comunicative più o meno felici del presidente facente funzioni quanto della salute dei calabresi. Un’assoluta priorità un po’ per tutti, ma non per l’attuale numero uno della Regione che di Sanità pubblica, ma pure privata, non ne parla forse per evitare guai, probabilmente dietro suggerimento di alcuni scaltri soggetti i quali gli devono aver consigliato di tenersi alla larga da uno dei temi più scottanti in discussione. Stesso dicasi per la ‘ndrangheta riguardo a cui non l’ho visto assumere una posizione forte. Mai, anche se questa è come ovvio un’altra storia. La sostanza, dunque, è che sembra un passante. Uno bravo, dal suo punto di vista chiaramente, a tenersi anni luce lontano dai temi più spinosi. Argomenti da cui in parecchi cercano di fuggire, però ineludibili per la classe politica e dirigente calabrese. Gli spieghi infatti il cerchio magico leghista, se non lo sa già, che un governatore, oltretutto di una regione in grave difficoltà come la Calabria, deve essere ogni giorno in trincea e, invece di dedicarsi ai video per Facebook o andare negli stadi ad assistere alle partite di calcio della sua squadra del cuore, lavorare sodo, anche la notte, per rendere ad esempio assai più efficiente il sistema sanitario calabrese. Un settore che qui da noi, emergenza Covid a parte, ha al contrario sempre fatto acqua un po’ da tutte le parti e necessita quindi di essere ampiamente migliorato, pure mediante l’implementazione dei servizi. Un fattore determinante per salvare la vita a molti calabresi e porre anche fine alla piaga dell’emigrazione per motivi di salute.

Con me spazio alle persone per bene che non hanno “santi” in paradiso

Con me spazio alle persone per bene che non hanno “santi” in paradiso

Pubblicato il: 11 Aprile 2021

Mi impegnerò con tutte le mie forze e la mia passione per liberare la Regione Calabria dal malaffare e dalla malaburocrazia, e la farò diventare un fiore all’occhiello per l’intero Paese. Con i fatti, non con le parole. Esattamente come ho fatto alla guida della Protezione civile della Calabria: prima denunciando e mandando in carcere i miei predecessori che l’avevano saccheggiata per decenni e rubato centinaia di milioni di euro, e poi portandola da Cenerentola d’Italia a sistema altamente tecnologico diventato modello di riferimento per molte regioni italiane che ha ricevuto riconoscimenti nazionali e internazionali. E tutto questo togliendo a calci nel sedere i papponi e presuntuosi figli di papà o gli imbroglioni che occupavano le postazioni di comando della protezione civile, e facendo spazio ai giovani e meno giovani competenti e perbene che non avevano santi in Paradiso.

Io, sempre e comunque dalla parte dei lavoratori

Io, sempre e comunque dalla parte dei lavoratori

Pubblicato il: 11 Aprile 2021

C’è da sempre un dilemma con cui fare i conti, soprattutto in Calabria, quando ci si determina di stare a fianco dei meno privilegiati, ossia se tale presa di posizione possa pure comportare, in parecchie situazioni, l’inevitabile difesa di quanti li usano o strumentalizzano per trarne profitto facendo pressione sull’opinione pubblica, e quindi sulla politica, affinché i più deboli siano ‘salvati’ con ad esempio conseguenti grossi vantaggi per i proprietari di un’azienda in cui sono occupati che altrimenti chiuderebbero ‘baracca e burattini’. Ecco perché, e voglio precisarlo a chiare lettere, il mio intervento odierno è soltanto indirizzato a sostenere in tutto e per tutto dei lavoratori, da sempre l’anello debole della catena in qualsiasi contesto, che subiscono immancabilmente le scelte della parte datoriale da cui sono stipendiati e soprattutto della politica, non meno opportunista di coloro i quali devono trarre profitto dalle rispettive attività. Semmai il contrario. Fatta la doverosa premessa, nel caso di specie, mi voglio occupare, spendendomi in loro favore, delle 250 unità finora impiegate a vario titolo nelle Terme Luigiane. Ma non mi limiterò a farlo con un comunicato stampa, quasi di prammatica. Dal momento che, viceversa, è mia ferma intenzione capire bene come stiano le cose anche alla luce di quanto letto sugli organi di informazione da moltissimo tempo. È il motivo per cui profonderò, nei limiti della mia funzione attuale s’intende, il massimo impegno personale, battendomi insieme ai dipendenti delle Terme a cui ho peraltro chiesto un incontro a breve. Un confronto a cui parteciperò al fine di avere un quadro ancora più chiaro dell’ormai lunga storia che dal 2016 a oggi, anno di scadenza del contratto di concessione della gestione delle acque alla Sateca SpA da parte dei Comuni di riferimento Guardia Piemontese e Acquappesa, hanno vissuto la grama prospettiva del precariato a oltranza. Io, lo ribadisco, non voglio addentrarmi in questioni di gestione o accordi aziendali, benché vada ricordato come i diretti interessati nella circostanza difendano a ‘spada tratta’ i vertici della stessa Sateca. Ma è un aspetto che, ripeto, a me interessa poco. Credo però sia doveroso a…prescindere supportare questa gente che nella difficile fase corrente potrebbe ritrovarsi in mezzo a una strada in preda a un’emergenza assoluta. Senza un euro in tasca, insomma. Mi preme allora sollecitare la Regione, che in base alla legge avrebbe un ruolo da protagonista nella vicenda ma finora ricoperto all’insegna della più totale inerzia, e le due amministrazioni municipali citate in precedenza. Che, qualunque sia lo sbocco finale dell’ormai annosa querelle fra enti pubblici a ogni livello e impresa privata, dovrebbero avere l’imperativo categorico di salvaguardare il tasso occupazionale della loro area di pertinenza. Sempre e comunque. Perché il resto sono vuote chiacchiere fatte da chi coltiva interessi, diversi e particolari, sulla pelle di brave persone, che hanno il solo torto, lo dico per paradosso come ovvio, di voler continuare a guadagnarsi il pane onestamente e con sacrificio.

La politica calabrese che fa scappare i suoi figli migliori

La politica calabrese che fa scappare i suoi figli migliori

Pubblicato il: 10 Aprile 2021

Non lo scopriamo di certo all’alba del 10 aprile 2021 il dramma dell’emigrazione. Perché, salvo non si lasci la propria terra per una precisa volontà, chi è che non vorrebbe restare nel posto in cui è nato e cresciuto, fosse anche una sperduta landa africana per dirla con il procuratore Nicola Gratteri. Ma tant’è, ci sono posti come la nostra amatissima terra di Calabria in cui partire non è purtroppo frutto di una libera scelta professionale o persino di vita bensì un vero e proprio obbligo se si vuole sopravvivere. Non certo perché da noi ci siano guerre o carestie come in molti luoghi della terra, almeno questo per fortuna no, ma dal momento che qui non c’è lavoro e quindi mancano libertà e dignità. Lo dico dopo aver letto la struggente lettera di un giovane sanlucidese, ripresa dal noto giornalista e protagonista dei social media per il suo altissimo indice di gradimento testimoniato da centinaia di migliaia di followers, Andrea Scanzi. Che malgrado la missiva trattasse un tema annoso, e conosciuto anche dalle pietre ormai, ha evidentemente toccato le menti e i cuori non solo del notista de Ilfattoquotidiano ma anche di moltissimi altri lettori i quali hanno condiviso con questo fiero ma amareggiato figlio di Calabria un diffuso sentimento popolare.Espresso raccontando i sacrifici di chi magari, pur iperqualificato, parte alla volta di una qualunque destinazione d’Italia, d’Europa o del mondo, con tanta tristezza però quantomeno con la prospettiva di essere valorizzato per come merita pur a prezzo di tanti sacrifici. A parte tutto, comunque, a me sale il magone. Forse da padre di due giovani in fase di formazione. Sì, sarà infatti la ragione per cui avverto una sensazione strana di rabbia, mista a frustrazione e nostalgia, nell’assistere alle migliaia di ‘viaggi della speranza’ come e molto di più che in Sanità delle menti più fervide e brillanti da una terra pur ricca di tantissime risorse .Che però non riesce a trattenerli, anzi li invita a scappare appena possibile. Si tratta di ragazzi dunque vittime di una classe politica e dirigente che per mantenersi in sella, per giunta prosperando, non esita a giocare sulla pelle di autentici fuoriclasse, molti dei quali diventano poi dei big assoluti in vari campi oltre i confini regionali, nazionali ed esteri. Un bel regalo che grazie a indegni politicanti facciamo ad altri territori. E parlo paradossalmente delle stesse zone del Paese che sovente poi ci denigrano e si fanno beffe di noi. Ma, attenzione, non sottovaluto di certo chi va via per bisogno senza essere in possesso di particolari facoltà e competenza. Perché non ha meno diritto a vivere accanto alla famiglia a casa sua, facendo il cameriere o l’operaio con tanta onestà e laboriosità. Ci mancherebbe. Ecco il motivo per cui è giunta l’ora di voltare finalmente pagina, mandando a casa governanti indegni, avvicendandoli con quanti hanno davvero a cuore le sorti e il futuro della Calabria e della collettività, non solo invece di se stessi e dei loro accoliti.

Inchiesta Petrol Mafie «Altro duro colpo inferto alle cosche»

Inchiesta Petrol Mafie «Altro duro colpo inferto alle cosche»

Pubblicato il: 8 Aprile 2021

Se un uomo della levatura e delle competenze giuridiche e investigative del procuratore Nicola Gratteri, in questo momento e non solo il numero uno al mondo in fatto di conoscenza e contrasto alla consorteria malavitosa tristemente nota da sempre come ‘ndrangheta, ha definito la maxi-operazione odierna una sorta di Rinascita-Scott 2 per livello d’importanza, con la prima considerata la madre di tutti i processi contro la Cosa Nostra calabrese, significa che è stato inferto un altro durissimo colpo ad alcune tra le cosche più potenti e temibili della criminalità organizzata della regione. Sto parlando come ovvio di clan che non tralasciano di infiltrare alcun comparto dell’economia locale, nazionale e internazionale, inquinandola talvolta in maniera addirittura irrimediabile. Stavolta il settore, per così dire compromesso, è quello della commercializzazione e diffusione del petrolio. Che, pensate, in base ai desiderata dei capibastone del luogo avrebbe dovuto essere portato a Vibo a bordo di mega-navi cisterna per poi essere scaricato nel porto della città in cui sarebbe stato stoccato in un grande box. Se la mafia del territorio, ma più in generale della regione, lo vuole si può quindi far sì che a Vibo attracchino anche le petroliere. Ragion per cui, dopo lo sconcerto iniziale, se non stessimo parlando di un vero e proprio dramma finora senza fine verrebbe quasi da riprendere una vecchia battuta assai insultante su di noi ovvero sulla ‘Calabria Saudita’, sfruttandola in chiave sarcastica per definire il progetto delle ‘ndrine trasformatesi per una volta in arabi con il pallino per l’oro nero. Frasi più o meno spiritose a parte, plaudo ancora una volta a un altro straordinario successo del dottor Gratteri che, coordinando il lavoro di ben quattro Direzioni distrettuali antimafia ossia quella di Catanzaro di cui è a capo oltre alle Dda di Reggio, Napoli e Roma, ha sgominato un’associazione a delinquere di tipo mafioso finalizzata peraltro alla commissione dei gravissimi reati di estorsione; riciclaggio e intestazione fittizia di beni, per giunta aggravati dalle modalità mafiosa, nonché all’evasione dell’Iva e delle accise sui prodotti petroliferi destinati al consumo. Forza procuratore Gratteri, dunque, che ancora una volta ci rende orgogliosi, avendo segnato l’ennesimo prezioso gol, un atto professionale di inestimabile valore per l’intera comunità, ai danni della Piovra calabrese da centravanti fuoriclasse della legalità qual è .Ecco perché i cittadini perbene, che grazie al Cielo non sono pochi, sono a fianco a lui e lo resteranno fino all’ultimo giorno in cui sarà impegnato alla guida dei magistrati del primo grado di giudizio catanzaresi e dei loro colleghi di tutto il Distretto Antimafia.

Tesoro Calabria categorico: Stop all’Odissea dei tirocinanti

Tesoro Calabria categorico: Stop all’Odissea dei tirocinanti

Pubblicato il: 7 Aprile 2021

È arrivata all’ultimo atto, dopo innumerevoli promesse mancate e tante vicissitudini, l’annosa vicenda della stabilizzazione dei tirocinanti  calabresi. Che vedono finalmente un bagliore di luce, dopo un lungo periodo di buio profondo,  caratterizzato  da  numerose, ma purtroppo vane, promesse ricevute dalla classe politica alla guida della Regione. L’esercito di lavoratori ‘pseudo-apprendisti’ dislocati in diversi settori è ancora oggi considerato tale, malgrado ognuno di loro abbia acquisito un importante bagaglio professionale degno di un contratto da dipendente a tutti gli effetti del rispettivo ambito tanto nel privato quanto nel pubblico. Ed è ciò che è emerso dalla discussione intrapresa da Tesoro Calabria con gli stessi tirocinanti. I quali non sono inquadrati in un formale rapporto, né autonomo né subordinato, avendo invece quale unico scopo il medesimo apprendistato. Parliamo della preparazione necessaria ad aumentare le chance per l’ingresso nel mondo del lavoro. Il problema concreto  riguarda, però, il periodo successivo. Perché, una volta esaurita la fase della formazione peraltro più volte prorogata, non è stata mai concessa l’opportunità di uno sbocco occupazionale in forma stabile con una tutela garantita e un’adeguata  retribuzione. Eppure è noto come alcuni di loro siano stati utilissimi sia in ambito pubblico quanto nel privato in enti e addirittura ministeri come Giustizia, Miur e Mibact, che li hanno per così dire ospitati e in favore di cui prestano tuttora in modo proficuo, e ormai da lungo tempo, un’attività mascherata da tirocinio senza una paga commisurata all’impegno profuso. Motivo per cui, l’obiettivo è adesso di dimenticare le tante promesse da marinaio ricevute nel corso degli anni da tutti i partiti e gli schieramenti calabresi fra cui figura come ovvio l’attuale classe politica che si vanta di essersi spesa moltissimo per risolvere tale problematica. Peccato che si sia trattato di parole belle, ma vuote, a fronte di nessun risultato concreto raggiunto. Uno spot elettorale, insomma, che si è stanchi di ascoltare. Ebbene, dopo quanto sopportato, le delusioni patite in quantità industriale potranno essere finalmente cancellate soltanto se l’attuale giunta regionale si attivi seriamente sul nostro fronte. Viviamo infatti un particolare momento storico, da un lato per la triste emergenza pandemica in corso e dall’altro per la spaventosa mole di finanziamenti europei che arriveranno a breve anche alla Calabria attraverso il Recovery Fund. Ed allora non ci sono più scuse! Occorrono progetti adeguati affinché una tranche delle risorse presto ricevute siano destinate alla definitiva sistemazione dei tirocinanti, intavolando trattative ad hoc con il Governo e prospettando delle tangibili soluzioni quali ad esempio quelle tese a incoraggiare le assunzioni mediante consistenti sgravi fiscali in favore dei privati che si determinano a contrattualizzarli in modo definitivo. Stessa cosa dicasi per la parte pubblica, riconoscendo un altissimo punteggio di base dovuto all’abilitazione conseguita e attestata dalla  Regione, che dovrà bandire un concorso per facilitarne l’accesso nella Pa. In ogni caso inequivocabile dovrà questa volta essere l’indirizzo che la governance calabrese è chiamata ad adottare nei confronti dei tirocinanti con la consapevolezza di avviare una mirata azione  in grado di cogliere l’opportunità della copertura economica della loro stabilizzazione e la necessità di non privarsi della preparazione acquisita da queste migliaia di donne e uomini.