Tag: Calabria

Ai giovani, prima che lascino la Terra più bella del mondo: la Calabria.

Ai giovani, prima che lascino la Terra più bella del mondo: la Calabria.

Pubblicato il: 19 Gennaio 2021

A diciotto anni il mondo è racchiuso nelle tue mani, te lo mangeresti senza il minimo sforzo.

Vivi veloce, agisci d’impeto, senza pensare, senza fermarti, in verticale, senza sovrastrutture. Sei Tu, e sei nel pieno delle tue forze! I sogni sono grandi, e ti sembra che non aspettino altro che Te, nessuno può demolirteli, sono già scritti, nella tua mente, uno dietro l’altro, in fila, aspettano solo di essere realizzati.

Il mio era quello di girare il mondo, di vedere le cose, di nutrirmi il più possibile di conoscenza, per poi tornare A CASA MIA e iniziare a vederli concretizzati. Sono passati molti anni, e quel ragazzo lo rivedo, oggi, nei tanti ragazzi che incontro quotidianamente.

La luce nei loro occhi è solo un po’ più spenta, perché nel frattempo il mondo è cambiato, è più difficile.

La Calabria è cambiata, in peggio purtroppo, ma il sogno è sempre lo stesso. Andare via per crescere, per poi tornare e realizzare. È troppo tempo, però, che in tanti non tornano! Oggi, il mio Sogno è fare tornare voi ragazzi A CASA VOSTRA. Siete voi la speranza di questa Terra, siete voi che potete salvarla, siete voi che potete cambiarla, ma solo

Noi abbiamo il dovere, l’obbligo, il diritto di costruire le fondamenta della CASA che potrà nuovamente accogliervi.

carlo

(nella foto io a 18 anni)

Sanità calabrese: il danno e la beffa

Sanità calabrese: il danno e la beffa

Pubblicato il: 17 Gennaio 2021

La Sanità calabrese, insieme al lavoro, è il principale obiettivo del nostro programma di governo e di cambiamento della Calabria. Questione inaccettabile, ormai vecchia, ultradecennale, incancrenita da un commissariamento altrettanto lungo, è balzata in modo violento agli onori della cronaca solo di recente, mettendo inesorabilmente in luce la vergognosa realtà di una gestione abbandonata a se stessa collusa con la ndrangheta, come ha dimostrato il recente arresto del presidente del consiglio regionale della Calabria. Gli strapagati commissari che si sono succeduti nel corso degli ultimi 10 anni, anziché garantire correttezza, competenza ed efficienza, hanno invece rivelato al mondo, e proprio durante una fase critica come la seconda impietosa ondata della pandemia, tutte le falle di un sistema corrotto e colluso che è capace di fagocitare chiunque vi si accosti. Noi Calabresi siamo stati umiliati come mai, nel profondo della nostra dignità, di fronte all’ignobile farsa che ha fatto ridere tutt’Italia ma che rappresenta un attentato alla vita di noi Calabresi: una sequenza interminabile di vicende ridicole e al contempo drammatiche che ha visto avvicendarsi l’incompetente e “drogato” Cotticelli, il negazionista pentito Zuccatelli, i tanti altri mancati commissari poiché reticenti o poco graditi alla casta calabrese. Sembravano più giullari di corte che alti funzionari al servizio del sistema sanitario regionale. Ma, inesorabilmente, al danno si è aggiunta anche la beffa. La nostra Calabria che, nelle fasi più acute della prima ondata era un’isola felice, con pochissimi contagi – tanto da essere consigliata da Angela Merkel come l’unica regione italiana a basso rischio e pertanto meta ideale per le vacanze dei tedeschi – dopo pochi giorni da queste dichiarazioni ha subito l’onta di essere annoverata tra le regioni a zona rossa insieme alla Lombardia, al Piemonte e alla Val d’Aosta. Ma mentre in queste ultime è stata la diffusione dei contagi a rendere indispensabili misure così restrittive, per la nostra regione, invece, a generare il lockdown è stata la totale incapacità del sistema sanitario di tollerare una seppur minima pressione in termini di ricoveri non solo in terapie intensive, ma nei reparti ordinari per totale mancanza di posti. Il danno e la beffa. Appunto. E quindi, se da una parte, il fato, la scarsa circolazione di persone (a causa del limitato numero di attività economiche mantenute aperte ) o forse l’autodisciplina di noi calabresi, ci avevano preservato dal Covid, dall’altra per l’incompetenza di eserciti di politici e di amministratori dediti solo a preservare i loro interessi personali, la Calabria si è dovuta piegare a un lacerante blocco commerciale che ha inferto il colpo finale al già compromesso e fragilissimo sistema economico. Il danno di essere ultimi e la beffa di esserlo nonostante la pandemia ci avesse toccati solo di striscio. E tra le umiliazioni che noi calabresi abbiamo dovuto sopportare, c’è anche quella di essere curati come terremotati in ospedali da campo, nelle tendopoli sanitarie di Emergency (nulla contro il lodevole operato di Gino Strada, per carità!), come nei casi di Cosenza o Crotone, mentre su tutto il territorio della nostra Regione sono presenti ben 18 ospedali chiusi 10 anni fa (dall’inutile governo Scopelliti), pienamente efficienti o facilmente efficientabili, in grado di ospitare un numero di malati tale da coprire ampiamente il fabbisogno sanitario anche in una fase critica come quella che stiamo attraversando. Si veda l’ospedale chiuso di Siderno o quello di Locri dove si è costituito un comitato cittadino che si oppone in modo fermo alla paventata possibilità chiusura definitiva. Citiamo anche l’ospedale di Cariati dove un altro comitato da quasi due mesi ha avviato una civile protesta con l’unico obiettivo di restituire una struttura già operativa a un territorio sprovvisto di assistenza. Ma vale la pena ricordare anche altri ospedali chiusi, in aree altrettanto strategiche, come quelli di Corigliano, Lungro, Mormanno, San Marco Argentano, Acri, Trebisacce e Praia a Mare, nel Cosentino; Soriano e Nicotera nel Vibonese; Chiaravalle Centrale, nel Catanzarese; Taurianova, Cittanova, Palmi, Oppido, Scilla, nel Reggino. Perché anziché essere trattati come terremotati in ospedali da campo, non ridiamo vita ai 18 ospedali perfettamente agibili che attendono solo un giro di chiave per essere messi al servizio di noi calabresi per vedere riconosciuta la nostra dignità, i diritti negati e le indispensabili priorità sanitarie? Ma, come in ogni farsa che si rispetti, anche questa volta il teatrino dell’inutilità, la sceneggiata della soluzione improvvisata e a portata di mano messa in campo per l’ennesima dai nostri politici nostrani senza un minimo di razionalità o competenza, si impone con facilità rispetto alla volontaria incapacità di noi calabresi a ribellarci al sistema, ben lieti di lasciarci distogliere dalle promesse del Cetto Laqualunque di turno nel comprendere il reale significato delle scelte e delle decisioni collettive. Ma la stragrande maggioranza dei Calabresi, come noi di Carlo Tansi Presidente, però non amiamo il fumo negli occhi e non siamo ciechi. Noi, con forza e determinazione, urliamo ad alta voce i nomi dei responsabili e le cause reali dello sfacelo della sanità calabrese. Il diritto alla Salute, sancito dall’art. 32 della Costituzione, imprescindibile per il rispetto della dignità dell’individuo, è stato finora osteggiato, violato e troppo spesso negato alla Calabria e ai sui figli. Noi intendiamo riconsegnare ai Calabresi il diritto alla salute, riconoscerlo, sancirlo in tutti i suoi aspetti affinchè non sia più un diritto negato, come questa pandemia ha mostrato inesorabilmente in tutta la sua drammaticità. La mancata tutela del diritto alla salute ha generato servizi sanitari e ospedalieri di bassa qualità e, di conseguenza, un’insopportabile emigrazione sanitaria di decine di migliaia di Calabresi, che cercano altrove le cure di cui avrebbero diritto di ricevere nella nostra regione. A questa emigrazione corrisponde un enorme flusso di denaro dalla Calabria verso le regioni del nord Italia: la Calabria spende circa 300 milioni di euro all’anno per fronteggiare l’emigrazione sanitaria. Ciò significa che negli ultimi 10 anni abbiamo trasferito circa 3 miliardi di euro alle regioni del centro e del nord, sottraendoli al fondo sanitario regionale. Un fiume di denaro che sarebbe stato sufficiente a far funzionare la nostra sanità in modo eccelso. E’ inoltre assurdo accettare vedere andar via dalla Calabria i migliori medici specialisti che occupano posizioni di vertice in ogni angolo del Pianeta, mentre il nostro sistema sanitario è allo sbando. PROPOSTE CONCRETE – I nostri strumenti e obiettivi per migliorare la sanità calabrese. Per migliorare la sanità calabrese, vogliamo innanzitutto liberarla da quel sistema marcio politico-affaristico, colluso con la ndrangheta, che l’affligge da decenni. Vogliamo distruggere quei nefasti legami che legano certi direttori generali e dirigenti ASP, certi primari dalle discutibili capacità professionali ma di grande furbizia politica, diventati burattini nelle mani di apparati politici consolidatisi nel corso dei decenni. Apparati politici che hanno attinto a piene mani dall’enorme bacino elettorale creato grazie rete di interessi messa in piedi. Rete della quale hanno beneficiato anche certi fornitori di beni e di servizi costati alle finanze statali molto di più rispetto ai costi effettivi o – come abbiamo visto in occasione dell’ultima emergenza Covid – certi proprietari di fatiscenti cliniche ed RSA assai contigui alla politica, che sono persino consiglieri regionali. Per raggiungere tali obiettivi, è necessario riformare in modo radicale la sanità calabrese e uscire così dall’emergenza del commissariamento, distruggendo le incrostazioni della burocrazia, del clientelismo politico e della malagestione, che nulla hanno a che fare con la tutela della salute. Questo progetto potrà essere attuato innanzitutto riaprendo gli ospedali inutilizzati. Contestualmente sarà necessario definire il fabbisogno sanitario effettivo dei vari territori che – anziché essere il frutto della più totale improvvisazione com’è accaduto fino a ora – deve tenere conto delle reali necessità assistenziali, della collocazione sui diversi territori delle strutture sanitarie e delle loro specifiche specialità, siano esse pubbliche che private. Si dovranno inoltre potenziare gli ospedali di eccellenza specializzati (cardiochirurgia, oncologia, ortopedia, ginecologia, ecc.), questo per evitare ai Calabresi agli insopportabili viaggi della speranza verso centri extra regionali. Queste azioni consentiranno di ottenere una copertura adeguata ed uniforme sul territorio regionale delle strutture sanitarie, di potenziare strutture esistenti e realizzare nuove strutture all’avanguardia nel campo della ricerca e dell’applicazione tecnologica e di garantire, così, ai Calabresi, i livelli essenziali di assistenza (cosiddetti LEA) sia in ambito pubblico che privato. Per giungere a tali risultati sarà fondamentale utilizzare anche servizi privati che coadiuvano il pubblico solo per il periodo necessario con contratti chiari, trasparenti approvati in modo preventivo dalla Corte dei Conti, affinché tali azioni non si trasformino in un’ulteriore forma di assistenzialismo politico. Le prestazioni che saranno acquistate dalla sanità regionale dai privati dovranno essere regolate da contratti scritti, firmati e registrati a inizio anno, e non alla fine dell’anno, come è stato fatto finora per favorire i dispendiosissimi contenziosi per l’amministrazione pubblica e gli affari degli “amici degli amici”. I preventivi di spesa e le eventuali prestazioni in eccesso a quanto descritto nei contratti dovranno avere una percentuale con un tetto massimo, nel pieno rispetto del fabbisogno sanitario sopra indicato che potrà essere definito solo alla luce di una rigorosa programmazione. Queste azioni da un lato consentiranno di assicurare un’efficace competizione tra le strutture accreditate e dall’altro di ottenere un adeguato monitoraggio della spesa. La riforma dovrà seguire fedelmente i punti prescritti nel nuovo Piano Sanitario Regionale che, una volta approvato, consentirà di definire le linee di azione per il rilancio della sanità calabrese. Considerati i danni economici e funzionali che hanno prodotto le decisioni, estemporanee e distanti dalle esigenze locali, prese da Commissari esterni spesso inadeguati al delicato ruolo che hanno rivestito, nella stesura del Piano Sanitario calabrese è indispensabile il coinvolgimento diretto di tutte le organizzazioni specialistiche presenti sul territorio: diretto dei medici calabresi, di ogni ordine e grado, e di tutte le professionalità operanti nell’ambito della sanità, nonché dei sindaci e delle comunità locali. In concreto la riforma del sistema sanitario dovrà perseguire i seguenti obiettivi finali:• dare centralità alla sanità pubblica ospedaliera e, in tal senso, riequilibrare la spesa sanitaria regionale a favore del pubblico;• ampliare e potenziare la rete ospedaliera rendendola operativa ed efficace, aumentando i posti letto e migliorando la qualità e quantità dei servizi erogati;• censire e dove necessario potenziare gli organici dei medici, degli infermieri e del personale ausiliario che sono assolutamente insufficienti per rispondere alla domanda di salute dei cittadini, utilizzando prioritariamente le professionalità e le competenze dei medici e gli esercenti la professione sanitaria calabresi; un sistema sanitario rigenerato partendo dalla base ed opportunamente sostenuto da scelte che privilegino le competenze ed i meriti scientifici, contribuirà a favorire il rientro di tanti “cervelli” che attualmente lavorano fuori dalla nostra regione;• ripensare in modo nuovo alla medicina del territorio che deve diventare il perno di una nuova politica sanitaria regionale in quanto presidio fondamentale per la prevenzione e per spostare l’assistenza dall’ospedale al territorio;.• abolire i ticket sanitari per le fasce sociali più deboli e per i soggetti svantaggiati;• azzerare le liste di attesa nelle strutture pubbliche, che colpiscono soprattutto le persone più disagiate che non hanno le risorse per garantirsi le cure e le spese sanitarie. Ciò incrementando le visite specialistiche che dovranno essere previste anche durante giorni festivi e fasce orarie pomeridiane, come avviene in altre regioni;• dotare la Calabria del Registro Tumori Regionale. Il registro potrà fornire importanti indicazioni vitali per la popolazione, quali le relazioni, nei vari territori della Calabria, tra i diversi tipi di tumore e le fonti inquinanti, in modo da programmare adeguatamente le bonifiche dei siti inquinati. Con la legge regionale n.2/2016 la Regione Calabria ha istituito il Registro Tumori Regionale ma, a distanza di 5 anni, non ha messo a disposizione delle ASP nessuna risorsa economica e nessuna figura professionale. In tal modo la legge è rimasta inattuata e in sostanza i registri che sono stati istituiti sono praticamente vuoti, e quindi inutili!

Voglio denunciare un fatto gravissimo che si è verificato ieri a Mendicino, alle porte di Cosenza

Voglio denunciare un fatto gravissimo che si è verificato ieri a Mendicino, alle porte di Cosenza

Pubblicato il: 16 Gennaio 2021

Eugenio Alfano (Ennio per gli amici) è un volontario di Protezione Civile che ha dedicato la sua vita, per salvare – con anima e cuore – vite umane in occasione di centinaia di eventi emergenziali. Lo ha fatto gratis e senza alcun interesse personale, con spirito di servizio e con grande generosità verso il prossimo. Eugenio è uno tra i referenti principali dei volontari di Protezione Civile dell’intera regione. È un Uomo dalle grandi capacità umane e professionali che interviene senza mai risparmiarsi durante le emergenze. E lo fa mettendo ogni volta a rischio la propria vita. Interviene di giorno e di notte, di sabato e domenica, a Natale, Capodanno, Pasqua, tutti i giorni dell’anno. Interviene con la pioggia, con il vento, con la neve, per mettere in salvo vite umane in occasione di frane alluvioni, terremoti, incendi. E ultimamente durante l’emergenza Covid 19 in corso. È una persona favolosa. Eugenio gestiva da anni un fuoristrada utile come il pane per salvare vite umane dato in comodato d’uso al COM di Mendicino dalla Protezione Civile della Regione Calabria. Un Land Rover che teneva sempre come un gioiello, che dopo ogni emergenza ripuliva con amore dalla fuliggine del fumo degli incendi e dal fango delle alluvioni, lucidandolo e riportandolo come nuovo. Ebbene si! Ieri quel Land Rover utilizzato in modo sacrosanto, dopo tanti anni è stato sottratto ad Eugenio dai malvagi burocrati della Regione Calabria che hanno voluto vendicarsi con Eugenio per la sua vicinanza alla mia persona. Questo atto ignobile è stato compiuto con il banale pretesto di una revisione scaduta, atteso che, in molte altre circostanze, della revisione si è occupata direttamente la protezione civile regionale. Ora quel mezzo non potrà più salvare vite umane! Magari andrà a finire in qualche scantinato oppure andrà a qualche qualche associazione svenduta alla politica e sarà utilizzato per i porci comodi di qualche presidente di turno. Non è giusto tutto questo! Sono incazzato! Spero che la testa di cavolo che ha sottratto quel mezzo alla sicurezza della comunità, torni sui propri passi e lo restituisca a chi, come Eugenio, lo sa utilizzare nel modo migliore. Grazie Ennio per quello che hai fatto e per quello che farai per il prossimo. Te lo dico a nome della collettività calabrese. Te lo dico da ex dirigente della protezione civile della Calabria che è come te ama il proprio lavoro e che continua ad amarlo, nonostante tutto. Tvb, Carlo.

Calabria maglia ancora nera su tutti i fronti nell’emergenza Covid. Grazie Spirlì e Longo

Calabria maglia ancora nera su tutti i fronti nell’emergenza Covid. Grazie Spirlì e Longo

Pubblicato il: 8 Gennaio 2021

Il piano vaccinale in Calabria non è ancora operativo tanto da aver spinto l’Asp di Cosenza, in previsione dell’avvio della somministrazione alla cittadinanza, a chiedere l’aiuto dell’esercito al fine di garantire la regolare distribuzione del siero anti Covid a tutti i destinatari. In base ai dati dell’Agenzia del Farmaco, le dosi somministrate sono circa 5mila sulle 25.630 disponibili, con una percentuale di impiego pari al 20%. Numeri che ci posizionano agli ultimi posti in Italia. Allo stesso modo non è ancora partito il piano straordinario di incremento del trasporto pubblico locale, richiesto dalle prefetture proprio per evitare assembramenti di studenti in viaggio verso, e poi di rientro, le varie scuole. La didattica a distanza, la cosiddetta Dad, è di sicuro un’opportunità per i ragazzi ed è complementare a quella in presenza, ma sta diventando una sorta di scappatoia per sottrarsi alle responsabilità istituzionali offerta a quanti non riescono a risolvere i problemi strutturali della scuola. Meno male però che il nostro eroe, il governatore facente funzioni Nino Spirlí, è pronto a “combattere fino all’ultimo secondo” pur di tenere le scuole chiuse invece di attivarsi per farci tornare in zona gialla, rendendo operativi i piani dei trasporti elaborati per far fronte all’emergenza Coronavirus di cui non si sa peraltro che fine abbiano fatto. Il commissario straordinario alla Sanità calabrese Guido Longo e lo stesso istrionico Spirlí diano dunque risposte serie e immediate ai calabresi, che non meritano una simile mortificazione di fronte all’intero Paese.

Tansi e Rocca: “E’ gravissima la situazione dell’Asp Catanzaro/Lamezia relativamente al servizio 118 e alla mancanza di medici sulle ambulanze”.

Tansi e Rocca: “E’ gravissima la situazione dell’Asp Catanzaro/Lamezia relativamente al servizio 118 e alla mancanza di medici sulle ambulanze”.

Pubblicato il: 8 Gennaio 2021

“La situazione in cui versa la sanità calabrese ormai è ampiamente rimbalzata agli onori della cronaca nazionale. Purtroppo il poco dignitoso balletto a cui abbiamo assistito tutti, con sgomento, rispetto alla nomina di un Commissario non ha di fatto prodotto al momento risultato alcuno. In particolare la gravità della situazione dell’ Asp Catanzaro/Lamezia relativamente al Servizio 118 ed alla mancanza di medici sulle ambulanze per mancanza di risorse ci lascia allibiti! Si tratta di uno schiaffo alla cittadinanza inerme costretta a subire ancora decenni di gestione allegra e spavalda”.E’ quanto hanno dichiarato in una nota congiunta Carlo Tansi che si appresta ad affrontare la prossima corsa per le regionali e Sonia Rocca candidata nella lista Calabria Libera con Tansi. ” La circostanza – prosegue la nota stampa- é ingiustificabile ed inaccettabile. Non è concepibile arrivare a non avere risorse per assumere medici di primo soccorso. Crediamo sia arrivata l’ora di finirla con vecchie e nuove connivenze. Chi ha la responsabilità di questa situazione, deve assumersi la responsabilità venendo alto scoperto. Non è più concepibile che la gestione delle risorse per la sanità, che ha prodotto questi danni così gravi, venga ancora gestita senza il tempismo e l’urgenza che il caso richiede. Basta con questa politica che negli anni ci ha ridotto a livello del terzo mondo! Basta con i privilegi e le sacche di voti prodotti dal favore e dalla tutela della sanità privata rispetto al pubblico. Nessuno tra tutti coloro che hanno messo piede fino ad oggi alla Regione se ne puo’ tirare fuori!”. La nota si conclude con una richiesta immediata di incontro con il Commissario Longo e la commissaria Latella dell’Asp Catanzaro/Lamezia. “La questione è grave e non si può più tergiversare. Crediamo che sia arrivato il momento di invertire la rotta del malaffare e della cattiva politica”. Sonia Rocca Carlo Tansi

Care Calabresi, cari Calabresi.

Care Calabresi, cari Calabresi.

Pubblicato il: 25 Dicembre 2020

Care Calabresi, cari Calabresi. Voglio offrire la mia passione, il mio cuore e la mia mente, per contribuire al cambiamento della nostra Terra, la Calabria. Un cambiamento necessario per il futuro delle nuove generazioni, per evitare che i nostri giovani crescano con l’idea di abbandonarla, lasciando nascosto e inespresso un tesoro immenso, un Tesoro Calabria. Non c’è più tempo. Il Covid19 ha determinato un cambiamento epocale che ha scosso le nostre coscienze, che ci ha ridato la capacità di distinguere il bene dal male, il giusto dall’ingiusto. Di scegliere tra i soliti personaggi, di ogni ideologia, che hanno dimenticato l’autentica passione politica per cedere alle tentazioni del guadagno facile e illegale oppure il cambiamento della nostra “Rivoluzione arancione”. Cambiamento che appartiene prima a ciascuno di voi, che sia nelle vostre idee, prima che nelle mie. Camminare al vostro fianco in questo viaggio bellissimo nel mondo della Politica (con la P maiuscola) che ho iniziato con voi poco più di un anno fa – per la prima volta nella mia vita – è il segreto dell’unica ALLEANZA che valga la pena di ricercare: quella con le vostre coscienze e con i vostri cuori. E dopo tutto il cammino già fatto, dopo tutte le parole e le scelte, la voce rauca, le notti insonni, i litigi, la rabbia, ma anche l’entusiasmo, la passione – al di là di chiacchiere e commenti pretestuosi di persone in malafede, che poco mi interessano e per nulla mi spaventano – sono molto molto fiducioso. Viaggiando in lungo e largo ho trovato una Calabria desiderosa di novità, stanca e sfiduciata sì, ma anche pronta a riconoscersi e aderire con entusiasmo al nostro progetto di cambiamento orientato alla valorizzazione del bene comune, con pochi obiettivi ambiziosi ma realizzabili. E’ la Calabria delle tante persone libere e perbene che mi riconoscono la passione genuina per catalizzare e di fare “esplodere” le energie positive della regione, attraverso una vera rivoluzione pacifica la cui portata è oramai chiara a tutti, che ci impone di volare alto e di lasciare da parte le ideologie – di destra e di sinistra – legate all’appartenenza partitica, che in questo momento storico non sono utili al cambiamento .Ci siamo messi in discussione, mossi da una feroce autocritica e da una condivisione delle nostre idee su tutti i tavoli di confronto, di ogni colore politico, ma prendendo nettamente le distanze da un sistema che proclama il rinnovamento ma è bloccato nelle proprie logiche conservative che hanno tarpato le ali alla regione più bella d’Italia. Qualcuno ci ha creduto folli, qualcuno perlomeno furbetti, qualcun altro, non trovando altre motivazioni, ha messo in giro voci di accordi e complotti segreti, e gettato fango sulla mia persona. A tutti costoro rispondiamo di farsi una ragione del fatto che la Calabria è pronta a un cambiamento epocale – come è accaduto a Crotone – e che non sarà più la stessa. Siamo arrivati al capolinea, al punto di non ritorno .I vecchi matusalemme imbullonati da decenni alle poltrone, che hanno determinato lo sfacelo della nostra Terra, saranno spazzati via dai Calabresi e dal nostro tsunami arancione. Per noi il rinnovamento è già iniziato: il 14 febbraio prossimo (a meno di probabili rinvii imposti dall’emergenza Covid19) sono certo che entreremo nell’urna con la libertà di scegliere tra il vero cambiamento, indirizzato verso la crescita collettiva della nostra regione che porterà benessere e lavoro a TUTTI, oppure il solito stomachevole ricatto delle promesse di lavoro e di favori del Cetto Laqualunque di turno, che ha portato il benessere ai soliti POCHI. Ai salotti della politica romana e padana nulla interessa delle sorti della nostra Calabria. Per questo il cambiamento non può più partire dalle imposizioni politiche del segretario nazionale del partito di turno (di destra o di sinistra), che rientrano nelle loro assurde logiche della spartizione del potere, ma deve partire dalla nostra Terra. Da noi Calabresi. Per questo sento di dire che non indietreggerò di un passo nella mia azione di rinnovamento radicale. Il cambiamento non è un punto di arrivo ma un processo, un’evoluzione quotidiana che riguarda innanzitutto l’approccio culturale col quale guardiamo il mondo e regoliamo le nostre vite. Sarà una Calabria diversa quella che uscirà fuori dalla nostra #rivoluzionearancione. Dopo Crotone, ho la certezza che qualcosa in tutti noi sia già cambiato. #liberiamolacalabria.Buon Natale. Carlo