Comunicati Stampa

TESORO CALABRIA: AMALIA BRUNI CANDIDATA IDEALE ALLA GUIDA DI UNA COALIZIONE PROGRESSISTA CON UN PIANO DI REALE CAMBIAMENTO.

TESORO CALABRIA: AMALIA BRUNI CANDIDATA IDEALE ALLA GUIDA DI UNA COALIZIONE PROGRESSISTA CON UN PIANO DI REALE CAMBIAMENTO.

Pubblicato il: 13 Luglio 2021

La candidatura della professoressa Amalia Bruni alla presidenza della Regione, alla guida di una coalizione progressista, è valutata molto positivamente da Carlo Tansi e dalle cinque liste elettorali che hanno condiviso il programma politico-amministrativo di netto cambiamento, promosso dal movimento civico Tesoro Calabria da lui fondato. «Fin dai primi contatti – ha spiegato Tansi – ho chiesto a un’eventuale coalizione progressista di individuare un aspirante governatore che, oltre a essere di specchiata dirittura morale e in grado di opporsi senza remore all’ingerenza della ‘ndrangheta e al cancro della malaburocrazia nell’amministrazione regionale, fosse rappresentativo della Calabria più attiva, colta e capace di misurarsi sul campo con i problemi atavici della nostra terra. Quelli che affliggono la Calabria da tempo immemore. Problemi che vanno dalla sanità alla mancanza di occupazione, dall’emarginazione sociale alla palese arretratezza strutturale del sistema regione, e così via. Amalia Bruni possiede pienamente i requisiti per risolverli: ecco il nostro giudizio. La professoressa Bruni dirige il Centro regionale di Neurogenetica di Lamezia Terme. Già allieva di Rita Levi Montalcini è una scienziata conosciuta e stimata nell’ambiente scientifico internazionale, in particolare per aver scoperto, alla guida di un team scientifico d’eccellenza, una glicoproteina – la “nicastrina” – che determina i meccanismi patogenetici della demenza precoce nell’Alzheimer. Scoperta che l’ha resa famosa in tutto il mondo. Al contempo è conosciuta per l’umanità e la dedizione con cui si relaziona con i suoi pazienti.Una donna di assoluto valore, insomma, che ha dimostrato di essere, non solo una scienziata di fama internazionale, ma anche una manager preparata e capace di gestire processi amministrativi complessi riuscendo, contro ogni tentativo di chiusura del suo Centro attuato dalle ultime giunte regionali in carica e tra mille difficoltà economiche per scarsezza di fondi erogati con insopportabile avarizia dalla Regione, a garantirne la sopravvivenza. Amalia Bruni, libera da legami ideologici, è inoltre una scienziata in grado di fornire, con competenza e lungimiranza, qualificate indicazioni programmatiche non solo utili al rilancio della Sanità regionale, ma anche per un impiego oculato delle ingenti risorse finanziarie che saranno destinate alla Calabria attraverso il Recovery Fund.La professoressa, del resto, ha fatto della lotta alla malasanità una ragione di vita professionale e personale. E, malgrado lusinghiere proposte ricevute da prestigiosi organismi di ricerca internazionali, ha deciso di restare qui in Calabria, per far crescere la nostra Terra». Scelta che per Carlo Tansi e per i candidati e i principali fondatori e sostenitori del movimento civico Tesoro Calabria, in piena armonia con i principi fondanti del movimento, la identifica come il candidato ideale per opporsi al nefasto sistema di potere che, con la candidatura di Occhiuto, propone il solito “uomo di apparato”, il quale nulla ha fatto per la Calabria in oltre 30 anni trascorsi in politica. La scelta di Amalia Bruni inoltre può indurre una significativa azione di disturbo nei confronti dei portatori dei pacchetti di voti clientelari. Personaggi che pretenderebbero, malgrado le pessime condizioni in cui hanno ridotto la più bella regione d’Italia, di continuare a stare al vertice del governo calabrese. Ecco perché il nome di Amalia Bruni consente al movimento civico Tesoro Calabria, e alle liste collegate, di aprire a un confronto con il fronte progressista, sempre che, come ovvio, le peculiari istanze di totale rinnovamento della classe politica regionale, di cui il movimento è notoriamente portatore, siano accolte senza riserve.

Tansi, convention con i suoi per pianificare la scalata alla Regione

Tansi, convention con i suoi per pianificare la scalata alla Regione

Pubblicato il: 4 Luglio 2021

Prima mega-convention organizzativa nel pieno e rigoroso rispetto delle normativa Anticovid, prevista per domani in una rinomata struttura ricettiva situata nel comprensorio catanzarese, di tutti e 72 i candidati a tre (Tesoro Calabria, Calabria Libera e Calabria Pulita) delle quattro liste che fanno capo al gruppo per Carlo Tansi Presidente. Gli aspiranti consiglieri regionali, in attesa di confrontarsi la prossima settimana anche con gli altri 24 colleghi inseriti in Il Sud con Carlo Tansi nell’ambito di un “faccia a faccia” ancora più allargato, fra circa 24 ore ragioneranno di programmi e strategie in vista dell’ormai sempre più imminente campagna elettorale per il rinnovo di Giunta e Consiglio della Regione. Un appuntamento importantissimo per la terra di Calabria, quest’ultimo, già rinviato molte volte a causa dell’emergenza Coronavirus, ma adesso – salvo imponderabili nuove cause di forza maggiore – fissato per domenica 10 ottobre. Una data che, se i calabresi vorranno, potrà entrare nella storia, essendo scolpita a caratteri cubitali come il giorno dell’unico, vero e reale cambiamento, quello in cui si premia un Movimento come Tesoro Calabria, lontano anni luce dal sistema partitocratico  del Put al solito a caccia di torte e pagnotte e dei finti paladini della giustizia, rigorosamente con la g minuscola nella fattispecie, maestri del “chiagn e fott” ma di poca sostanza. Una faccia una razza, con cui tutto resterà com’è o andrà perfino peggio. Un triste destino per uno dei luoghi più belli che esistano in Italia e anche ben oltre i confini nazionali. 

Chiusura Terme Luigiane: un delitto perfetto della mala-politica

Chiusura Terme Luigiane: un delitto perfetto della mala-politica

Pubblicato il: 28 Giugno 2021

«Tre milioni e mezzo di euro di ricavi, che con l’indotto sarebbero potuti arrivare fino a 4/5 o anche di più, sono la cifra a cui un pezzo importante della Calabria rinuncerà quest’estate appena iniziata a causa di sciocche questioni di campanile tra i Comuni di Guardia Piemontese e Acquappesa e l’insipienza di una Regione, non intervenuta per tempo in maniera risolutiva, con la chiusura definitiva delle Terme Luigiane. Terme che vantano le migliori acque termali salso-bromoiodiche d’Europa. L’ennesimo esempio di mala-politica in Calabria che ha mandato a casa 250 persone e, come premesso, bruciato una gran quantità di quattrini. Risorse che oltre 30mila visitatori avrebbero portato da ogni dove, estero compreso, non solo nelle casse della società concessionaria Sateca, a cui è stata affidata la gestione sin dagli anni Trenta in virtù di una concessione 80ennale durata dal 1936 al 2016 e poi ancora per poco grazie a un paio di proroghe strappate a fatica, ma come detto di un vasto territorio.Niente da fare, però. Perché senza voler entrare nel merito di una battaglia legale caratterizzata da sequestri di immobili e impianti fondamentali per il funzionamento dello stabilimento termale e quindi delle strutture ricettive annesse, rispetto a cui non ho competenza per dare pareri, va purtroppo stigmatizzato come il governatore facente funzioni Nino Spirlì e l’assessore competente Fausto Orsomarso, per conto dell’ente regionale concedente il diritto di utilizzo delle acque stesse, i sindaci di Guardia Vincenzo Rocchetti e Acquappesa Francesco Tripicchio, quali rappresentanti dei comuni in cui sorge il complesso, e la società che gestisce il servizio da metà anni Trenta del secolo scorso, non abbiano saputo far sì che continuasse quella virtuosa sinergia tra pubblico e privato. Risultato? La disastrosa chiusura o per meglio dire non riapertura di un posto dove ci si poteva curare o rigenerare con le migliori acque salso-bromo-iodiche d’Europa. Una realtà che verrà deprezzata per essere (s)venduta a qualche falco vicino al Potere il quale la prenderà così a due lire per poi rimetterla in funzione con i soliti provvidenziali contributi statali. Ma intanto andranno in fumo milioni di euro con ad esempio la certa rottura dei tubi di convogliamento delle acque che, essendo chiusi, subiranno l’intasamento dovuto alla formazione dei cristalli di zolfo. Un evento evitabile se non fosse stato interrotto il flusso d’acqua a causa dei provvedimenti adottati a mio avviso con troppa precipitazione. Un vero peccato, uno dei tanti nella nostra spesso amara terra di Calabria».

LETTERA AI COMMISSARI EUROPEI: COME SI SPENDERANNO I FONDI  SARANNO DEL RECOVERY FUND?

LETTERA AI COMMISSARI EUROPEI: COME SI SPENDERANNO I FONDI SARANNO DEL RECOVERY FUND?

Pubblicato il: 25 Giugno 2021

L’Europa faccia chiarezza sulla destinazione dei fondi del Recovery Fund all’Italia e non lasciare al Sud solo i debiti da pagare.

È stata inoltrata il 4 giugno una missiva alla Direzione Generale per la politica Regionale e Urbana della Commissione Europea nelle persone della Commissaria Elisa Ferreira e del Direttore Generale Marc Lemaitre affinchè si faccia chiarezza sulla destinazione dei fondi del Recovery Fund previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, avendo riscontrato diversi punti di criticità e violazioni del “Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza” e del “Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea”. Lemaitre aveva già avvertito il Governo italiano nel settembre 2019, che se non si investe al Sud e non si applica una reale politica di coesione, saranno a rischio i fondi europei.La lettera è stata redatta da Rosella Cerra, candidata alle prossime regionali nella lista Tesoro Calabria, da Roberto Longo membro della segreteria del movimento politico Meridionalista e sottoscritta da Carlo Tansi, presidente di Tesoro Calabria e candidato alle prossime regionali. Il tema è stato affrontato dai redattori in diverse occasioni [vedi 1, 2, 3 ] sollevando sempre la necessità di una migliore ed equa ripartizione dei fondi per rilanciare realmente la Calabria e tutto il Meridione.Infatti è chiaro che per la ripartizione attuale non sono stati rispettati i criteri definiti dalla Commissione Europea relativi alla popolazione, al reddito pro capite ed al tasso di disoccupazione. Seguendo tali criteri al Mezzogiorno spetterebbe il 70% circa del totale e non il 40% come è stato invece definito nel Piano Nazionale che ha determinato una notevole sottrazione di fondi con il voto favorevole di molti deputati del Sud Italia. Fra questi spicca il nome della sottosegretaria per il Sud Dalila Nesci, che si è nuovamente autoproposta come candidata per la presidenza alle regionali. Con questo criterio da loro avallato il vero rischio è di lasciare al Meridione solo debiti da pagare senza che l’attesa ripresa possa effettivamente esserci.  Contestualmente abbiamo richiesto che si desse risposta alla lettera della eurodeputata Rosa D’Amato che aveva scritto in merito al finanziamento di opere relative alla mobilità nel Meridione che erano già state finanziate con altri fondi europei e nazionali, ossia i cosiddetti progetti “sponda”, presentando insieme al collega Ignazio Corrao anche una interrogazione alla Commissione. Nella missiva abbiamo inoltre fatto presente che la petizione inoltrata da Giancarlo Chiari alla Commissione Petizioni nella quale si chiedeva una quota di almeno il 68% al Sud è stata recepita dalla Commissione che ha aperto una indagine specifica sul PNRR presentato dal Governo Draghi. Richiesta analoga è stata fatta anche dal senatore Saverio De Bonis.È stata inoltre rilanciata la proposta di istituire in Calabria una Hydrogen Valley, avendone la nostra regione tutte le potenzialità.
La Calabria finora è stata governata da persone che hanno determinato il suo impoverimento ed il suo mancato sviluppo con una sistematica sottrazione di risorse e spendendo male, o peggio rimandando indietro, i fondi che arrivavano. Ora bisogna spezzare e invertire questo sistema mandandoli a casa.

Tesoro Calabria scalda i motori in vista delle prossime elezioni comunali di Cosenza.

Tesoro Calabria scalda i motori in vista delle prossime elezioni comunali di Cosenza.

Pubblicato il: 25 Giugno 2021

Tansi: Tesoro Calabria scalda i motori in vista delle prossime elezioni comunali di Cosenza.

“Alle regionali del gennaio 2020, nella Città di #Cosenza 6536 elettori, pari al 21,37% dei votanti, hanno scelto la mia persona ed hanno condiviso la proposta politica, di tipo civico e genuinamente innovativa, presentata del Movimento Tesoro Calabria da me presieduto”, ha dichiarato #CarloTansi che poi aggiunge “Un risultato che ha rappresentato l’unica novità in un panorama politico cittadino, cristallizzato dietro interessi di tipo familistico e clientelari, che hanno finito per bloccare la possibilità di utilizzare le pur scarse risorse disponibili e ogni prospettiva di sviluppo economico e sociale, lasciando peraltro lo splendido centro storico di Cosenza e i quartieri popolari nel più devastante degrado. Da qualche mese, in vista delle elezioni comunali del prossimo mese di ottobre, stiamo assistendo alla inconcludente ‘liturgia’ dei tavoli per la formazione di coalizioni elettorali di sinistra e di destra, ma anche alla presentazione di candidature dei ‘soliti noti’ o a qualche estemporanea proposta di ‘illustri sconosciuti’, spesso senza né arte né parte, ma prestanomi ed espressione dei potentati cosentini”.”Ad oggi, però, non mi risulta definita – ha continuato Tansi – alcuna proposta programmatica seria e articolata in grado di ridare centralità territoriale ed economica al Capoluogo, che negli ultimi 20 anni ha progressivamente perduto quell’ identità urbana di una città accogliente e storicamente ad alta vocazione commerciale e terziaria, che per decisioni urbanistiche assunte in modo arbitrario, con ordinanze sindacali e senza alcun confronto nel Consiglio Comunale, ha mortificato la possibilità di accogliere l’utenza commerciale e terziaria proveniente dai paesi limitrofi.Cosenza merita molto di più. È per questo che con il Movimento Civico Tesoro Calabria stiamo organizzando liste elettorali aperte alle cosentine e ai cosentini per bene, alle donne ed ai giovani di talento, che vorranno impegnarsi nel rilancio della nostra Città. I candidati saranno al fianco di un sindaco che, al pari di loro, sarà proveniente dal mondo civico. Il candidato a sindaco sarà scelto autonomamente dai candidati, tra le personalità di alta levatura morale, autonome e qualificate per assumere tale carica importante ma onerosa”.”Chiunque fosse interessato – conclude Tansi – a partecipare come sostenitore delle liste di Tesoro Calabria o anche come possibile candidato alle prossime elezioni comunali di Cosenza, è pregato di contattare la nostra segreteria al n.3713912550″.

#dallagiustaparte

#carlotansiperlacalabria

#tesorocalabria

#puniamolicolvoto

Tesoro Calabria scalda i motori in vista delle prossime elezioni comunali di Cosenza.

Tesoro Calabria scalda i motori in vista delle prossime elezioni comunali di Cosenza.

Pubblicato il: 24 Giugno 2021

“Alle regionali del gennaio 2020, nella Città di #Cosenza 6536 elettori, pari al 21,37% dei votanti, hanno scelto la mia persona ed hanno condiviso la proposta politica, di tipo civico e genuinamente innovativa, presentata del Movimento Tesoro Calabria da me presieduto”, ha dichiarato #CarloTansi che poi aggiunge “Un risultato che ha rappresentato l’unica novità in un panorama politico cittadino, cristallizzato dietro interessi di tipo familistico e clientelari, che hanno finito per bloccare la possibilità di utilizzare le pur scarse risorse disponibili e ogni prospettiva di sviluppo economico e sociale, lasciando peraltro lo splendido centro storico di Cosenza e i quartieri popolari nel più devastante degrado. Da qualche mese, in vista delle elezioni comunali del prossimo mese di ottobre, stiamo assistendo alla inconcludente ‘liturgia’ dei tavoli per la formazione di coalizioni elettorali di sinistra e di destra, ma anche alla presentazione di candidature dei ‘soliti noti’ o a qualche estemporanea proposta di ‘illustri sconosciuti’, spesso senza né arte né parte, ma prestanomi ed espressione dei potentati cosentini”.”Ad oggi, però, non mi risulta definita – ha continuato Tansi – alcuna proposta programmatica seria e articolata in grado di ridare centralità territoriale ed economica al Capoluogo, che negli ultimi 20 anni ha progressivamente perduto quell’identità urbana di una città accogliente e storicamente ad alta vocazione commerciale e terziaria, che per decisioni urbanistiche assunte in modo arbitrario, con ordinanze sindacali e senza alcun confronto nel Consiglio Comunale, ha mortificato la possibilità di accogliere l’utenza commerciale e terziaria proveniente dai paesi limitrofi.Cosenza merita molto di più. È per questo che con il Movimento Civico Tesoro Calabria stiamo organizzando liste elettorali aperte alle cosentine e ai cosentini per bene, alle donne ed ai giovani di talento, che vorranno impegnarsi nel rilancio della nostra Città. I candidati saranno al fianco di un sindaco che, al pari di loro, sarà proveniente dal mondo civico. Il candidato a sindaco sarà scelto autonomamente dai candidati, tra le personalità di alta levatura morale, autonome e qualificate per assumere tale carica importante ma onerosa”.”Chiunque fosse interessato – conclude Tansi – a partecipare come sostenitore delle liste di Tesoro Calabria o anche come possibile candidato alle prossime elezioni comunali di Cosenza, è pregato di contattare la nostra segreteria al n.3713912550″.#dallagiustaparte#carlotansiperlacalabria#tesorocalabria#puniamolicolvoto

Ecco le prove delle loro bugie!

Ecco le prove delle loro bugie!

Pubblicato il: 17 Giugno 2021

Ecco le prove documentali di come la mala-burocrazia della Regione Calabria mi ha fatto fuori dalla guida della protezione civile. L’ex presidente della regione Calabria, tra i responsabili del fallimento della nostra regione, ha affermato che sono stato io a volermene uscire dalla Protezione Civile della Calabria.Non è vero!Ecco le prove che non è vero in questo articolo di Chiara Fazio, pubblicato oggi sulle pagine regionali del Quotidiano del Sud. La giornalista ha preso visione dei tanti documenti ufficiali in mio possesso che smentiscono clamorosamente le sue incaute affermazioni.Noi siamo persone serie e parliamo con i fatti.

Candidatura Occhiuto, dopo Spirlì, e Talarico Tallini un altro fallimento in vista per la Calabria

Candidatura Occhiuto, dopo Spirlì, e Talarico Tallini un altro fallimento in vista per la Calabria

Pubblicato il: 14 Giugno 2021

È quasi fatta per Roberto Occhiuto candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Calabria. Un personaggio che, al contrario di quanto propagandato dalla sua area politica, non può rappresentare “Il nuovo che avanza” ma al contrario quanto di più vecchio e stantio si trova tra i ranghi della destra calabrese.Basta leggere il suo curriculum per inquadrare il personaggio. Occhiuto Roberto, si affaccia alla scena politica nel novembre 1993 eletto nel Consiglio Comunale di Cosenza nella lista “Popolari per Cosenza” che sostituisce la  Democrazia Cristiana distrutta da Mani Pulite, per poi trasferirsi tra le braccia di Berlusconi, che gli  garantisce, nel 2000, l’elezione nel Consiglio Regionale a fianco di Chiaravalloti, ma, nel 2002, dopo una lite  con i fratelli Gentile, esce da Forza Italia ed aderisce nell’ Unione di Centro di Pierferdinando Casini  e Lorenzo Cesa, allo scopo di essere riconfermato consigliere regionale e così riesce ad essere rieletto.Nel 2008 diventa deputato nell’Unione di Centro ma nel 2013 non viene rieletto e lascia L’UDC per rientrare in Forza Italia.Nel 2014 rientra a Montecitorio, come primo dei non eletti dell’UDC, ma non ha nessuno scrupolo a tradire il mandato elettorale e resta in Forza Italia, dove viene rieletto deputato nel 2018.Occhiuto Roberto, un tipico esempio di trasformismo politico, sempre pronto a cambiare casacca per garantirsi la poltrona, ma che in quasi 30 anni di attività non ha avuto mani il tempo (e la voglia) di occuparsi dei problemi della Calabria e dei Calabresi, ma molto capace invece di occuparsi delle fortune dei suoi familiari ed i suoi più stretti collaboratori.Non è un caso che nel 2011 a Cosenza diventi sindaco Occhiuto Mario, fratello di Roberto, che manda avanti e conclude molti progetti programmati da Giacomo Mancini e dimenticati, dai Sindaci Catizone e Perugini nei cassetti del Comune. Tuttavia a un’attenzione per la parte nuova della città, corrisponde un totale abbandono per lo splendido centro storico di Cosenza che giorno dopo giorno continua a crollare a pezzi. Non si può ignorare che il sindaco Occhiuto abbia svolto la sua attività  portando il bilancio Comunale al pre-dissesto, con la conseguenza di dover aumentare, ai massimi consentiti e sulla pelle dei cosentini, tutte le aliquote dei tributi comunali (IMU, TARI ecc.). Tutto ciò ha portato a un altro triste primato: un elevato numero di attività commerciali, negli ultimi 10 anni, sono state costrette a chiudere nel Capoluogo, perché “strozzate” dagli esosi tributi e dalla carenza di servizi, ma anche per le difficoltà di accesso e mobilità al centro di una città, storicamente ad alta vocazione commerciale e terziaria che – per decisioni urbanistiche assunte in modo arbitrario con ordinanze e senza alcun confronto nel Consiglio Comunale – ha mortificato la possibilità di  accogliere l’utenza commerciale proveniente dai paesi limitrofi.Trasformismo, familismo e nessun interesse per la Calabria se non a scopo elettorale, ecco cosa propone il centrodestra con la candidatura di Roberto Occhiuto.

Oliverio e Loiero, contro di me anche il ritorno dei dinosauri del Giurassico calabrese.

Oliverio e Loiero, contro di me anche il ritorno dei dinosauri del Giurassico calabrese.

Pubblicato il: 10 Giugno 2021

Apprendo le dichiarazioni di Mario Oliverio appena diffuse a mezzo stampa, secondo cui sarei stato io a decidere di uscire dalla protezione civile regionale. Niente di più falso. Io sono stato sospeso con procedimento disciplinare dal governo regionale, da lui presieduto, per avere scritto, in un post Facebook, che un certo Domenico Tallini voleva “riportare la protezione civile regionale all’antica”. Tale procedimento è stato avviato dall’allora direttore generale alla presidenza, Domenico Pallaria, a seguito di una segnalazione dello stesso Tallini e su proposta del presidente del consiglio regionale Nicola Irto. Oliverio non ha mosso un dito per opporsi alla mia ingiusta espulsione. A breve renderò pubblici tutti questi atti amministrativi. 
Sono stato sospeso l’ultimo giorno prima della scadenza del mio contratto triennale per impedirmi di fare ricorso invocando la sospensione del procedimento. Tutto pianificato a tavolino per farmi fuori con un capolavoro della burocrazia della regione Calabria. Mi hanno fatto fuori a tavolino perché mi sono opposto al malaffare, bloccando una macchina da soldi che da decenni alimentava un corposo giro d’affari illegali. 
Nella sua mendace dichiarazione di oggi, Oliverio ha omesso di ricordare le numerose lettere di denuncia che gli avevo inviato formalmente – dai primi mesi del mio insediamento fino a pochi giorni dalla mia scacciata – per manifestargli il mio profondo malessere, minacciando più volte le dimissioni, nel dirigere la protezione civile regionale. Prociv che fino al momento del mio arrivo gestiva illegalmente svariati milioni di euro: un vero e proprio covo di malaffare che – tramite colletti bianchi facenti parte del mondo politico, dell’informazione, di quello sindacale e di un certo personale che foraggiava prima del mio arrivo – a seguito della mia ferma presa di posizione contro questo andazzo, mi ha attaccato quasi quotidianamente in tutti i modi, dalle aggressioni giornalistiche a quelle fisiche, sfociate in minacce di morte e in attentati incendiari.
Un covo di malaffare che ho combattuto dal primo giorno del mio insediamento anche con ripetute denunce a vare  procure, che hanno portato ad arresti di persone che mi avevano preceduto nella direzione della Prociv regionale prima del mio arrivo.
Nelle mie lettere di denuncia lamentavo inoltre a Oliverio il fatto che in una regione tra le più esposte al mondo ai rischi naturali, mi ritrovavo senza personale adeguato e qualificato per ottimizzare il lavoro.Nonostante tutto questo, tra mille sacrifici personali e rimettendoci la salute per il costante stress a cui ero sottoposto, specialmente per gestire le emergenze, ho portato la protezione da Cenerentola d’Italia a un modello di riferimento per molte regioni, come testimoniato dai premi e riconoscimenti ricevuti a livello nazionale e internazionale. Ho decantanto questo gioiello tutto calabrese in importanti trasmissioni di tv nazionali a cui sono stato invitato per i prestigiosi traguardi raggiunti. Riconoscimenti di cui in più di un’occasione Oliverio si è pavoneggiato. Sono profondamente rattristato dalla sconcertante ingratitudine umana di Oliverio. 
Oliverio, nella sua nota stampa di stasera, vigliaccamente ha pubblicato solo miei sms – nel quale comunque traspariva tutto il mio malessere che ho descritto – relativi al periodo successivo alla mia scacciata, quando quella regione Calabria da lui guidata pubblicava un bando farlocco – successivamente annullato dal Tar e quindi appositamente scritto male per togliermi dalle scatole – al quale avevo rinunciato a partecipare poiché lo ritenevo una vera e propria presa per i fondelli.
In ogni caso nei prossimi giorni porterò all’attenzione della stampa tutta la corrispondenza integrale, formale e informale, tra me e Oliverio, per rendere partecipi i calabresi della mia sacrosanta verità e per renderli consapevoli di chi siano i loro governanti. 
Lo stesso giorno dell’attacco sferratomi da Oliverio, mi giungono altre illazioni di un altro dinosauro del Giurassico calabrese, Agazio Loiero, che racconta in modo strumentale di due miei incontri con lui. Trattasi di incontri combinati da persone vicine allo stesso Loiero, in cui non sono stati assolutamente definiti accordi politici o programmatici – tra l’altro con un contesto distante anni luce dal mio modo di concepire la politica – ma solo di liberi scambi di idee e opinioni.

Io ci credevo!

Io ci credevo!

Pubblicato il: 4 Giugno 2021

Seguivo Luigi de Magistris e provavo ammirazione per lui sin da quando, giovanissimo, aveva sfidato a viso aperto i poteri forti della Calabria che io ho conosciuto bene. Era un mito per un ribelle come me. È il motivo per cui, quando il pomeriggio del 19 gennaio scorso è venuto a farmi visita a casa per propormi un’alleanza non ho esitato, gli ho stretto la mano e con grande entusiasmo ho fatto un passo indietro per condividere e sostenere un entusiasmante percorso che l’avrebbe portato a competere contro quei poteri forti che entrambi abbiamo da sempre combattuto. Ho fatto una scelta d’altruismo e amore per il popolo calabrese, non esitando un istante a offrire il frutto di due anni di intenso lavoro che aveva acceso il cuore e la speranza dei Calabresi liberi. Che con 60mila preferenze alle scorse elezioni mi avevano manifestato la loro fiducia per un progetto di reale cambiamento, reso ancor più concreto dalla travolgente elezione di Enzo Voce a sindaco di un capoluogo di provincia, Crotone. Voce è diventato il primo sindaco di Tesoro Calabria rompendo i consolidati schemi del malaffare e sbaragliando i vecchi politici di quello che io chiamo PUT (Partito Unico della Torta). Ed è proprio per amore della mia Terra che avevo offerto a de Magistris, senza esitare, una base solida da cui far decollare il comune ideale di Calabria. Lo avevo fatto da uomo passionale che guarda in positivo e si entusiasma quando crede in qualcosa di nobile, cercando gli aspetti migliori di ogni persona. Sono un ribelle romantico che ancora dà valore ad una stretta di mano. Così ho sposato la causa, così ho atteso percorsi, programmi, condivisioni e coinvolgimenti che ahimè, non sono arrivati. Sono deluso, lo ammetto. Era forte la sensazione di una grande affinità tra me e de Magistris da cui poteva scaturire un’immensa energia in grado di cambiare veramente lo stato delle cose in Calabria. L’8 febbraio, quando abbiamo indetto la conferenza stampa in cui ufficializzavamo l’alleanza nella sede di Tesoro Calabria che ho fondato e di cui sono presidente, ero emozionato e a tratti commosso, credendo si trattasse di un giorno storico per la regione. Credevo in un percorso diverso, ma dopo i primi incontri dove ipotizzavamo entusiasticamente linee strategiche condivise, tutti quei bei propositi sono evaporati. “Carlo, i candidati li sceglieremo insieme; percorreremo la Calabria in lungo e in largo; io e te definiremo le strategie, perché tu sei il mio riferimento politico più importante per le prossime elezioni”. Sembrava insomma un idillio e perciò mi ero impegnato con tutto me stesso per convincere i 96 candidati delle mie 12 liste circoscrizionali, incontrandoli quasi tutti, considerato come in gran parte non volessero che mi facessi da parte come candidato a governatore per fare spazio a de Magistris dopo il tempo e l’impegno da noi spesi per costruire il Movimento. Tanto che due candidati importanti del catanzarese mi hanno abbandonato rifiutando in maniera categorica l’accordo con de Magistris. Nonostante tutto ero però motivatissimo per l’ambizioso progetto, al punto di difendere a spada tratta sui social tutti quelli che l’offendevano o criticavano, chiedendo scusa e rappacificandomi con i referenti dei gruppi della coalizione, Pino Aprile e Mimmo Gattuso, da cui mi ero allontanato per divergenze emerse in alcuni tavoli di confronto.Pareva allora tutto perfetto agli occhi pieni di speranza di chi, come me, si accende all’inverosimile e si concede generosamente, in tutto e per tutto, quando crede in un’idea e in un ideale. Un progetto come il Tan-Dem, dalle iniziali dei nostri nomi come ovvio, su cui avevo iniziato a pedalare con la massima generosità, ispirandomi allo storico scambio di borraccia tra Bartali e Coppi. Ma poi questa energia è andata spegnendosi, perché vedevo che de Magistris non rispettava gli accordi lasciandomi a pedalare da solo.Mi ha abbandonato, andando avanti senza coinvolgermi né nell’individuazione dei candidati né nella condivisione dei percorsi per le strade della Calabria. E che dire poi del rendermi partecipe delle strategie politiche con candidature che si sovrapponevano alle mie nei territori con il conseguente malumore dei miei candidati. Ma de Magistris ha fatto di più, andando anche in questi stessi territori senza avvisare delle sue visite e peccando così di tatto sul piano umano e difettando del famoso gioco di squadra, quello che per assurdo secondo alcuni non piacerebbe a me, sotto il profilo politico. Pensate quindi quanto mi abbia amareggiato scoprire come un candidato di Tesoro Calabria della prima ora, il sindaco di Santa Maria del Cedro Ugo Vetere, per mero opportunismo aveva abbandonato le mie liste per approdare a quelle di de Magistris. Un atto meschino che avevo chiesto a de Magistris di non consentire mentre lui, infischiandosene, lo presentava ufficialmente in pompa magna. E questo argomento e le tante altre ragioni che ho parzialmente fin qui elencato, le avevo scritte in una lettera che gli avevo inviato il 3 maggio scorso, a cui è però seguito un assordante silenzio.Nella lettera gli avevo anche sottolineato come fosse opportuno, considerato il carattere puramente civico della nostra coalizione, di approcciarci ai Calabresi mettendo da parte le ideologie, i partiti e i politici responsabili del fallimento della Calabria. Impegno subito disatteso quando il comunista Mimmo Lucano, che de Magistris ha fortemente voluto in coalizione a lui ideologicamente affine, mi chiedeva, per ben due volte, cosa pensassi di inserire l’ex presidente Mario Oliverio nel nostro entourage. Lucano che molti candidati delle mie liste ritengono essere un candidato imbarazzante e incandidabile, considerate le sue vicende giudiziarie, e che si ritrova come candidato capolista di punta di de Magistris in tutte e tre le circoscrizioni della Calabria.E che dire dei contatti romani tra de Magistris ed esponenti del Pd e del M5S senza che io ne fossi minimamente informato. Quando, dopo alcune incomprensioni, circa tre settimane fa avevo messo in discussione la mia alleanza con lui, sul punto di rompere, per superare la crisi, gli avevo chiesto di sottoscrivere insieme un accordo di programma in cui tutte le cose fin qui elencate erano state messe nero su bianco. Aspettavo la bozza del documento che – come da lui promesso – doveva verificare entro “3/4 giorni” dall’incontro, ma solo avantieri ricevevo il documento con modifiche sostanziali che, di fatto, snaturavano le finalità dell’intesa, facendo venir meno la perentorietà dei punti indicati nell’accordo. Accordo che avrei voluto rendere pubblico, contrariamente alla sua volontà di tenerlo secretato.Per tutti questi motivi – sollecitato fortemente dalla quasi totalità dei miei candidati – a malincuore scendo dal Tan-Dem, abbandono la coalizione di de Magistris. Ho perso tutta la motivazione e l’energia che avevo all’inizio di quella che credevo fosse una grande avventura. Ieri sera in un webinar la mia decisione è stata condivisa con tutti i miei candidati, quasi tutti pienamente d’accordo con la mia scelta (solo 4 hanno chiesto tempo). Scendo dal Tan-Dem ma riprendo la mia corsa, disposto eventualmente a farmi da parte per coinvolgere, questa volta, nella leadership, un calabrese verace e appassionato come me, con cui rappresentare, alle prossime elezioni regionali, una spina nel fianco del PUT, per sfiancarlo e distruggerlo. Proseguirò nell’incessante azione sul territorio, continuando a incontrare il popolo calabrese e cercando di trovare soluzioni ai problemi che l’affliggono, insieme agli affezionati 96 candidati delle 12 liste circoscrizionali che rappresento. Ora per noi la strada è tutta in discesa perché sono certo che, così come abbiamo liberato Crotone dal malaffare e dal tracollo, conquisteremo la fiducia della stragrande maggioranza dei Calabresi, spezzeremo le catene che da troppi anni impediscono di volare alla regione più bella d’Italia e vinceremo!Auguro a Luigi de Magistris ogni bene per un cambiamento della nostra Terra che, seppur con modalità completamente diverse, entrambi auspichiamo. Per meglio chiarire i motivi fin qui esposti, convocherò una conferenza stampa in diretta Facebook.