Autore: Elisa Selvaggi

Tallini rinviato a giudizio per avermi diffamato. Atto di giustizia e verità

Tallini rinviato a giudizio per avermi diffamato. Atto di giustizia e verità

Pubblicato il: 19 Marzo 2021

La Giustizia con la G maiuscola esiste. Certo, spesso è una macchina lenta, ma quando si mette in moto arriva ovunque, riuscendo anche a far coincidere la verità storica con quella processuale. Una circostanza, quest’ultima, che non è affatto scontata. Ma detto ciò, seppur in virtù del lasso di tempo relativamente breve ancora trascorso dal verificarsi dei fatti non si sia ancora di fronte a una definitiva sentenza di condanna, comunico la notizia del decreto di rinvio a giudizio emesso nei confronti dell’ormai ex presidente del consiglio regionale Domenico Tallini, detto Mimmo dagli amici, di cui sono peraltro arcinote le recenti disavventure giudiziarie, per alcune dichiarazioni fortemente lesive della mia reputazione, personale e professionale, e non solo. Un’informazione che ho avuto dall’avvocato Nicola Mondelli, da cui sono assistito e al quale rivolgo come sempre un sentito ringraziamento per il prezioso lavoro svolto in difesa delle prerogative di cittadino e professionista a me a un certo punto negate in seguito a una manovra di palazzo. Tallini, che ricordo, è il responsabile del mio allontanamento dalla Protezione Civile calabrese. Un siluramento in piena regola, possibile grazie all’escamotage di un procedimento disciplinare avviato contro di me dallo stesso Tallini per alcuni giudizi espressi, guarda tu il caso, proprio su di lui peraltro nell’esercizio di un libero diritto di critica per giunta esercitato in risposta a chi ogni giorno sparava a zero sul sottoscritto in maniera strumentale e indiscriminata. Ma io ero uno che agli occhi di determinati soggetti, abituati a ben altro, si era macchiato della colpa più grave ascrivibile a un dirigente pubblico. Avevo cioè operato con scrupolo e coscienza, senza guardare in faccia ad alcuno, dando quindi parecchio fastidio. In modo particolare a qualche dipendente fannullone e superprivilegiato, per fortuna facente parte di una sparuta minoranza, che si sentiva al di sopra di tutto e tutti vantando coperture in alto. Molto in alto. Adesso, però, è acqua passata e a me spetta soltanto il compito di far emergere la verità. Nessuno spirito di rivalsa, dunque. Bensì il desiderio di veder riconosciuto il mio diritto a non essere infangato, in particolare come quando Tallini, anche per questo rinviato a giudizio, tentò addirittura di addebitarmi le morti per gli alluvioni di Civita e Lamezia, presuntivamente dovute alla mia imperizia alla guida della Prociv, mi apostrofò con termini pesantissimi in diretta tv e giunse al punto di diffondere materiale posticcio e ‘fabbricato ad arte’ per farmi apparire come una persona poco seria e credibile. Comportamenti di una gravità inaudita, che a mio avviso avranno un sicuro e inequivocabile sbocco giudiziario. Un esempio per quanti hanno cercato di infangarmi e screditarmi, sulla sua scia o su iniziativa personale, nei confronti dei quali ho avviato altrettante denunce sia in sede Penale che Civile. Ma anche un monito per quanti credevano illusoriamente di poter fermare o almeno intralciare il percorso da me intrapreso, votato al cambiamento di questa nostra Terra bellissima ma ritenuta da alcuni “disgraziata” e senza speranze. Che io invece reputo convintamente nient’affatto disgraziata. Anzi, direi fortunatissima perchè ricca di immense risorse storiche, paesaggistiche e naturalistiche, di un’accecante bellezza ma purtroppo completamente inespresse. La Calabria la vedo insomma come un’aquila reale che non ha mai potuto spiccare il volo solo perché in mano a un manipolo di delinquenti. Un Tesoro che, insieme ai miei tantissimi conterranei ne condividiamo l’amore viscerale, voglio portare finalmente al decollo, attraverso un processo di liberazione da una cappa mafiosa spesso non esclusivamente connessa alla pervasiva presenza della ‘ndrangheta. Che senza l’appoggio di pezzi, anche importanti, della cosiddetta società civile sarebbe destinata a una sicura sconfitta.

Camere Penali contro Iacona? In Calabria è normale: si attacca chi denuncia, non chi delinque. Ma assordante è il silenzio della politica.

Camere Penali contro Iacona? In Calabria è normale: si attacca chi denuncia, non chi delinque. Ma assordante è il silenzio della politica.

Pubblicato il: 18 Marzo 2021

Un attacco strumentale, che va ben oltre il libero diritto di critica di uno qualunque dei telespettatori paganti di una produzione televisiva del servizio pubblico garantito dalla Rai. Mi riferisco, come ovvio, a quanto l’Unci Calabria, vale a dire l’articolazione territoriale delle Camere Penali, ha sostenuto attraverso un comunicato ufficiale diramato a tutti gli organi di stampa, tuonando contro l’approfondimento giornalistico sullo storico primo maxi-processo alla ‘ndrangheta denominato Rinascita-Scott, proposto da Riccardo Iacona nell’ormai notissima Presadiretta lunedì scorso secondo la stessa Unci lesivo del diritto alla difesa degli imputati. Una posizione, quella assunta dalle Camere Penali calabresi, che francamente non sta in piedi, considerato come per un procedimento di tali dimensioni e così sfaccettato, con centinaia di presunti colpevoli alla sbarra, diventa impossibile creare una qualche forma di condizionamento di natura mediatica della Corte giudicante. E a riguardo mi permetto di ricordare, pur non essendo un tecnico della materia, che qui non si sta ad esempio parlando dei delitti di Erba, Cogne o Avetrana, con uno o al massimo due imputati e un numero imprecisato di talk-show interamente dedicati al tema con tanto di plastici illustrativi ed esperti consulenti nei vari studi televisivi intenti a spaccare il capello in quattro e ad analizzare apparenti prove e indizi come fossero sì, davvero, dei periti in un’aula di Giustizia. Nell’occasione di Presadiretta si discute infatti di ben altro, ossia di uno squarcio coraggiosamente aperto su un mondo blindato, impenetrabile, protetto a ogni livello ovvero quello della più potente consorteria criminale del mondo. Fatto che va molto oltre al medesimo processo Rinascita-Scott, assumendo peraltro una valenza altissima secondo il principio sancito dall’art. 21 della Costituzione mediante cui i nostri Padri Costituenti hanno tutelato la libertà di espressione e informazione. Iacona ha dunque scoperchiato il Vaso di Pandora, illuminando il tenebroso sottobosco in cui si saldano gli interessi perversi di vecchi boss ancora degni del Padrino, e simbolicamente legati a coppola e lupara, quasi fossero ‘chiddi cu i peri incritati’ tipo Riina e Provenzano; nuovi famelici capibastone più affaristici e intraprendenti; insospettabili colletti bianchi al completo servizio in cambio di fiumi di denaro da parte dei vertici delle varie ‘ndrine; appartenenti alle forze dell’ordine corrotti e alcuni di quei ‘bravi cittadini’ a disposizione del Sistema in cerca di utilità di qualsivoglia genere. Una Malapianta che cresce infestando una foresta sana e drogando l’economia e la società di una regione altrimenti fra le più belle d’Italia e non solo. Ma quello che mi fa più male, addirittura sconvolgendomi, non è tanto l’affondo dell’Unci regionale a salvaguardia dei suoi interessi fra avvocati secondo l’accusa asseriti burattinai di certi giochi di potere e soldi, tantissimi soldi, imputati eccellenti e capimafia ottimi clienti, bensì l’assordante silenzio della politica. Un’Istituzione che avrebbe dovuto urlare tutto lo sdegno e la rabbia per quanto mostrato da Rai3 in diretta nazionale e viceversa chiusa a riccio, per i troppi inconfessabili strusci con quel mondo di mezzo, in attesa di veder passare la tempesta. Una vergogna senza fine. Una pagina nera, da voltare al più presto. Perché unicamente con una classe dirigente, intesa nel suo complesso, non impermeabile rispetto a certe lusinghe si è potuti arrivare a questo punto. Quasi di non ritorno. Alla politica di tutte le ‘colorazioni’ hanno insomma fatto gola voti e formidabili appoggi economici per le campagne elettorali, motivi alla base di un patto con il Diavolo che hanno pagato, e stanno pagando a caro prezzo, tantissime generazioni di calabresi onesti. Ecco perché è arrivato il momento di dire basta, ma serve una rivoluzione dal basso .Ogni persona perbene, per quel che può, inizi dunque a rendersi promotrice e artefice del cambiamento.

Salvini pro Spirlì come governatore, al peggio non c’è fine

Salvini pro Spirlì come governatore, al peggio non c’è fine

Pubblicato il: 18 Marzo 2021

Il Mago Nino Spirlì fa carriera giorno dopo giorno, scalando posizioni nel cuore del segretario Salvini, forse raccomandato da Maurizio Crozza in persona anche se in apparenza nella sede centrale della Lega in via Bellerio a Milano l’imitatore più bravo in circolazione amato non lo è di certo. Ma il brillante comico genovese resta comunque alquanto interessato alla vicenda, perché ritengo ci tenga ad avere già pronto un collaudato personaggio macchiettistico di punta nella futura edizione della sua fortunata trasmissione. 

La verità, però, nel caso di specie è tutt’altro che umoristica, soprattutto per la Calabria per cui il ‘lìder maximo’ leghista ha indicato come possibile, anzi probabile, aspirante governatore del prossimo quinquennio sempre il caro Mago perché starebbe lavorando in maniera soddisfacente. Uno che quasi per caso, non venendo eletto da alcuno bensì essendo tirato fuori come il classico coniglio dal cilindro da Capitan Matteo, si è ritrovato ad assolvere alla delicata missione di presiedere uno degli enti Regione più complessi del Paese per una serie di motivi da metà ottobre dell’anno scorso. Lo ha fatto come noto quale vice ‘tecnico’, e quindi adesso facente funzioni nella carica più alta, della sfortunata Jole Santelli, surrogata da lui perché venuta prematuramente a mancare. 

Un evento tragico e luttuoso, quest’ultimo, dispiaciuto a chiunque sul piano umano, ma che come non bastasse di per sé ad amareggiarci tutti ha portato in dote alla nostra amata terra anche ‘l’annacatore di pecore’, come egli stesso suole definirsi, più famoso d’Italia. Ribadisco, di recente rilanciato per il cruciale appuntamento elettorale di fine 2021 all’indomani della sua visita romana al plenipotenziario ministro Giorgetti con tanto di inchino a lui e agli interessi del Nord difesi con le unghie e con i denti dal Carroccio.

Ma al di là di ogni considerazione, se alcuni aspetti folkloristici del personaggio Spirlì, probabilmente persino accentuati ad arte su consiglio di qualche esperto di comunicazione del partito, possono addirittura, torno a ripetere, strappare una risata o apparire per un momento simpatici, la realtà fa invece piangere per l’incredibile numero di errori, pagati a carissimo prezzo dai cittadini dell’intera regione, in particolare in un frangente così delicato in virtù della grave pandemia in corso. Fin troppo facile, a riguardo, fare subito una battuta su ‘Nino nostro’ tratta dal celebre film Karate Kid: ‘Metti la cera togli la cera’, che con le sue cervellotiche ordinanze puntualmente bocciate dal Tar qui da noi si è tramutata in: ‘Chiudi le scuole apri le scuole’, nella speranza di non dover ahinoi dare ancora una volta ragione al controverso ma di sicuro arguto Andreotti il quale mutuando il giornalista Prezzolini sosteneva ironico: ‘In Italia non esiste nulla di più definitivo del provvisorio’. E se si verificasse pure stavolta in Calabria sarebbe una sciagura, ma che io e soprattutto il sempre crescente popolo arancione accanto a me e a Luigi de Magistris scongiureremo. 

Tansi: distruggeremo il sistema ‘ndranghetistico descritto ieri a Presadiretta

Tansi: distruggeremo il sistema ‘ndranghetistico descritto ieri a Presadiretta

Pubblicato il: 16 Marzo 2021

Il desolante e avvilente scenario ieri emerso alla trasmissione Presa Diretta credo abbia finalmente fatto capire a tutti, cosa significhi operare in Calabria. Quanto insomma costi semplicemente fare il proprio dovere in una terra purtroppo marcia e corrotta fin nel midollo. Io, però, pur essendo a conoscenza dei gravissimi rischi, non soltanto di natura professionale, a cui andavo incontro non mi sono di certo tirato indietro.  E l’ho fatto, pur come premesso a prezzo di notevoli sacrifici personali, ma conscio del fatto che dopo aver tutelato la maggior parte dei dipendenti regionali al lavoro nel Dipartimento della Protezione Civile, di cui avevo l’onore e l’onere della direzione, avrei anche dovuto salvaguardare, nei limiti del mio ruolo come ovvio, tutti i cittadini calabresi. Minacciati, prim’ancora che dalla più potente consorteria malavitosa del mondo, dai suoi fiancheggiatori in giacca e cravatta. Politici e professionisti insospettabili che tentano di infiltrarsi in tutti i gangli della società civile e, soprattutto, del potere istituzionale. Il Sistema Calabria, ieri sera identificatosi e palesatosi sugli schermi di Rai3 con l’ancor più corrotto Sistema Catanzaro, non può più dunque essere un mistero, o una suggestiva invenzione a seconda dei casi, per nessuno. E chiunque dovesse continuare a ignorarlo o, peggio, a negarlo sarà facilmente smascherato come sodale di determinati personaggi della cricca, sempre i soliti peraltro, che unitamente alla folta schiera dei loro lacchè soffocano questa terra bellissima ma disgraziata. Comunque sia, il sottoscritto, Tesoro Calabria, TanDem e l’intero nostro progetto di profondo rinnovamento del governo della regione, non si fermano e oggi vanno anzi avanti ancor più spediti, confidando nell’azione salvifica di uomini di altissima levatura umana, morale e professionale, come il procuratore Nicola Gratteri di cui io e tutti noi del popolo arancione siamo per il momento solo convinti sostenitori in attesa di dargli una mano in concreto una volta entrati, grazie alla volontà popolare, nei palazzi della politica locale in cui imporre una mentalità nuova all’insegna della legalità e della trasparenza. Accanto a lui, l’auspicio inoltre è che ci sia sempre un’informazione libera e mai al soldo di alcuno come quella proposta dall’amico Riccardo Iacona a cui va il mio personale ringraziamento.

Dalla parte di don Giacomo Panizza

Dalla parte di don Giacomo Panizza

Pubblicato il: 11 Marzo 2021

Voglio esprimere la mia vicinanza e solidarietà a Don Giacomo Panizza e a tutta la comunità di Progetto Sud per le vergognose intimidazioni ricevute. Un gesto ignobile ad un autentico prete-coraggio che, grazie al prezioso lavoro realizzato con Progetto Sud in un contesto assai difficile come quello lametino, ha sfidato la Piovra con i fatti e non con le chiacchiere.

Un uomo di Chiesa venuto qui da noi da molto lontano a testimoniare nella quotidianità, e a prezzo di enormi rischi, la vera missione di Cristo in una terra purtroppo martoriata e soggiogata dalla più pericolosa consorteria malavitosa del pianeta. A Don Giacomo e alla comunità tutta di Progetto Sud voglio dire che nessuno rimarrà mai solo e che potranno sempre contare sul nostro aiuto.

Tansi su Spirlì: dalla chiusura delle scuole al resto, situazione comica che mi auguro non diventi tragica

Tansi su Spirlì: dalla chiusura delle scuole al resto, situazione comica che mi auguro non diventi tragica

Pubblicato il: 9 Marzo 2021

“La notizia della bocciatura ad opera del Tar, l’ennesima peraltro, dell’ordinanza emessa dal governatore reggente Nino Spirlì sulla chiusura delle scuole a causa dell’emergenza Coronavirus, più che lasciare stupefatti, comincia a far indignare ogni cittadino di questa nostra amata terra non schierato con lo stesso presidente facente funzioni. Già, proprio lui, il “Mago Spirlì” come lo chiamano molti ormai, ossia uno dei soggetti preferiti dal geniale comico Maurizio Crozza che con la sua imitazione ha toccato ascolti-record nell’edizione 2020/2021 della fortunata trasmissione. E del resto la situazione in Calabria comica lo è davvero. Da circa sei mesi. Purtroppo, aggiungerei io, auspicando pure che non diventi tragica. Si badi bene, però. Non mi riferisco di certo agli aspetti folkloristici di Mago Spirlì, ovvero sull’abbigliamento indossato o le frasi dialettali pronunciate, considerato come per me potrebbe andare vestito anche da Cappuccetto Rosso o parlare in aramaico se solo il ‘presidente sostituto’ sapesse risolvere i tanti guai della regione o almeno contribuisse in modo decisivo a farlo.E invece niente. La sua incapacità è proverbiale. Pensate ad esempio al caso, anzi alla telenovela di infima qualità, ‘scuole chiuse’.

Un provvedimento che, sia chiaro, in linea di principio come misura antiCovid potrebbe addirittura starci. Ma se dall’astrazione di ragionamenti senza ‘carte alle mani’ si passa alla concretezza di dati che ci raccontano di un miserrimo 0.4% – no, non ho sbagliato, ribadisco lo 0.4 – di personale della scuola vaccinato a fronte del quasi 69% della Toscana – prima in Italia in tale speciale graduatoria – e, udite udite, del quasi 63% della Puglia, la migliore al Sud e seconda a livello nazionale, allora la prospettiva cambia. Eccome se cambia. Anzi forse si ribalta. Succede infatti che, presentandosi con numeri e percentuali del genere, la chiusura diventa una strada probabilmente obbligata per coprire ben altre magagne e responsabilità. La Calabria, la nostra sanità, la nostra salute – ma anche l’organizzazione del Recovery Plan e, quindi, il futuro dei nostri figli – fino a metà ottobre (periodo delle elezioni) saranno in balia di Mago Spirlì. Spero che i calabresi non dimentichino Spirlì e le sue tragicomiche farse nel segreto dell’urna, quando rischieranno di votare questi soggetti non solo di destra (come Spirlì), ma anche di sinistra. Perché tra i partiti di questa destra e di questa sinistra non c’è alcuna differenza: fanno tutti parte del grande PUT (Partito Unico della Torta). I calabresi hanno un’unica efficacissima arma a disposizione che si può riassumere con l’hashtag #puniamoliconilvoto”!

Ma il problema della Sanità calabrese non è soltanto Spirlì. Spiace constatare come sul fronte del contrasto all’impatto clinico, ma anche socioeconomico, generato dalla pandemia, anche il commissario straordinario alla Sanità calabrese Guido Longo abbia collezionato una serie di ritardi, inefficienze e decisioni discutibili, fra cui le vicende, ancora tutte da chiarire, delle dosi di vaccino sparite nel cosentino; del caos nelle procedure di somministrazione a Reggio e dei dati falsi sempre riguardo ai malati del terribile Virus. Di male in peggio, insomma”.

E sono due….

E sono due….

Pubblicato il: 5 Marzo 2021

Sono due volte ormai che la coalizione arancione di Tesoro Calabria subisce, suo malgrado, il rinvio del voto. Dapprima dal 14 febbraio all’11 aprile e adesso addirittura all’autunno prossimo, forse persino a metà ottobre. Quasi alla fine di questo 2021 appena iniziato, dunque. Una decisione che mortifica il diritto costituzionale dei calabresi di eleggere i propri rappresentanti alla guida dell’ente regionale. Una prerogativa sacrosanta che viene preventivamente negata malgrado non ci siano evidenze scientifiche sull’impossibilità, o comunque sull’altissimo rischio, di recarsi alle urne per l’emergenza Covid che c’è ed è prioritaria, sia chiaro, ma ribadisco senza certezze tali da impedire lo svolgersi delle elezioni anche considerato come si sia votato e si voterà a breve in molte parti d’Europa e del mondo. E invece qui da noi si permette quella che non ho esitato a chiamare una lesione della democrazia, lasciando di fatto al suo posto un presidente facente funzioni e una Giunta provvisoria, per così definirla, in carica per un anno.

Un fatto gravissimo, ma che farà comodo ai tanti beneficiari di incarichi e prebende varie grazie ai loro legami con i notabili locali. Il Governo Draghi, dunque, al cui interno ci sono tutti o quasi ha quindi dato ossigeno ai partiti e alle forze ‘tradizionali’ che qui da noi, peraltro al pari di tante grandi e importanti città italiane, sono in evidente difficoltà. Guai che in ambito calabrese hanno tutti i maggiori schieramenti, dilaniati al loro interno al punto da non riuscire a trovare un aspirante governatore. Un modo per farli riorganizzare, magari appunto come avverrà da noi dove qualche autorevole sondaggio iniziava finalmente, e a sorpresa per i parrucconi del potere regionale, a indicare lo straordinario popolo arancione, con in testa Luigi de Magistris e me insieme, in vantaggio rispetto ai competitor di centrodestra e centrosinistra.

Un dato che, l’ho premesso, deve aver spaventato, anzi forse persino atterrito parecchi vecchi arnesi della politica che sanno bene come noi daremo un colpo di spugna a tutto il malaffare da cui è stata caratterizzata una certa maniera di gestire la cosa pubblica a tutti i livelli. Mi spiace soltanto per i sacrifici non tanto nostri, ossia dei candidati, ma di attivisti e simpatizzanti i quali per addirittura due volte hanno fatto un lavoraccio per raccogliere quasi 21mila firme indispensabili ai fini della presentazione delle liste. Un impegno, però, solo apparentemente vano, perché il nostro progetto non si ferma anzi viene incentivato e sia io che Luigi già da lunedì saremo di nuovo in giro per conoscere, dovendo poi far di tutto per risolverle dai ‘piani alti’ della Cittadella, le criticità della terra che amiamo

Regionali, Tansi: il rinvio del voto a dopo l’estate sarebbe una lesione della democrazia

Regionali, Tansi: il rinvio del voto a dopo l’estate sarebbe una lesione della democrazia

Pubblicato il: 3 Marzo 2021

E’ diventata assolutamente intollerabile, sotto il profilo costituzionale e politico, la situazione amministrativa in cui versa, ormai da cinque mesi, la nostra Regione governata da un presidente facente funzioni, Nino Spirlì, e da una giunta provvisoria, i quali dovrebbero secondo legge limitarsi ad attività ricomprese entro gli stretti limiti degli “affari correnti” e che invece continuano a spacciare per ordinaria amministrazione l’elargizione di prebende, incarichi e nomine di chiaro stampo clientelare, nell’assordante silenzio di tutti i consiglieri. Soprattutto di quelli che, anche in regime di ‘prorogatio’ e in attesa di nuove elezioni, dovrebbero assolvere alla delicata funzione dell’opposizione democratica.

L’emergenza sanitaria legata alla pandemia in atto ha giustificato il differimento delle elezioni dallo scorso 14 febbraio al prossimo 11 aprile e si potrebbe persino comprendere, sempre per gli stessi motivi, un ulteriore spostamento della data per il ritorno alle urne entro la fine della primavera ventura, ma non oltre perché se si arrivasse all’estate o addirittura al cosiddetto ‘semestre bianco’ ciò costituirebbe un oltraggio alle più elementari regole di gestione della cosa pubblica. Non può infatti sfuggire al Governo Draghi, unica autorità legittimata a differire ulteriormente le Regionali, che la proroga del regime di ordinaria amministrazione in capo a un Esecutivo decaduto a causa della morte del precedente governatore eletto, penalizzerebbe oltremodo la regione più povera d’Italia. Che non potrebbe programmare né utilizzare le risorse del Recovery Fund e pianificare ogni altra attività finalizzata allo sviluppo socio-economico e alla salvaguardia di un territorio martoriato dal dissesto idrogeologico, dall’inquinamento ambientale e da una rete infrastrutturale assolutamente inadeguata alle esigenze di mobilità e sicurezza interna.

Auspichiamo allora che il Premier, anziché dar seguito alle richieste di alcuni settori del quadro politico allo stato dominante, che in Calabria presentano evidenti difficoltà di organizzazione e proposta, voglia confermare l’11 aprile come data del voto o, quantomeno, se il pericolo Covid lo richiedesse, fissarne una nuova entro la prossima primavera, ripristinando nella nostra regione le regole di gestione democratica garantite dalla Costituzione”.

“Facciamo paura alla n’drangheta”

“Facciamo paura alla n’drangheta”

Pubblicato il: 3 Marzo 2021

#FacciamoPauraAllaNdranghetaL’accorata vicinanza della Calabria perbene che invoca la mia candidatura per spazzare tutto il marcio e l’incompetenza che avvolgono la nostra Terra, evidentemente fa paura ai poteri forti calabresi. Una mia affermazione a sostegno di De Magistris Presidenza alle prossime elezioni regionali sconvolgerebbe gli equilibri di una regione in mano alla ndrangheta e ai colletti bianchi, come hanno dimostrato gli arresti recenti. È tutto questo soprattutto in vista del recovery fund che porterà miliardi e miliardi di euro che la Calabria non ha mai visto dal dopoguerra a oggi.

Altro che torta! Qua pensano di spartirsi un’intera pasticceria.

Ecco perché nel tentativo disperato di annullare la mia azione è partito un fuoco incrociato di calunnie contro la mia persona. Ho già dato mandato al mio legale di denunciare per calunnia e diffamazione aggravata, in sede penale (presso la procura della repubblica) e in sede civile, chiunque infanghi il mio nome. Cari mafiosi, non l’avrete vinta!

#PuniamoliColVoto

Sanità Calabria: truccati i bilanci nel triennio 2015 – 2016

Sanità Calabria: truccati i bilanci nel triennio 2015 – 2016

Pubblicato il: 23 Febbraio 2021

Antonio Belcastro, Massimo Scura e Saverio Cotticelli sono stati INTERDETTI dai pubblici uffici per 12 mesi. Accusati di aver truccato i bilanci questi INCAPACI sono stati finalmente allontanati. Le notizia sulla Sanità cosentina, con le relative inchieste e i provvedimenti assunti dall’autorità giudiziaria ci offrono solo uno spaccato della crisi sanitaria in cui purtroppo versa l’intera regione. Solo nel periodo tra il 2010 e il 2016 in Calabria sono stati tagliati 3900 posti di lavoro.

Calati in modo drastico pure i posti letto. Una diminuzione da 9.915 a soli 5.874 in una manciata di anni recenti (un taglio del 40.8%). E che dire poi dei 18 ospedali chiusi, in ossequio alla logica di un risparmio del tutto presunto, con decine di zone e località, anche grandi, lasciate sguarnite. Prive insomma di reparti di alta specializzazione e di un Pronto Soccorso .

La Calabria merita COMPETENZA e CONCRETEZZA.

La nostra deve tornare ad essere una regione libera. #puniamoliconilvoto