Mese: Maggio 2021

L’ospedale di Locri cade a pezzi come la Calabria gestita da imbroglioni e incapaci

L’ospedale di Locri cade a pezzi come la Calabria gestita da imbroglioni e incapaci

Pubblicato il: 30 Maggio 2021

“L’ospedale di Locri davanti a cui vi stiamo parlando, edificio con i ferri e il cemento esposti, che in caso di terremoto verrebbe giù come un castello di carte, è l’emblema di una regione che cade a pezzi. Ecco perché, cari cittadini, vi chiedo di andare a votare mettendovi una mano sulla coscienza e pensando non a voi, bensì ai vostri figli per chi ne ha come ovvio”. 
Ha esordito così ieri pomeriggio il leader di Tesoro Calabria, Carlo Tansi, il quale nella prima diretta Facebook del suo tour nella locride in cui è stato impegnato nel weekend che ormai volge al termine – come premesso dinanzi al nosocomio locrese in cui c’erano anche i candidati del territorio del Movimento Simona Mulè, Antonella Ierace ed Ettore Lacopo – ha peraltro affermato: “Qui, proprio pochi giorni fa, è stata arrestata in flagranza di reato per corruzione una funzionaria che fungeva da Ctu nell’iter di erogazioni delle pensioni di invalidità. Persona che con il suo comportamento ha infangato tantissimi lavoratori onesti e perbene della struttura. Mi riferisco ad esempio a quelli che, a dispetto del grande impegno profuso, subiscono pure numerose aggressioni. Vorrei però soffermarmi su porcherie come la chiusura del Reparto di un reparto strategico per la cura del Covid come Pneumologia al servizio di una vasta area in cui è stato finora vaccinato contro il Covid solo il 53% della popolazione ultraottantenne e cosiddetta fragile a fronte di una media regionale che supera l’80%. E che dire poi della modernissima Risonanza magnetica inaugurata in pompa magna dalla politica locale, salvo restare chiusa per mancanza di tecnici in grado di farla funzionare. Così come va sottolineata l’assenza di primari, tanto da avere un esercito senza generali”. Tansi, al solito, è un fiume in piena e rincara la dose: “Gli infermieri sono pochi e sottopagati al pari degli Oss, di cui ricorre la giornata mondiale peraltro (ieri per chi legge, ndr), con i quali io sono solidale. Ed è il motivo per cui rivolgo un appello al governatore facente funzioni Nino Spirlì e al commissario straordinario alla Sanità calabrese Guido Longo, verso cui inizio a essere molto critico, affinché intervengano. Ma, attenzione, le mie non sono sempre critiche prive di proposte. Mi spiego meglio: in un’Asp come quella di Reggio che da sola accusa un disavanzo pari a due miliardi di euro, basterebbe introdurre un sistema di tracciabilità delle fatture, con relative spese, come si fa per i pacchi dei vari vettori delle consegne di quanto acquistato su internet. Un modo per sfilare finalmente di mano il giocattolino molto redditizio degli ordini ai soliti imbroglioni e incapaci che gestiscono da tantissimo tempo la cosa pubblica in Calabria. Gente nella migliore delle ipotesi inadeguata come il direttore sanitario di questo ospedale, Domenico Fortugno, rimosso da poco dall’incarico”.L’ex capo della Protezione civile regionale chiude infine con un’altra scudisciata alla classe dirigente calabrese: “La verità è che il guaio peggiore della nostra bellissima terra in ambito sanitario, e non solo, è costituito dagli interessi di quei consiglieri regionali possessori o azionisti di cliniche private, i quali hanno avuto, e continuano ad avere, l’obiettivo di depauperare la Sanità pubblica a esclusivo vantaggio di quella non dello Stato: la loro, appunto. Basti pensare a ciò, per non dover aggiungere altro, purtroppo”.

Aeroporto Crotone, Tansi: Sei voli soltanto a settimana in estate sono sinonimo di flop

Aeroporto Crotone, Tansi: Sei voli soltanto a settimana in estate sono sinonimo di flop

Pubblicato il: 28 Maggio 2021

“La situazione dell’aeroporto di Crotone rischia di diventare uno dei tanti paradossi della nostra terra. Eppure stiamo parlando di un’infrastruttura chiave per un grande e importante territorio che non è solo circoscritto alla fascia ionica centrale e e a quella alta della Calabria. Io stesso, quindi, sono stato promotore di una diretta Facebook insieme ai rappresentanti del Comitato per lo scalo pitagorico. Che finito il periodo pandemico dovrebbe, come premesso, tornare a servire una grande fetta della popolazione calabrese, purtroppo alle prese con una mobilità da Paese arretrato. 

Certo i segnali in tale direzione non mancano, ma l’annunciata ripresa dei collegamenti sospesi a causa del Covid, da parte della compagnia Ryanair, e il ripristino di quattro voli settimanali per Bergamo e due per Bologna entro fine giugno, non sembra bastare. Anzi, evidenzia carenze nient’affatto in linea con la fase di ripartenza, in tutti i sensi del termine, nell’anno che dovrebbe segnare la lenta e graduale uscita dal tunnel Coronavirus. È quanto hanno peraltro sottolineato gli esponenti del Comitato, scrivendo al prefetto Maria Carolina Ippolito che tuttavia ci ha lasciato un po’ perplessi quando al recente incontro con i principali interlocutori della specifica discussione Sacal, Enac, Regione e Provincia, non ha ritenuto opportuno coinvolgere i sindaci di Crotone e Isola Capo Rizzuto nelle cui aree cittadine ricade l’aerostazione ‘S.Anna’. Non ne capisco il motivo, lo ribadisco a chiare lettere.

Comunque sia, mi auguro si sia trattato di una scelta ponderata in attesa di raccogliere tutte le informazioni necessarie per poi condividerle anche con il primo cittadino di Crotone, il nostro caro Enzo Voce, e il suo collega isolitano. Resta il fatto, però, della preoccupazione per quanto dichiarato sulla stampa dal componente del Comitato Giuseppe Martino che non ha esitato a parlare in termini fin troppo schietti, definendo un’elemosina la concessione di appena sei voli, dicasi sei, settimanali. E in effetti, io faccio mia quest’espressione pensando all’approssimarsi della lunga stagione estiva ed ancora, come peraltro  puntualizzato sempre da Martino, al successivo inverno. Perché, se in estate avremo un simile numero di voli, cosa accadrà dopo? Ma aggiungerei anche che, se nei prossimi tre mesi, ovvero più in particolare nel periodo compreso fra la metà di giugno e quella di settembre, saranno questi le uniche ‘risorse aree’ su cui contare come si farà a Crotone ad accogliere il milione di turisti atteso secondo le più aggiornate previsioni?”.

“Istituzioni non dimentichino i lavoratori spettacolo in crisi profonda”

“Istituzioni non dimentichino i lavoratori spettacolo in crisi profonda”

Pubblicato il: 26 Maggio 2021

“L’indifferenza e la disattenzione nei confronti degli operatori dello spettacolo mi preoccupano e mi indignano, perché sono il segno di un Paese e di una regione come la Calabria che non vuole ripartire dallo sfruttamento della sua grande bellezza. Dei tanti Tesori che possiede, come peraltro amo ripetere spesso giocando con le parole e citando quindi il nome del nostro movimento e del gruppo social collegato.
Della bellezza di cui parlo, sono parte integrante anche una cultura e un’arte millenaria che però disse ad esempio un ‘superministro’ del passato quale Giulio Tremonti ‘non servono a farsi un panino’. Una frase poi come ovvio molto criticata e in parte persino ritrattata dallo stesso uomo di Governo che la pronunciò. Ma che invece mi pare si sia riflettuta nelle decisioni di quanti hanno governato non soltanto ai tempi di Tremonti ma anche dopo. Questo rappresenta però una sconfitta per tutti, dal momento che arte e cultura non costituiscono unicamente un volano di sviluppo sotto il profilo socioeconomico bensì anche un nutrimento per l’anima. Detto ciò, non posso tuttavia dimenticare la situazione che stanno vivendo, da oltre un anno ormai, i tanti lavoratori di un settore come lo spettacolo. Gente ritrovatasi dall’oggi al domani senza una fonte di guadagno per sostentarsi.Intere famiglie, anche abituate ad avere un buon tenore di vita malgrado lo scarsissimo interesse manifestato nei loro confronti da parte di chi detiene il potere politico, finite improvvisamente con ‘le gomme a terra’. Donne e uomini che io ho incontrato più volte, i quali mi hanno elencato una serie di problemi. Lacune e gap che si sarebbero potuti colmare, impiegando le risorse pubbliche riservate a tale settore nel modo migliore. Fatto che non è praticamente mai successo.Basti pensare a quanto letto di recente sugli organi di stampa locali che hanno come ovvio messo in risalto la crisi patita dal comparto dello spettacolo, ma soffermandosi sulla disparità di trattamento nell’assegnazione delle risorse fra Nord e Sud. Dati diffusi da strutture come la Svimez che mi portano ancora di più a schierarmi a fianco di questi operatori per cui l’ultima speranza per ripartire di slancio deriva dal buon impiego dei fondi del Recovery Fund, con ogni probabilità l’ultimo treno per salvare un settore chiave. Un comparto che, come ho premesso, non è fondamentale solo per il fatturato prodotto ma anche e soprattutto per quanto di geniale, divertente e meraviglioso, regalaa tutti noi”.  

Tansi: Il 23 maggio ’92 uno dei momenti più bui del Paese. Il motivo per cui chiunque deve ribellarsi al condizionamento mafioso

Tansi: Il 23 maggio ’92 uno dei momenti più bui del Paese. Il motivo per cui chiunque deve ribellarsi al condizionamento mafioso

Pubblicato il: 23 Maggio 2021

“Un giorno tragico, il 23 maggio ’92 di cui ricorre oggi il 29. anniversario, nel quale persero la vita a Capaci il giudice Giovanni Falcone insieme alla moglie Francesca Morvillo e a tre sottufficiali della scorta. Un pomeriggio nefasto, dunque, che aprì la strada a quanto sarebbe tragicamente accaduto in Italia nei mesi e negli anni, almeno due, a seguire. Ma, a prescindere da tutto, l’attentato al più grande magistrato italiano scosse il Paese intero, persino più dell’agguato al suo ‘successore ed erede’ naturale Paolo Borsellino. Che era ormai, notoriamente per così dire, nel mirino di diverse ‘entità’ fra cui la mafia.L’impatto emotivo di Capaci fu però dirompente e colpì in modo profondo non soltanto la società civile e tutte le donne e gli uomini perbene, bensì anche gli stessi malavitosi. Almeno quelli non allineati alla strategia stragista dell’allora capo supremo della Cupola. Sdegno e indignazione popolare non bastarono, però, a fermare la mano omicida dello stesso superboss corleonese. Un pazzo sanguinario, manovrato da soggetti deviati dello Stato garanti di interessi mostruosi e particolari tutelati anche da influenti personalità istituzionali corrotte. Queste le condizioni alla base di quella terribile strage, in cui l’estremo sacrificio dei martiri caduti per aver adempiuto al loro dovere fino alle estreme conseguenze non merita unicamente il nostro commosso e ossequioso omaggio, ma ci impone pure il dovere di ribellarci al condizionamento della criminalità organizzata in qualsiasi forma dovesse manifestarsi a noi tutti. Perché non può, e soprattutto non deve, essere accettato e tollerato. Mai. Costi quel costi. 

Tansi: L’amara sorte dei medici del 118 dell’Asp di Cosenza, salvano vite ma  restano precari

Tansi: L’amara sorte dei medici del 118 dell’Asp di Cosenza, salvano vite ma restano precari

Pubblicato il: 8 Maggio 2021

“La vertenza dei sanitari del Suem 118 dell’Asp di Cosenza ha ormai assunto dimensioni preoccupanti.  Parlo infatti di una vicenda che inizia alcuni anni fa, quando il personale medico convenzionato, che rappresenta il 90% dei clinici del 118, ha lentamente cominciato a lasciare l’incarico preferendo altre collocazioni in ragione della mancanza delle stesse tutele contrattuali e legali garantite ai colleghi dipendenti. Che rappresentano il 10% circa del resto del personale. Malgrado si svolgano identiche mansioni, se si lavora al 118 non si gode del diritto alla cosiddetta Cassa malattia, se non attraverso l’assicurazione; alle ferie retribuite; alla tredicesima; al Tfr e alla maternità. Questo sebbene si tratti di un servizio fondamentale per la salute pubblica come quello dell’Emergenza-Urgenza, garantito da medici chiamati a intervenire in qualunque situazione: dagli incidenti stradali alle liti domestiche e dall’arresto cardiaco all’ictus cerebrale, da un anno per giunta con l’incombente rischio di contrarre la temutissima infezione da Sars-Cov-2. Un pericolo concreto, considerato come alcuni di loro siano effettivamente stati contagiati nell’esercizio delle funzioni con tutte le conseguenze del caso”. Ha esordito così il leader di Tesoro Calabria, Carlo Tansi, in un comunicato stampa in cui ha aggiunto: “Bisognerebbe raccontare le vicende di tanti sanitari del 118 rimasti a casa a curarsi, dopo aver effettuato i turni ed essersi ammalati di Covid, senza che chi di competenza, a oggi, gli abbia riconosciuto anche solo l’indennità da Coronavirus come invece fatto per altri professionisti. Ma per questi medici non è una mera questione pecuniaria, semmai di diritti negati. E a riguardo basta raccoglierne gli sfoghi. Lamentele legittime di chi mette  in gioco la vita nel quotidiano, pur restando precario per anni non avendo ottenuto la contrattualizzazione quale dipendente. Persone quindi sempre in bilico fra l’avere un’occupazione stabile e restare invece con un pugno di mosche in mano. I dati relativi alle 18 postazioni del 118 dell’Asp di Cosenza ci restituiscono peraltro una situazione di una settantina circa di operatori sanitari al momento in servizio a fronte dei 108 previsti che sarebbero tali a fronte di una distribuzione di 6 medici per postazione ossia quanti ne dovrebbero essere impiegati nell’Emergenza-Urgenza nei turni diurni e notturni. Ma c’è di più: dei 73 incaricati in totale, solo alcuni sono titolari con sede fissa mentre gli altri sono sottoposti a rinnovo semestrale”. Lo stesso Tansi in conclusione della sua nota ha definito quanto descritto un intollerabile stato di cose, chiosando: “Non capisco il motivo per cui  questi medici, evidentemente figli di un Dio minore, vengano pagati a ore. L’Asp, oltretutto, sottoscrive in loro favore un’assicurazione attraverso cui si possono sì pagare eventuali risarcimenti, ma solo in caso di riscontrate e circostanziate valutazioni. Resta poi inaccettabile quanto sta accadendo da circa 18 mesi nelle Asp di Catanzaro e Crotone dove ai medici del 118 hanno decurtato lo stipendio togliendogli l’indennità. Si tratta di circa 800-900 euro al mese spettanti con addirittura la richiesta della restituzione delle somme già percepite. Di questo passo, da qui a poco, il 118 rischia di essere smantellato per carenza di personale. Fatto che determinerebbe il venir meno di un essenziale e peculiare settore della Sanità, destinato a subire un colpo ferale, se non si adotteranno a breve provvedimenti risolutivi. Eppure, allo stato, è l’unico baluardo nella Medicina del territorio, che garantisce l’Emergenza-Urgenza tra i cittadini e l’ospedale. Ed è la ragione per cui chiedo a tutte le Istituzioni locali preposte di non sottovalutare la situazione venutasi a creare e di affrontare quindi tale gravissimo problema il più presto possibile”.

Tansi domani alla manifestazione della Cittadella per rivendicare i diritti negati ai calabresi

Tansi domani alla manifestazione della Cittadella per rivendicare i diritti negati ai calabresi

Pubblicato il: 7 Maggio 2021

Gli attivisti del movimento civico Tesoro Calabria con il suo presidente Carlo Tansi parteciperanno domani 8 maggio alla manifestazione indetta, presso la Cittadella regionale a Catanzaro, dai lavoratori della sanità e dal sindacato USB. Scopo dell’iniziativa è rivendicare il diritto alla salute, al lavoro e alla dignità dei calabresi.
“Siamo vicini e sosteniamo – afferma Tansi – tutti coloro che manifestano per una sanità pubblica e di qualità e il diritto dei lavoratori calabresi ad un lavoro dignitoso e stabile. 
In questi ultimi anni, e ancora di più, dopo lo scoppio della pandemia, che ha evidenziato drammaticamente il sistema estremamente debole del lavoro e della sanitá in Calabria, il movimento Tesoro Calabria è stato vicino ai lavoratori precari,  tirocinanti e operatori della sanitá, istituendo tavoli tecnici e di approfondimento – con alcuni rappresentanti del sindacato USB e altre rappresentanze di lavoratori e precari – alla ricerca di soluzioni e proposte concrete in merito.
Sosteniamo e chiediamo da tempo la stabilizzazione dei precari del lavoro e nuove assunzioni. 
Oltre a questo rivendichiamo il reddito garantito per chi non lavora o ha perso il lavoro in questo periodo di grande criticità”.

La solidarietà di Tansi al Sant’Anna hospital: «Non siano i dipendenti a pagare colpe non loro»

La solidarietà di Tansi al Sant’Anna hospital: «Non siano i dipendenti a pagare colpe non loro»

Pubblicato il: 6 Maggio 2021

Carlo Tansi, rappresentante di Tesoro Calabria e del popolo arancione in marcia in vista delle prossime Regionali, ieri ha inteso esprimere la sua vicinanza al personale del Sant’Anna Hospital di Catanzaro, recandosi sul posto, considerato come per molti dipendenti le speranze di mantenere l’unico posto di lavoro siano ormai ridotte al lumicino. Il commissario prefettizio dell’Azienda sanitaria provinciale non vuole infatti proseguire il rapporto con l’importante presidio ospedaliero privato che senza la Convenzione della stessa Asp ha zero chance di andare avanti. Risultato? Larga parte di un gruppo di circa 700 persone (di cui 312 assunte e 49 a Partita Iva) si ritroveranno in mezzo a una strada. Si tratta oltreché dei medici (fra cui alcuni luminari nella loro branca), di infermieri, Oss e amministrativi del presidio, pure appartenenti all’indotto formato dagli operatori dei servizio mensa e manutenzione ecc.

Gente quale il membro del Cda Franco Perticone, il cardiochirurgo Alfonso Sciangula, l’angiologo Elia Diaco (peraltro candidato al consiglio regionale nelle fila del polo civico tansiano), ma soprattutto come il caposala della Terapia Intensiva Oscar Tegano e il responsabile dell’accettazione Claudio Garcea. E proprio ai rappresentanti di quest’ultima categoria è andata l’attestazione di solidarietà più sentita, considerato il fatto che gli amministrativi – soprattutto se ormai giunti alla mezza età – siano assai difficilmente ricollocabili nel mercato del lavoro. Una tragedia sotto il profilo umano, se si pensa come al S. Anna siano in servizio coppie di marito e moglie che rischiano da qui a un paio di mesi di ritrovarsi in preda alla disperazione più assoluta.

Al leader di Tesoro Calabria il compito di testimoniargli tutto l’interessamento possibile, che come ovvio allo stato non può tradursi in atti concreti nei palazzi istituzionali in mancanza di una carica attualmente detenuta. Ma che non ha impedito allo stesso geologo prestato alla politica di affermare in un lungo video in cui ha coinvolto i citati malcapitati lavoratori dell’Hospital in fibrillazione ormai dalla scorsa vigilia di Natale quando hanno ricevuto la ferale notizia della possibile imminente chiusura del S.Anna: «La Procura guidata da un magistrato del calibro di Nicola Gratteri – evidenzia – deve come ovvio fare tutti gli accertamenti del caso e se ha rilevato anomalie tali da dare la stura a un’operazione, che ha portato all’azzeramento del vecchio management a cui si imputano prestazioni fittizie per il valore di 10.5 milioni di euro, sono sicuro avrà avuto in mano elementi concreti.

L’auspicio è che però non siano i dipendenti a pagare colpe non loro. Senza contare il danno all’utenza che afferisce qui dall’intera Calabria e anche oltre. Nella clinica, aperta agli inizi degli anni Sessanta ma convertita in centro di Cardiochirurgia d’eccellenza a partire dalla fine del secolo scorso – si fa presente – si svolgono infatti ben 4mila interventi all’anno, con una media di oltre 80 pazienti al mese, una significativa parte dei quali ad alta specializzazione. A questo si aggiunge la certificazione di qualità dell’Agenas che l’ha inserita fra le prime 10 strutture d’Italia e l’impressionante dato del 35% del totale delle operazioni cardiovascolari di tutta la regione eseguiti qui. Evidenze – conclude – che dovrebbero spingere chi di dovere a esperire ogni tentativo pur di salvare il Polo cardiochirurgico migliore della regione e non solo».

Cetto La Tallini? Non è diffamazione, lo dicono i giudici. Altra sconfitta per Domenico detto Mimmo

Cetto La Tallini? Non è diffamazione, lo dicono i giudici. Altra sconfitta per Domenico detto Mimmo

Pubblicato il: 3 Maggio 2021

“Perde su tutti i campi Domenico Tallini, detto Mimmo dagli amici, insieme ai legali da cui era assistito nel giudizio contro di me per una presunta diffamazione a mezzo stampa nei suoi confronti. Siamo alla fine di febbraio di due anni fa: a seguito di un’intervista televisiva in cui lo definivo ‘Cetto La Tallini’, ispirandomi al personaggio del geniale attore Antonio Albanese, lo stesso Tallini annunciava querele attraverso gli organi di informazione. Un’anticipazione a cui in effetti dava subito seguito procedendo nei confronti miei e di chiunque avesse contribuito a diffondere quell’immagine. Ma questa idea di Tallini è stata nettamente smentita da magistrati e giudici, che pochi giorni fa hanno archiviato definitivamente la sua denuncia, smentendo l’ipotesi secondo cui io mirassi solo a squalificare un individuo, nonché uomo delle istituzioni, specchiato e molto stimato. Nel procedimento sono stato come sempre assistito difeso dall’ottimo avvocato, nonché amico d’infanzia, Nicola Mondelli, che ha contribuito in maniera determinante all’accertamento della verità. Tallini è stato smentito anche nelle prime fasi del procedimento. Il pubblico ministero assegnatario del fascicolo d’indagine, già a fine novembre 2019, chiedeva infatti l’archiviazione nei miei confronti, ritenendo infondata l’ipotesi di reato ipotizzata da Tallini ed evidenziando oltretutto come fosse necessario tutelare il diritto di cronaca. Ma sottolineando anche il fatto che, nel formulare una critica di carattere politico, ‘si può ricorrere a espressioni meramente soggettive e di conseguenza non rigorosamente obiettive e asettiche’. Ed ancora che  il sottoscritto non aveva inteso trascendere nel linguaggio con una immotivata aggressione del Tallini.  Ma questa decisione del Pm non ha però affatto persuaso i difensori di Tallini, i quali si sono opposti obiettando come la definizione Cetto La Tallini abbia le caratteristiche di un immaginario ‘politico calabrese perverso, corrotto e depravato. Un opportunista che vanta legami con la malavita e rappresenta in un certo senso la squallida connessione tra mafia e politica. Un campione di illegalità’. Ma, e l’ho spiegato all’inizio, questa tesi non ha trovato alcun riscontro (sic!) non solo a fine 2019 da parte del Pm quanto nemmeno pochi giorni fa quando anche a seguito del vaglio del Gip, come si suole dire in questi casi ‘giudice terzo’, è stato ribadito, una volta per tutte, come il contenuto delle mie dichiarazione non apparisse ‘lesivo della reputazione di Tallini’. Un giudizio di merito insomma formulato ‘sull’operato politico e non sulla persona’, aggiungendo e precisando ulteriormente come il mio fosse un più generale attacco alla ‘classe dirigente regionale” e pertanto non al singolo. In sostanza: chiamare Mimmo Tallini ‘Cetto La Tallini” non è reato! E non lo dico io, ma Procura e Tribunale.Forza, dunque, cari Cetto La Tallini! Ritenta, sarai più fortunato”.

I miei auguri di buon primo Maggio alla Regione più povera d’Europa

I miei auguri di buon primo Maggio alla Regione più povera d’Europa

Pubblicato il: 1 Maggio 2021

Da questa mattina sto ricevendo molti auguri di buon primo Maggio, la festa dei lavoratori. Ringrazio tutti, naturalmente, ma mi chiedo, da calabrese, se questa festa, dedicata a chi ha combattuto per il diritto al lavoro ed a un lavoro dignitoso, sia effettivamente la festa dei calabresi. Ogni anno l’ISTAT fa una fotografia del Paese e delle Regioni italiane, sulla produttività, sullo stato di ricchezza e di benessere, sui servizi sanitari, sull’occupazione, ecc. I dati ISTAT riguardanti la Calabria che ora vi leggo, mi hanno tolto la voglia di augurare buon primo Maggio ai miei conterranei.- Il tasso di occupazione tra il 2014 e il 2019 é del 42%, ma la situazione ultimamente è drasticamente peggiorata con la pandemia COVID19. La perdita di posti di lavoro dall’inizio della pandemia è un’emorragia ancora in atto: si è registrata una perdita netta di 19.302 lavoratori occupati, che attualmente sono 531.220.- I disoccupati oggi sono 146.087. – Gli “inattivi” – cioè le persone che non lavorano e non sono alla ricerca di un’occupazione – sono 577.798, con una diminuzione di 8.915 unità dall’inizio pandemia. – Le “forze di lavoro potenziali” – cioè le persone che non cercano attivamente un lavoro ma sono disponibili a lavorare – sono 177.085, con una diminuzione di 12.387 unità dall’inizio pandemia. A completare questo desolante quadro, si aggiungono anche altri indicatori:- il numero dei lavoratori che hanno iniziato un nuovo lavoro fuori regione sono 15.988, pari al 15% circa del totale dei nuovi avviamenti;- i calabresi che vanno a lavorare fuori regione con il titolo universitario sono 4.636, pari al 29,00% circa dei laureati. A questo quadro desolante siamo arrivati grazie ai politici disonesti, di destra e di sinistra, che ci hanno governato in questi ultimi vent’anni. Grazie agli amministratori e colletti bianchi collusi con la ndrangheta che hanno trasformato la nostra regione in terra di povertà e di conquista .Ma soprattutto siamo arrivati a questo quadro desolante grazie ai calabresi omertosi e ignavi che ritengono che cambiare le sorti della Calabria non sia affare loro. Calabresi, le cose cambiano solo se ognuno di noi decide che è arrivato il momento di cambiare. Non sperate che qualcuno, che ha già dimostrato di non volerlo fare, decida per voi. Buon Primo Maggio