Chi sono

Sono nato a Cosenza il 22 luglio del 1962. Ho trascorso la mia adolescenza con il rock dei Pink Floyd, dei Dire Straits, dei Genesis, dei Cure, di Sting e dei Queen che ho alternato alla musica classica. Da qualche anno non disdegno i Muse. Quando posso rivedo volentieri The Wall e il Gladiatore, i miei film preferiti. Il mio libro preferito è Avere o essere? di Erich Fromm.

Mi sono laureato in Scienze Geologiche presso l’Università della Calabria con 110 e lode.

Appena laureato sono risultato vincitore di una borsa di studio biennale presso l’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), svolta in buona parte presso il Laboratorio di Tectonique dell’Università Pierre e Marie Curie di Parigi. Dal 1994, a seguito del superamento di un concorso pubblico nazionale, sono risultato vincitore di un concorso per ricercatore presso lo stesso Istituto del CNR, dove da allora mi occupo dello studio delle faglie attive che interessano l’Appennino meridionale, e delle relazioni tra queste faglie e i terremoti e le frane.

Per 13 anni ho ricoperto il ruolo di professore incaricato di “Geologia Strutturale” presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università della Calabria. Ho ricoperto la carica di vice-presidente e di consigliere dell’Ordine dei Geologi della Calabria. Sono stato Responsabile scientifico di vari progetti di ricerca scientifici nazionali e internazionali.

Nel triennio novembre 2015 – novembre 2018, a seguito di una selezione pubblica nazionale, ho diretto la Protezione Civile della Calabria, la regione più esposta in Italia ai disastri naturali (frane, alluvioni e terremoti). Nel mio ruolo di dirigente ha coordinato sul campo molte emergenze di rilevanza nazionale legate a gravi calamità, incluso il coordinamento operativo dei dipendenti e dei quasi 4.000 volontari della Protezione Civile regionale, nonché l’aspetto tecnico-amministrativo e il supporto alle autorità locali competenti (Comuni, Province, ecc.). Dal mio insediamento mi sono scontrato continuamente contro il malaffare, contro i poteri forti e contro i colletti bianchi che hanno ostacolato in modo subdolo il mio percorso di cambiamento. Nonostante tutto e tra mille difficoltà ho dimostrato che il cambiamento è possibile. Persino di uno dei settori più precari e pieni di malaffare come era la protezione civile della Regione Calabria prima del mio arrivo.

Col decisionismo imposto dalle circostanze sono passato dalle parole ai fatti: ho riformato profondamente la Protezione Civile e l’ho trasformata da ente disorganizzato e sprecone, struttura tecnica e operativa altamente specializzata, informatizzata e dotata di infrastrutture tecnologiche di alta affidabilità anche nel caso di grande evento calamitoso. Per portare a compimento questa impresa, ho dovuto anche ricorrere alla Procura della Repubblica presso la quale sono stato costretto a presentare svariate denunce, alcune delle quali sono scaturite in arresti eccellenti e indagini importanti. Questa profonda ristrutturazione ha avuto anche il riconoscimento di organi di valutazione nazionali per aver costruito un sistema virtuoso diventato modello di riferimento. Non è un caso che, tra i vari riconoscimenti ricevuti, figurino il primo premio per l’innovazione tecnologica del Forum della Pubblica Amministrazione svoltosi a Roma nel maggio 2018 e il Premio Nazionale Italia Nostra conferitomi a Roma nel novembre 2017 insieme ad altre personalità di rilevanza nazionale.

Sono orgoglioso di aver fatto conoscere ai Calabresi la Protezione Civile della loro Regione, che fino a qualche anno fa ignoravano completamente.

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Nonostante l’impegno e gli obiettivi raggiunti, quel sistema contorto che mi ha fatto la guerra mi ha presentato il conto: l’ultimo giorno della mia esperienza triennale sono stato sospeso per 45 giorni dal mio ruolo di dirigente per impedirmi la ricandidatura e sono tornato a fare lo scienziato presso il mio caro Consiglio Nazionale delle Ricerche. Un ennesimo artificio burocratico, la mia esclusione dalla regione, perpetrato da un blocco di potere trasversale a certa politica, a certa amministrazione, a certo sindacato, che ha agito con l’appoggio di lobby imprenditoriali e affaristiche

Sono orgoglioso di dire che, in seguito alla mia forzata rimozione dalla protezione civile, la mia ingiusta esclusione si è rivelata un boomerang per la casta che mi ha fatto fuori: si è formato un movimento spontaneo, dal basso, di cittadini Calabresi che attraverso più petizioni in decine di migliaia un mio impegno diretto. Un atto di stima che mi commuove e mi sprona allo stesso tempo. Ed eccomi qui candidato alla guida della regione, a dare voce ai desideri, ai sogni, alle istanze e ai bisogni di una parte molto consistente, forse maggioritaria, dei Calabresi, parecchi dei quali disertano da anni le urne perché non hanno chi li rappresenta. Sono onorato di scendere in campo in una battaglia difficile, con la consapevolezza che nulla è impossibile quando si hanno idee, passione e sentimento.

Sono autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche su riviste scientifiche internazionali e nazionali, e Referee per Riviste Internazionali ISI.

Sono stato relatore di 85 Tesi di Laurea e di Dottorato di Ricerca, e Componente del Consiglio di Corso di Laurea e del Collegio dei Docenti del Dottorato di Ricerca presso l’Università della Calabria

Sono stato responsabile scientifico di vari progetti di ricerca scientifici nazionali e internazionali.

Sono stato membro del Comitato di Indirizzo per il Dissesto Idrogeologico ed Idraulico della Regione Calabria ai fini della redazione di un Piano Generale degli Interventi per la Difesa del Suolo in Calabria (OPCM 3741/2009 e ODC 1/3741/2009) e membro del Comitato Tecnico-Scientifico dell’Assessorato all’Agricoltura e Forestazione della Regione Calabria (2005-2007)

Sono stato CTU per varie Procure nell’individuazione di responsabilità umane che hanno determinato calamità in Calabria, tra cui l’alluvione di Rossano-Corigliano del 12 agosto 2015 e l’allagamento degli Scavi Archeologici di Sibari del 19 gennaio 2013.

Sono risultato vincitore del Premio scientifico internazionale “Top-50 most cited articles published in Journal of Geodynamics in the period January 2006 -February 2011”, assegnato da Elsevier Publishing Team Earth and Planetary Sciences (data di assegnazione: 08/03/2011)

Sono risultato vincitore del Premio “Documentari sull’ambiente” al Festival Internazionale di Cinematografia Scientifica (Kanty Mansisk, Siberia – 6/9 giugno 2006), per il film “Fenomeni naturali e rischi sociali”. Ho partecipato a documentari scientifici come autore e divulgatore.

Sono intervenuto in varie trasmissioni televisive e radiofoniche sui media nazionali. Ho relazionato in oltre 250 convegni organizzati da varie associazioni scientifiche, culturali ed ambientalistiche.

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Non ho mai militato in partiti politici, né ricoperto incarichi politici fino al mio allontanamento forzato dalla protezione civile, perché mi sono sempre ritenuto uno scienziato al servizio di tutti e non un uomo di parte. Ciò non mi ha impedito di impegnarmi come cittadino nella tutela dei valori a cui sono stato educato sin da piccolo: la rettitudine, l’equità, la giustizia e la solidarietà, insegnamenti che ho imparato nella mia famiglia prima ancora che sui banchi di scuola. Da mio padre Giuseppe (per gli amici Pino) dipendente dell’allora Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania, ho imparato l’onestà e il rispetto per il prossimo; da mia madre Angelina, convinta cattolica, ho imparato l’umiltà, la semplicità e l’azione verso i più deboli. Sono da sempre un acceso ambientalista e appassionato di grandi battaglie sociali. In qualità di membro attivo di Libera e di Legambiente ho presentato a varie procure numerose su abusi edilizi e illeciti che hanno deturpato il nostro territorio e messo a repentaglio l’incolumità di migliaia di vite umane. Anche in questi casi con gli esiti di processi e arresti. Tra le varie denunce ricordo la costruzione illegittima nel 2010, da parte di soggetti affiliati alla camorra, di una multisala in una zona franosa alle porte di Cosenza.

L’amore per l’impegno sociale significa per me anche amore per la democrazia. Per questo motivo mi sono candidato ed eletto consigliere di minoranza, al fianco del massmediologo Klaus Davi a San Luca, Comune dell’Aspromonte, in cui i cittadini non potevano esercitare il voto da oltre 11 anni. Ho voluto aggredite così un mito negativo trasformatosi in sequestro di democrazia. Un mito negativo che è diventato l’emblema del pregiudizio anti-calabrese. Grazie al mio impegno a San Luca ho consentito che i sanlucoti avessero finalmente il loro sindaco.

Mi sono candidato a San Luca perché sono convinto che se è stato possibile cambiare San Luca, è possibile cambiare la Calabria. Se è stato possibile espugnare, con la democrazia, il fortino della ‘ndrangheta, allora è possibile distruggere l’immagine negativa che la Calabria da di sé all’opinione pubblica nazionale e internazionale di una terra condannata al sottosviluppo e alla criminalità mafiosa.

E se questo pregiudizio sparisce, anche i Calabresi possono ritrovare fiducia in se stessi.